Archivi tag: no tav

movimento no tav e lotta all’alta velocità

Tutte le tag no tav si riferiscono ad articoli pertinenti la lotta contro il treno veloce, in Valsusa, in Italia o altrove. Troverai informazioni di attualità, approfondimenti tecnici, iniziative di lotta e tutto quanto riguarda l’alta velocità ferroviaria sulla tratta Torino Lione/Lyon. Troverai  approfondimenti sulle altre tratte AV ma soprattutto sui cantieri in Val Susa a cominciare da quello della Clarea, a Chiomonte (TO).

Il movimento No Tav è attivo dai primi anni novanta, quando ha cominciato un immenso lavoro di informazione. Ha raggiunto considerevoli dimensioni e si è opposto alla linea Torino Lyon utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione.  Negli anni ha alternato l’informazione casa per casa e paese per paese allo sciopero, alla creazione di liste civiche no tav, alle “barricate di carta” con un’opposizione fino all’ultimo cavillo su progetti e delibere, alla lotta popolare e alle grandi manifestazioni, con una presenza assidua sul territorio e nei “presidi”, con l’impedimento fisico dei sondaggi propedeutici, con l’attacco diretto alle strutture e ai mezzi dei vari cantieri.

podcast radio no tav

le notizie della settimana: podcast dell’ultima trasmissione

il podcast di giovedì 30 novembre

Questa settimana abbiamo parlato di:
arrivati a uno dei condannati i domiciliari per scontare il residuo pena del processo compressore. Diverse le novità: l’applicazione della pena è piuttosto restrittiva, soprattutto per il divieto di incontro e l’orario per la spesa molto ridotto. Inoltre si teme non verranno accettate le richieste di lavoro.

Eddi, no tav del centro sociale Askatasuna si è unita alle Ypj, unità di autodifesa delle donne, che combattono in Rojava (Kurdistan siriano). Solito articolo denigratorio sulla busiarda. A noi bastano le sue parole: “Ovunque siamo, la nostra forza sta nell’organizzare la nostra rabbia, la nostra voglia di riscatto, cambiamento e uguaglianza. Ovunque c’è violenza c’è un modo per difendersi, insieme”. Ma quale seconda vita!

Un collegamento con la compagna di Silvano, No tav che sconta 4 mesi di definitivo per essere stato trovato con un carico di maschere antigas destinate al movimento. Racconto della situazione e diverse iniziative in programma.

Chiesta la deroga per l’emissione di rumore nel cantiere di Chiomonte. Venaus scarl ha chiesto la deroga al comune, negata, rivolgendosi a quello di gravere che l’ha accettata d’accordo con Arpa. Proprio il ruolo dell’ente regionale è sotto accusa. Sopravvalutato e considerato “super partes”, è stato verificato da alcuni consiglieri comunali che
silvano i tecnici che dovevano monitorare i decibel non erano presenti negli orari e nei luoghi previsti. Quale allora l’attendibilità delle misurazioni?

in coda iniziative e appuntamenti.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.


scarica qui

A giovedì prossimo con trasmissione, podcast e aggiornamenti sul sito
Ciao! Redazione@radionotav.info

definitivi

Arrivano i definitivi per il compressoricidio: ecco le novità

Notificati i domiciliari al primo dei quattro ragazzi condannati per il compressoricidio. I magistrati si sbizzarriscono con le restrizioni

Sono stati notificati oggi i sei mesi definitivi di pena residua per l’uccisione del compressore quella notte del 13 maggio 2013. La pena era attesa ormai da tempo ma interessante sapere come il magistrato di sorveglianza ha voluto condire il benservito. Primo, una sola ora di permesso giornaliero per le incombenze quotidiane, al posto delle usuali due. Secondo, restrizioni di incontro limitate solo ai familiari e ai coinquilini. Cosa faranno gli uffici del tribunale di fronte alle richieste lavorative? Impediranno come si teme al recluso di poter lavorare? Ricordiamo ai gentili signori togati che al giorno d’oggi pochi sono quelli che hanno un lavoro che ricade nelle loro belle tabelle. Poche le assunzioni a tempo determinato o indeterminato. Molti i contratti atipici, con turni “flessibili” (come gentilmente chiamano il lavoro che c’è quando c’è), e nel caso in questione (fattorino) localizzabile sì, ma sempre in movimento. Allora o questo “non è un vero lavoro”, e allora che cambino le situazioni contrattuali di migliaia di persone, oppure lo è i magistrati non si attacchino ai cavilli.

