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alta felicità

alta felicità; la trasmissione in diretta dal festival

Podcast ad alta felicità, in diretta da Venaus
registrazione della trasmissione di giovedì 26 luglio 2018.

Oggi in diretta dal festival alta felicità apriamo con una bella notizia, la scarcerazione degli arrestati “ad orologeria” per il corteo del 1 maggio.in

Riportiamo a seguire un breve sommario degli argomenti trattati quest’oggi. Dai No Tap al No tav terzo valico abbiamo seguito il filo conduttore dei voltafaccia di 5 stelle e del ministro Toninelli. Non accettiamo che il tav sia presentato come merce di scambio per la distruzione di altri territori o di altre manovre speculative come la candidatura della sindaca 5 stelle di Torino alle olimpiadi del 2026. Abbiamo toccato la questione migranti in Valsusa, sia dal punto di vista dei dispositivi polizieschi, sia di quello dell’accoglienza su cui alcuni speculano. Sull’argomento, durante il festival ci sarà l’incontro “Confini: la frontiera uccide” alle 13.30 domenica 29. a settembre, invece, un secondo campeggio itinerante “passamontagna” a cavallo della frontiera.

Tra collegamenti audio ed ospiti in studio, il podcast della puntata andata in onda dal festival.

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scarica diretta dall’alta felicità

trasmissione di giovedì 28 giugno

trasmissione di giovedì 28 giugno – il podcast

La trasmissione di questa settimana
Internazionale:

a Bure (Francia), si lotta per impedire la costruzione del deposito nazionale di interramento delle scorie nucleari. Qualche giorno fa arresti, perquisizione e sequestro di materiale, compreso l’arresto di un avvocato degli attivisti e il sequestro di materiale sensibile nel suo studio. Mobilitazione in tutte le città di Francia. Più info su vmc.camp/

Grecia: arrestati otto attivisti NO Tap che si battono sull’altra sponda del mediterraneo, compreso un salentino che appoggiava le proteste portate avanti da agricoltori e amministratori della zona contro i soprusi di una ditta italiana esecutrice di alcuni lavori

Val Susa:

Olimpiadi 2026: Lettera di Mario Cavargna (pronatura Piemonte) che chiarisce gli aspetti economici della Kermesse olimpica.

Iniziativa ieri alla Maddalena di Chiomonte: un gruppo di 70 visitatori solidali hanno percorso l’area archeologica uscendo dal cancello solitamente chiuso verso la Clarea, riuscendo anche a non dover presentare i documenti
Cantiere di Chiomonte: stato dell’arte e problemi tecnici

Bussoleno, colata di fango: leggiamo alcune brevi testimonianze (da Infoaut.org)

Nazionale:

collegamento con uno degli autori di “sul fronte del sisma”, studio collettivo del sul terremoto “di Amatrice”. Nel testo vengono approfonditi innumerevoli aspetti, facendo anche un’analisi sulle differenti forme di gestione governativa dell’emergenza. La gestione post sisma, targata Renzi e non Berlusconi, sembra essere ora “figlia di nessuno”
produzionidalbasso.com/project/sul-fronte-del-sisma-conoscere-per-resistere-nel-dopo-terremoto-dellappennino-centrale/

 

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Mica trasmissione del 19 aprile

trasmissione del 19 aprile, il podcast

La trasmissione del 19 aprile in podcast

Zad: il giorno dopo il fallito dialogo con la prefettura. Il movimento, che non aveva riposto fiducia in questo incontro, sta discutendo sul cosa fare e come affrontare le forze di polizia che ancora più duramente assalteranno la zad dal 24 aprile in poi. Ne abbiamo anche parlato con Max, presente in studio. Appena tornato dalla zad, ci racconta dell’intervento militare dei gendarmi e l’impressionante livello di violenza da loro esercitato.

Qui lo scambio di battute con Camille, dalla ZAd di Notre Dame de Landes

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scarica al telefono con Camille

Ci siamo poi collegati con il Salento,  per parlare di lotta notap. I lavori si sono ampliati a varie altre località. Nel bloccare i lavori, c’è stato un primo arresto a cui il movimento ha reagito con maturità e solidarietà. Saverio, anarchico, spesso impegnato nelle lotte, anche quelle che non sempre riscontrano l’appoggio dei grandi numeri, ha ricevuto l’affetto e la vicinanza di tutti quelli che si battono contro il gasdotto. Non ci sono buoni e cattivi, ma solo persone che si battono, pur con tutte le diversità che ognuno di noi porta con sé, per una causa comune.