La verità? Come sempre, se non hai una famiglia alle spalle, una rete di solidarietà, dei risparmi, insomma se sei povero, vai in galera. Se no stai ai domiciliari, dimostrando la tua gratitudine con ossequio. Ossia, dimentica amici, compagni, frequentazioni abituali, luoghi di ritrovo: il tuo corpo non sarà in galera, ma lo deve essere il tuo cuore.
Abbiamo parlato del caso e delle tendenze generali nell’intervento qui di seguito, con un’altra persona che si trova a scontare dei definitivi. Mentre “aspettiamo” anche quelli per il “processone”, ricordiamo che al momento anche Silvano sta scontando quattro mesi definitivi perché trovato con delle maschere antigas destinate al movimento.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.


scarica qui

ascolta anche:
13 maggio 2013: la vera verità sull’attacco al cantiere

funerali di Stato in Valsusa

funerali di Stato in Valsusa

tecnotavtour

TecNoTavTour: le prossime quattro date

Nelle prossime settimane sono previsti quattro incontri per approfondire l’impatto della variante di progetto sul territorio:

30 Novembre Mompantero, promuove il Comitato Susa-Mompantero
5 Dicembre Villardora, promuovono Laboratorio Civico e Comitato Valmessa
12 Dicembre Bardonecchia, promuove Pro Natura alta valle
19 Dicembre Gravere, promuove la minoranza consigliare.

Ascolta Elena che presenta le date e descrive il lavoro svolto

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

nitel control room no tav

“sicurezza” in cantiere: studi civili al servizio dei militari. Cos’è il Nitel?

Come abbiamo più volte ricordato, dove e come si devono fare i cantieri per la Torino Lyon non lo decidono gli ingegneri. É nelle stanze dei ministeri che si fanno queste scelte.

Ma non quello delle Infrastrutture: in quello dell’Interno. La gestione militare è quella che primeggia. Ne abbiamo ulteriore conferma in un documento stilato dal Nitel, il consorzio nazionale interuniversitario di studi per logistica e trasporti, che conferma anche la connessione che c’è tra il lavoro delle università e quello militare. Nel documento si studia come difendere un cantiere dall’opposizione popolare che lo avversa. E’ la polizia a richiedere di analizzare le ipotesi di variante in base alle proprie esigenze.

cosa dice lo studio interuniversitario del Nitel

Lo studio è datato 2016, e prende in esame diverse ipotesi di scavo del tunnel di base: scavo da Susa e scavo da Chiomonte con lavorazione del materiale a Susa, a Chiomonte e a Salbertrand. Consigliato è quest’ultimo, esattamente come poi è stato richiesto in variante di progetto. Vediamo perché.

sensibilità e impatto

Innanzitutto lo studio differenzia tra sensibilità e impatto. La sensibilità misura quanto un sito possa essere oggetto di azioni dolose per parte degli oppositori. L’impatto misura le potenziali conseguenze di tali azioni, valutato su quattro aspetti: sulla popolazione, sulle maestranze, sulla continuità operativa e sulle perdite economiche.
L’opzione di scavo da Chiomonte con lavorazione e carico a Salbertrand è considerata la migliore rispetto a una serie di valutazioni di opportunità, con un vantaggio ipotizzato del 5% rispetto le altre. Attenzione però: non si tratta di vantaggio economico. I costi aggiuntivi sono comunque prelevati dai fondi Cipe e, quindi, da una diversa ripartizione dei soldi tra realizzazione dell’opera e le cosiddette “compensazioni”. Ovvero i costi aggiuntivi saranno tolti dai fondi compensativi.
I vantaggi, a detta loro, riguarderebbero un ambiente meno ostile rispetto la popolazione e un minor impatto dei cantieri sul territorio. Lo svantaggio però non è da poco, perché obbliga i devastatori a installare più cantieri contemporanei, oltre a quelli comunque inevitabili della bassa valle. Questo fattore, direttamente legato al controllo e alla difesa dei siti, è quello maggiormente considerato. Comunque, si parla di non prima del 2019 come termine dell’allestimento del cantiere di scavo da Chiomonte e di tre anni dopo l’apertura a San Giuliano di Susa.

Susa o Chiomonte?

Riunire i cantieri a Susa come previsto inizialmente dal progetto definitivo -e quindi doverne difendere uno solo- per loro sarebbe l’opzione migliore (+8%), non fosse per la necessità di un nastro trasportatore fino alla zona di Traduerivi-Coldimosso considerato molto vulnerabile e appetibile dal Movimento come possibile oggetto di sabotaggi. Ricordiamo che fu per bocca di Gemma Amprino, sindaca di Susa, che venne chiesto al Cipe di valutare altra collocazione per il cantiere di base, cosa che venne recepita con la delibera 235. La variante di progetto è la risposta a questa richiesta ma ricordiamo: non è ancora stata approvata, quindi gli scenari possono ancora cambiare. Nello studio del Nitec vi erano originariamente 12 ipotesi, ma ne sono state pubblicate solo 4.

La trappola della Clarea

Riguardo l’apertura a Susa, che verrebbe così posticipata a tre anni dopo l’inizio dello scavo, Nitel parla chiaro: il movimento sembra passare una fase di minore forza, e andarlo a sobillare con un cantiere sotto il naso non è il caso. Meglio cercare una soluzione stile Clarea, appartata e difendibile, lontana dagli occhi dei più. Lì si può continuare a tenere in scacco il Movimento controllando la sua azione, sia militarmente che mediaticamente. Non manca, ovviamente, la distinzione tra il movimento popolare ben radicato nella popolazione e le frange che utilizzerebbero il movimento a propri fini, anche distanti dalle rivendicazioni del movimento stesso.
Riguardo Salbertrand invece, si dichiara che è l’amministrazione a proporsi volontariamente quale candidata ad accogliere un cantiere per la lavorazione dei conci. Continua a leggere

Camminata NOTav rivalta

Incontro a Rivalta e iniziativa di Salbertrand

Due brevi resoconti sulle due ultime iniziative di movimento

Martedì 14 a Rivalta si è svolto un incontro promosso dall’opposizione con la commissione trasporti del comune. Presenti anche i tecnici dell’Unione Montana a perorare la causa No Tav. Dall’altra, viste forse le magre figure collezionate dalle altre  amministrazioni, presente Foietta con uno show pubblicitario sull’opera e sulle opere compensative, come la linea metropolitana 5.

A seguire, altre considerazioni riguardo i progetti nell’area di Salbertrand, dove si è svolta domenica un’iniziativa del Movimento. L’area, molto più accessibile del cantiere Clarea, porrà loro il problema della difesa militare del cantiere, che sarà il cantiere centrale dell’opera per il futuro.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

scarica Oulx e Meana

podcast radio #notav 5 ottobre 2017

trasmissione del 5 ottobre – riassunto e podcast

Potete riascoltare l’intera puntata con il podcast a fondo pagina. A seguire il riassunto dei contenuti della trasmissione

La variante di progetto svela poco a poco le sue conseguenze. Paradossalmente la scelta dell’alta valle come territorio più sicuro per sviluppare il progetto, porta malumori in casa di chi, fin ora, si era sentito lontano da ogni problema. E così i tempi si fanno maturi perchè il movimento si faccia sentire laddove è sempre stato meno presente

Meana, Gravere e la cava Palli

Il comune di Meana, come dicevamo settimana scorsa, si dichiara interessato a ricevere milioni di metri cubi per “tappare il buco” della cava Palli, cruccio valsusino da decadi.
Ogni cava diventa prima o poi una discarica: ne sanno qualcosa a Balangero, da sito d’estrazione dell’amianto, a discarica dello stesso.
Ma qualcuno ha il coraggio di chiamarla “rinaturalizzazione”.
A Salbertrand sono presenti, su pertinenze comunali, milioni di metri cubi di materiale contaminato, sequestrato per il fallimento delle ditte che l’hanno prodotto e lì rimasto. Telt vorrebbe su quell’area costruire l’impianto di processamento delle rocce di scavo, ma nulla dice di cosa farà del materiale lì presente. Chi se ne occuperà? Dove verrà messo?
Se facciamo due conti, tolto ciò che andrebbe a costituire il sedime del previsto eliporto, il resto coinciderebbe con le quantità dichiarate dal sindaco di Meana. E Gravere, che si è reso disponibile nonostante le osservazioni firmate dall’unione montana di cui è parte? Vorrebbe anche lui ospitare del materiale ma dove? Cava Palli è parzialmente anche sotto al comune di Gravere, ma nulla vi è di scritto al momento, e ogni ipotesi è possibile, forse l’amministrazione pensa ad altri luoghi