Abbiamo infine parlato del corteo popolare che ci sarà il 19 maggio prossimo tra Rosta e Avigliana. La bassa valle potrebbe essere presto investita da nuovi lavori propedeutici al tav e finire per essere una discarica di smarino di rocce verdi. Prevedono la creazione di una finta collina morenica per liberarsi di milioni di metri cubi di rocce potenzialmente cancerogene.

Infine abbiamo sentito Antonio, di Mondeggi – fattoria senza padroni. Ci ha descritto il corteo nazionale di genuino clandestino previsto il 28 aprile, che vede rivendicare l’accesso alla terra, l’autodeterminazione dei territori, la lotta contro la devastazione della terra e delle terre, la svendita dei beni comuni.

Qui di seguito l’audio integrale della trasmissione del 19 aprile
Un saluto a presto!

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trasmissiomne del 19 aprile

panorama della zad durante il tentativo di sgombero

podcast del 18 gennaio

podcast del 18 gennaio

La registrazione dell’ultima trasmissione nel podcast del 18 gennaio

Contenuti:

ZAD di notre Dame de Landes: è vittoria contro l’aeroporto

Il governo francese ha deciso che il progetto di aeroporto sarà definitivamente abbandonato. Vittoria storica del movimento: lettura del loro comunicato e aggiornamento sulla situazione attuale. Il governo come contropartita chiede la liberazione immediata dell’accesso alla “zona da difendere” e pone l’ultimatum del 30 marzo per l’evacuazione della zona, dopodiché avverrà lo sgombero di forza. Approfondimento sulla questione delle terre, della loro redistribuzione, del futuro della zad, dei suoi insediamenti e progetti. Per ora l’appuntamento è per il 10 febbraio.

vetrine

Quelli che pretendono di costruire il Tav in questo momento non stanno scavando. Piuttosto si adoperano in innumerevoli iniziative sul territorio per comprarsi l’appoggio di differenti settori della valle.
Dopo la bonifica con cane anti-esplosivi, conferenza di servizi a Torino, in vista degli ultimi passaggi per l’approvazione della variante di progetto. Presenti Regione, Città metropolitana, Unione dei comuni, funzionari vari. Salbertrand ha portato varie lamentele sulla custodia dell’area da bonificare che gli è stata affidata nei pressi della stazione. Mancano i soldi…
a fare la ricognizione sull’area, la ditta del Sindaco di Gravere Nurisso.

Chiomonte: a nome del comune parla, al solito, Imprend’Oc. L’associazione di commercianti chiede soldi per valorizzare il patrimonio edilizio da destinare agli operai Tav.
Venaus chiede l’interramento del cavidotto che dovrebbe passare sul suo territorio.
Non invitati alcuni sindaci interessati dalla variante, in particolare Caprie. Il sindaco che era presente non ha titolo per parlare, perché non invitato.
Numerose le osservazioni, a cominciare dall’illuminazione del cantiere di Salbertrand, presentato come non illuminato. In verità non sarà così quando il sito diventerà di interesse strategico militare.

No TAP, aggiornamento e iniziative a Torino

Rinato il presidio no tap in mezzo agli ulivi, e recapitati altri fogli di via agli attivisti.
Iscritti nel registro degli indagati per truffa i vertici di tap. L’indagine parte dalla denuncia fatta da alcuni sindaci sull’applicazione della direttiva Seveso.
L’opposizione popolare è viva e vegeta, anzi aumenta di numero nonostante l’innalzarsi della repressione.
E’ partita una carovana su tutto il territorio italiano ripercorrendo il tracciato del metanodotto. Il no tap tour terminerà il 27 gennaio a Milano.

Strade insicure e guerra nucleare

Dalla caserma Santa Barbara, a San Siro di Milano, escono migliaia di militari ogni giorno per affiancare la Polizia, con funzioni di ordine pubblico. Durante il presidio di protesta per una volta i militari sono rimasti in caserma. Ma l’obiettivo è denunciare la normalizzazione di questa presenza, mascherata da operazione di sicurezza. La presenza costante di militari in strada serve ad abituare la popolazione a una “normalità” che è tipica delle dittature. Ma l’uso dei militari nelle operazioni civili è sempre più amesso, pensiamo al cantiere tav…
Rilancio della manifestazione nazionale a Ghedi il 20 gennaio, contro la guerra e l’armamento nucleare.

A giovedì prossimo sulle frequenze di radioblackout.org o in podcast!

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Zona rossa No Tap

Zona rossa No Tap, presidio inaccessibile

Zona rossa No Tap intorno al cantiere che impedisce l’accesso al presidio No Tap

Colpo di mano poliziesco intorno al cantiere Tap. Con l’istituzione di una zona rossa No Tap è impedito l’accesso alle zone circostanti i lavori, se non singolarmente e “disgiuntamente”. Il prefetto interviene a tutelare gli interessi di Snam, petrolieri e governo. Secondo l’ormai inveterato sistema di intervento, con ordinanza prefettizia viene impedita la libera circolazione per le strade di Melendugno. Gli otto punti di accesso all’area, già bloccati al tempo dei primi espianti, diventano check-point fissi a cui la cittadinanza viene sottoposta.