Oulx

Nel frattempo ad aprire le danze è il comune che, nonostante le ambiguità, negli anni si è dichiarato meno favorevole all’opera Tav. Venerdì sera un consiglio comunale aperto, l’unico finora fatto sul tema in alta valle. Si discuterà proprio delle osservazioni presentate dall’unione montana, che riguardano quindi l’intero territorio e non solo il comune di Oulx. Sono stati ufficialmente invitati anche i consulenti tecnici del movimento. Sarà occasione per il movimento di fare una capatina e ricominciare a battere la zona.

Autoformazione: varianti, variabili e costi.

La giornata di sabato vedrà un pomeriggio di studi promosso da Controsservatorio Valsusa al don Bunino di Bussoleno. Il pomeriggio passerà tra approfondimenti sulle varianti e sul sistema delle compensazioni. Importante continuare a conoscere le evoluzioni del sistema Tav per contrastarlo a dovere. Le barricate, vere o di carta che siano, non si improvvisano, e se l’opera dovrà per forza uscire dal catino del Clarea, di barricate ne vedremo tante. Buon lavoro a tutti…
a giovedì prossimo
redazione[at]radionotav.info

prima parte:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

scarica prima parte

seconda parte:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

scarica seconda parte

podcast radio no tav

trasmissione di giovedì 28 settembre – riassunto e podcast

il podcast completo della trasmissione

La notizia del giorno riguarda Meana. Il comune ha dichiarato, alla conferenza dei servizi a Roma, l’interesse a ricevere lo smarino del tav per riempire l’ex cava Palli. Qui operava una delle ditte nata dal fallimento della Italcoge (Lazzaro), una di quelle che nel 2011 aveva posato le recinzioni del cantiere.

La cava non sarebbe sufficiente ad accogliere tutto il materiale, ma offre una sponda al progetto dopo le delibere negative dei comuni di Caprie e Torrazza.

Sempre sul fronte istituzionale, l’unione montana prende posizione sulla variante di progetto con alcune osservazioni. Se non ci si può aspettare un’opposizione vera al Tav, bisogna pur approfittare del fatto che, finalmente, anche in alta valle se ne parla.

Incontro italo-francese a Lyon

Nell’incontro hanno parlato di tanta “ciccia”; accordi economici e militari, frontiere…

Ma hanno parlato anche di Tunnel Torino-Lione: scompare l’intenzione di creare un corridoio treni nuovo tra le due città, rimane l’idea (ancora più assurda allora) di fare solo il tunnel. I giornali si sperticano nel dire che ormai la decisione francese è irrevocabilmente sancita. Ma è proprio così? Lungi dall’alimentare false speranze e piste di “governo” il politichese è un po’ più sibillino. Forse fa il loro gioco lasciare sempre qualche speranza, per tenerci buoni, o forse il governo d’oltralpe preferisce sempre lasciarsi qualche asso nella manica, un conto sempre buono da presentare come merce di scambio… vedremo… intanto potete trovare il documento originale (in francese) sui vari canali informativi no tav: sta girando.

Continuano gli imbrattamenti: bello e illegale…
podcast radio no tav : il murale no tav in via Laghi ad Avigliana

murale no tav – via Laghi ad Avigliana

Per quanto riguarda scartoffie e burocrazia varia, il murale realizzato ad Avigliana in via Laghi, pare non rispetti i “vincoli paesaggistici” del luogo. In attesa della demolizione dei vari obbrobri presenti sul territorio, vediamo cosa faranno  giunta e sovrintendenza. Multa? rimozione coatta? Condono? Staremo a vedere, intano il dipinto rimane lì.

Il fine settimana vede poi diversi appuntamenti, soprattutto a Torino, occasione del g7 del lavoro. Riflessioni e appuntamenti.

A giovedì prossimo!

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

 

scarica prima parte

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

 

scarica seconda parte

 

 

wall susa

Corteo e Wall Susa: un audio riassunto

Dopo i tre giorni terminati col corteo…

Dalla nostra inviata specialissima, un resoconto audio della tre giorni di pitture murali (wall susa) e dal corteo. Murales a Chiomonte e in tutta la valle, corteo, riffa e interventi al microfono. Un riassunto di pochi minuti dello spirito di queste giornate.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

 

scarica qui

E ancora…

leggi e ascolta l’intervista ad Aladin, uno dei muralisti che hanno partecipato all’evento: arte di strada e potere

oppure guarda la sezione murales

Meana cava tav

Meana accoglie lo smarino del TAV

Il comune di Meana ha dichiarato in conferenza di servizi la disponibilità a riempire di smarino l’ex cava Palli

E’ ufficiale: il comune di Meana desidera ricevere lo smarino del tav  per “rinaturalizzare” (tradotto dalla neolingua: fare una discarica) le cave del territorio. Il comune da sempre ambiguo di fronte all’opera ora si schiera apertamente, in cerca di qualche “compensazione”. Ma non ci sono compensazioni possibili alla distruzione del territorio…

La decisione, tenuto nascosta prima della dichiarazione direttamente al governo, e a Telt, sembra bilanciare le delibere negative fatte a Caprie e a Torrazza. Ma le cave di Meana non saranno comunque sufficienti ad accogliere tutto il materiale. Sarebbero però sufficienti ad accogliere il materiale dissequestrato a Salbertrand, che cerca collocazione. Una volta rimosso, farebbe spazio ai capannoni di processamento del materiale
A descrivere il quadro Monica, consigliera a Giaglione e rappresentante all’unione montana dei comuni

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

 

scarica qui

 

Oggi saranno anche discusse, all’unione montana dei comuni, delle osservazione alla variante di progetto proposta dai comuni dell’alta valle. I sindaci si premurano di tenere libera la statale e non intralciare il turismo. Per quanto queste premure possano valere, rimane comunque un buon momento per agitare le acque nella tranquilla alta valle, che ora scopre che i danni del tav saranno anche qui.

Ascolta le riflessioni fatte da Monica ai nostri microfoni:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.


scarica qui

Torino Lione: a che punto siamo?

il nuovo volantone che fa il punto sulla Torino Lione:

Torino Lione a che punto siamo
Da oltre un quarto di secolo si parla di una nuova linea Torino Lione. Da oltre un quarto di secolo vengono portate tesi e
argomentazioni che provano l’assurdità della proposta.

Negli anni sono stati presentati molti progetti: sinistra Dora, destra Dora, progetto a fasi… Diversi sono stati abbandonati e la nuova linea ha perso alcuni pezzi per strada. Oggi ci troviamo a studiare, e a contrastare, il così detto Progetto di Variante  della tratta transfrontaliera, che prevede lo scavo  a partire da Chiomonte delle due canne del tunnel di base,  un cantiere che si allargherà occupando circa 120.000 metri quadrati,  il trasporto a Salbertrand del materiale estratto a Chiomonte,  un’area industriale a Salbertrand occupante una superficie di circa 125.000 metri quadrati, l’invio del materiale non riutilizzabile a Caprie e a Torrazza, la realizzazione a Susa di diversi cantieri: quello per l’imbocco est del tunnel di base, di circa 50.000 metri quadrati; l’area di lavoro “Susa Autoporto”, per la
realizzazione delle opere a cielo aperto, che occuperà circa 130.000 metri quadrati; il cantiere dell’imbocco Ovest del tunnel di interconnessione, di circa 100.000 metri quadrati e finalizzato allo scavo delle due canne del tunnel di interconnessione fra Susa e Bussoleno. Il peso del materiale scavato per quest’ultimo tunnel ammonta a circa 1.400.000 tonnellate, parte di questo materiale verrà riutilizzato sul posto e parte mandato, tramite tir, a
Salbertrand;  la costruzione a Bussoleno di due cantieri: quello
dell’imbocco est del tunnel di interconnessione di circa 4.000 metri quadrati, quello dell’innesto alla linea storica di circa 5.000 metri quadrati; è inoltre prevista una ulteriore area di cantiere di circa 9.000 metri quadrati per il deposito dei materiali;  il ritrovamento di circa 220.000 tonnellate di materiale potenzialmente contenente amianto e 85.000 tonnellate contenente arsenico.

Questa Variante, che rende complicatissima e ancor più impattante la logistica di cantiere e aumenta le aree occupate, è stata proposta come migliorativa sul lato della sicurezza. Peggiora invece, se possibile, un
progetto sciagurato.