Ascolta la diretta da Melendugno

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altri post sulla lotta no tap qui

no tap ripresa dei lavori

Allerta NO TAP: ripresa dei lavori in vista

La ripresa dei lavori del TAP è attesa a giorni

Come previsto, terminato il periodo turistico salentino, sembra che la ripresa dei lavori avverrà a giorni. Diversi i segnali che lo fanno sospettare, dall’aumento degli effettivi nella caserme, ad una aumentata attività di pattugliamento nelle zone coinvolte dai prossimi lavori, all’arrivo di nuovi jersey. Come già a Chiomonte, anche qui i passi da compiere per portare avanti l’opera si stabiliscono nelle caserme: sono infatti le forze dell’ordine a decidere come, quando e dove procedere con nuovi lavori. Ecco quindi emergere il ruolo di chi già è stato operativo a Ventimiglia, per “gestire l’emergenza” migranti, e chissà se il “nostro”(sic) Pieroni, arrivato fresco fresco da Susa, non avrà anch’egli un ruolo.

Vecchie giustificazioni per nuove opere

L’ineluttabilità dell’opera si giustica sempre con lo scaricabarile del finanziamento europeo, oppure con presunte necessità strategiche o geopolitiche: tutto falso come al solito, buono però per fare propaganda. Ricadute positive per i paesi attraversati non ce ne saranno, dato che il gas non servirà i paesi attraversati. Allo stesso modo, la tanto propagandata concorrenza al gas russo è solo un trucco: l’entità dei giacimenti azeri è tutta da confermare. Gazprom sta già firmando accordi separati con la Turchia per rifornire di gas un tubo che altrimenti sarebbe quasi vuoto.

Che fare

Il cantiere TAP è un’opera “piccola” se la paragoniamo a quella decennale di Chiomonte. Questo significa che per fermarlo non si potrà aspettare troppo. Come spesso accade, l’inizio della lotta ha tentato anche le vie dei ricorsi legali, che sono stati respinti, anzi in alcuni casi, come la sentenza del TAR che imponeva la sospensione dei lavori, ha tratto in inganno gli attivisti.  Proprio questa sentenza aveva fatto abbassare la guardia del presidio del cantiere facilitando così un colpo di mano nell’espianto degli ulivi.

Consapevoli di questi passaggi i No Tap si trovano alla ripresa dei lavori armati di maggior consapevolezza e pronti al tutto per tutto per fermare camion, ruspe, abbattimenti, asfalto e cemento. Riportiamo qui di seguito un aggiornamento che ci hanno inviato nei giorni scorsi e invitiamo a tendere le orecchie e stare pronti a raggiungere il posto, se possibile.

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Solidarietà con il popolo degli ulivi

I loro volti sono quelli della verità, una verità calpestata, bruciata tra le fiamme dell’omertà, della complicità. Cittadini come tanti, madri, padri, studenti, contadini, professionisti ed anche bambini. Erano circa duecento i salentini che nel novembre del 2015 bloccarono il traffico ferroviario alla stazione di San Pietro Vernotico. Di questi, 46 sono stati identificati e denunciati dalla digos di Brindisi. L’accusa è di aver omesso di dare avviso dalle autorità competenti della manifestazione, cagionando un danno ai passeggeri e alle Ferrovie dello Stato, oltre che di interruzione di pubblico servizio.
La manifestazione in questione aveva la finalità di bloccare il Piano Silletti che prevedeva non solo l’estirpazione degli ulivi salentini perché ritenuti infetti da xylella (senza però alcun test di patogeni- cità effettuato sul batterio e soprattutto con la consapevolezza che l’estirpazione delle piante non eradica il batterio), ma anche l’irrorazione a tappeto da Leuca a Brindisi di fitofarmaci riconosciuti dannosi alla salute umana, i cui effetti sarebbero emersi soprattutto nelle generazioni future. Hanno tentato ogni via per evitare il disastro, hanno cercato di dialogare con le Istituzioni, hanno chiesto a gran voce di aprire la ricerca a 360° e di accreditare altri centri analisi ma ogni loro richiesta è rima- sta inascoltata. A dicembre la procura di Lecce bloccò quel folle piano indagando lo stesso commis- sario all’emergenza, il generale Silletti, e parte della scienza che ad oggi continua ad occuparsi del disseccamento rapido.
Questi cittadini il 6 novembre saranno processati per aver difeso la loro storia ed il loro futuro. Oggi hanno bisogno della solidarietà di tutti.
Siamo dunque al loro fianco nell’affermare l’alto valore sociale della loro azione, rivolta ad impedi- re uno scempio immensamente superiore al presunto danno arrecato dalla loro azione di protesta.

Per firmare l’appello: qui

qui trovate un approfondimento tecnico sul progetto TAP e gli interessi che vi stanno dietro
TAP

no tap riavvio dei lavori

no tap: fine della pausa estiva, si attende il riavvio dei lavori

Trans Adriatic Piperline: punto della situazione e prossime tappe

Il gasdotto TAP parte dall’Azerbaijan attraverso Turchia, Grecia, Albania e il fondale adriatico. Approderà a Melendugno (Lecce) per proseguire interrato fino a un terminale di ricezione. Da qui si connetterà alla rete nazionale di Snam rete gas e raggiungerà l’austria dove verrà distribuito sul mercato europeo. Ad ora la “fase zero” del cantiere di Melendugno è terminata, cioè sono stati espiantati gli ulivi per preparare il nudo terreno su cui, da novembre, dovrebbe sorgere il cantiere. Mancano però, le opere accessorie di allestimento e le strade d’accesso, compresa quella per la trivella che dovrà raggiungere la zona attraverso la costruzione di un strada speciale apposita.

“Le ragioni dell’economia non sono le nostre”

Secondo chi combatte contro Tap, opporsi non è solo difendere un pezzo della costa da un’opera che serve unicamente a chi la progetta e realizza.  La devastazione ambientale, il saccheggio delle risorse, lo sfruttamento della manodopera non sono separabili dal progetto Tap. Le politiche concorrenziali che vi stanno dietro servono ad abbassare il prezzo della materia prima così come le guerre di occupazione (“umanitarie”) in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria.

Quindi opporsi al Tap vuol dire opporsi al sistema globale di sfruttamento, contrastare progetti mortali ritenuti indiscutibili, contrastare le guerre di conquista e la devastazione e saccheggio dell’intero pianeta.

Il percorso

Tap si svilupperà per 870 chilometri. 550 in Grecia, 210 in Albania, 105 sul fondale adriatico. Sono previste tre sezioni di compressione del gas tra Grecia e Albania. A Lecce sbucherà sul litorale per proseguire interrato per 8 km fino al terminale di ricezione che si estenderà per 9 ettari. Da qui con un altro percorso interrato arriverà a Mesagne (BR) per collegarsi alla rete Snam.

Chi c’è dietro TAP?

TAP è una joint venture creata per progettare, sviluppare e costruire il gasdotto. Ha sede a Baar (Svizzera) e dispone di uffici ad Atene, Roma, Tirana, Bruxelles e Istanbul.

Sono azionisti Snam spa, BP, Socar, Fluxys, Enagàs, Axpo.

Snam spa è capofila in Europa nella realizzazione e gestione integrata delle infrastrutture del gas naturale, Snam controlla interamente Snam rete gas, GNL Italia, Stogit.

BP è fra le più grosse società petrolifere del mondo. Ricerca ed estrae petrolio e gas, commercializza carburanti, produce corrente elettrica e prodotti petrolchimici. Bp Italia spa ha sede a Milano.

queste e altre informazioni dettagliate le potete trovare in un pieghevole informativo consultabile e scaricabile dal blog comunella fastidiosa alla voce “per tante ragioni o per una sola Contro Tap

 

Cantiere No tap: espiantati gli ultimi ulivi

Nei giorni scorsi con l’ennesimo blitz notturno i presidianti no tap hanno visto arrivare le ditte dedite all’espianto degli ulivi per fare posto al cantiere Tap. Non potendo opporsi numericamente al cancello del futuro cantiere i no tap bloccano i mezzi in vari altri punti della viabilità, anche ingombrando la strada con barricate improvvisate. Nel via vai diversi mezzi e attrezzature dei devastatori si trovano danneggiate. Finisce, così dicono, la “fase zero”, cioè la preparazione del nudo terreno che dovrà ospitare il cantiere da Ottobre in poi. Non potendosi però fidare di quanto dichiarato dalla controparte, si tiene alta l’attenzione e la vigilanza per prevenire le opere accessorie: strade d’accesso, allestimento del cantiere, eccetera. Così continua la presenza al presidio, con un po’ di consapevolezza in più, pronti a intervenire in ogni momento.

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voci dal corteo#3: No Tap

Chiacchierata con i No Tap giunti dal Salento alla manifestazione del 6 Maggio: dalla loro viva voce, lo stato delle cose, le ingenuità e la maturazione del movimento, le menzogne della controparte, le manganellate e i cavilli per far passare l’opera

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