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Zad, zone à defendre di Notre Dame de Landes

la zad  è una occupazione di 1600 ettari di terreni agricoli sul luogo dove è previsto, dagli anni ’70, un aeroporto intercontinentale. Il movimento è molto composito e vede la presenza di agricoltori, abitanti locali, occupanti venuti da vicino e da lontano. tutti sono giunti rispondendo alla chiamata ad occupare le terre fatta dai collettivi di agricoltori. La “zone à defendre” gode anche del sostegno di moltissimi comitati di difesa in tutta Francia.

In questa sezione troverai interviste al movimento di difesa, approfondimenti sul suo funzionamento e sulle sue proposte. Inoltre troverai iniziative, aggiornamenti, appelli e messaggi della Zad al Movimento no tav. Abbiamo poi intervistato molti degli abitanti chiedendo loro come si è strutturato il movimento a distanza di qualche anno dal tentativo fallito di sgombero.

trasmissione del 19 maggio

trasmissione del 17 maggio, il podcast

contenuti e audio della trasmissione del 17 maggio

zad: ricomincia lo sgombero e la distruzione delle abitazioni. Al telefono con noi Camille, abitante della zona. Aggiornamento sulla situazione e un accenno alla dinamica in corso, tra attacco militare, sedicenti “tregue” e mediazioni.

Corteo no tav Rosta- Avigliana del 19 maggio: Patrizia, nostra redattirce, ha presenziato alla conferenza stampa di oggi e ne fa un resoconto, oltre a dare le indicazioni per sabato.

frontiera del Monginevro: dopo la morte di Blessing, affogata mentre scappava dal rastrellamento della polizia francese, iniziativa informativa alla dogana .

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zad ricomincia lo sgombero

zad ricomincia lo sgombero – aggiornato con audio

zad ricomincia lo sgombero

ricominciate le operazioni di sgombero e distruzione delle case sulla zona da difendere.

Al telefono con Camille, abitante della zad sulla situazione di oggi e in generale sulla zad e sulla mediazione.

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scarica zad

18 maggio h 12:00

Oggi cambio tattica della Gendarmerie mobile: colpiti simultaneamente sei posti agli estremi ovest, nord ed est della zad. Sgombero e distruzione di S. Jean Ferme, la Freusière (ovest), Phoenix e Maison de chats (nord), ker terre e Maison des Anglaises (est)

pré faillit stamattina alle 6

H 17:00 17 maggio

Oggi sgomberate e distrutte la Chateigne, la Datcha, la Vosgerie e Pui-plus. Non sono segnalati feriti nonostante il solito enorme uso di gas tirati ad altezza uomo. segnalate diversi ditte collaborazioniste che partecipano ai lavori di distruzione. Pare non ci siano arresti ma oggi il tribunale ha condannato una persona a un anno di prigione, nei prossimi giorni ci saranno altri processi. Ovviamente l’appello è a convergere sul luogo perché le operazioni dureranno vari giorni.

Droni (6) ed elicottero disturbano il sonno da tutta la notte, e dopo settimane di continui attacchi dei gendarmi la stanchezza si fa sentire. E’ gradito ogni tipo di aiuto, perché le cose da fare sono molte per sostenere la resistenza.

zad ricomincia lo sgombero

La Chateigne distrutta dalle ruspe

H 9:00 17 maggio

Più di 130 furgoni, 4 tanks blindati con pala e cannoncino, jeeps e 4×4,  da nord a sud della zona, con blindati con pala, scavatori, elicottero e migliaia di gendarmi, attestati alle barricate del Liminbout e Puisplus (nord), al centro (Riotière, Maquis e Chateigne) , verso la barricata Lascar (zona Ambazada, dove sono ora in opera gli scavatori)presso l’incrocio centrale della Saulce per accerchiare la foresta di Rohanne.

La zona accerchiata al centro delle operazioni attualmente è il quadrato che va dal Liminbout a nord, alla Riotière a ovest, la Saulce a est e  il cammino di Suez sul lato sud circondando la Chateigne- foresta di Rohanne. Le abitazioni sotto attacco al momento sono la Chateigne e Puiplus, e previste per la giornata la Vosgerie e le “cabanes” nella foresta di Rohanne.

Sono segnalati agenti infiltrati che cercano di arrestare le persone isolate e il furgone Psig per gli arresti. Sono in corso perquisizioni al Puiplus dopo aver sgomberato le persone.

 

Da stamattina largo uso di gas e granate come al solito

Secondo i giornali la distruzione riguarderà inizialmente quei luoghi che non hanno presentato richiesta di valutazione per progetti agricoli individuali.

la mappa degli sgomberi di oggi secondo il comandante delle operazioni

zad sgombero 17 maggio

trasmissione di giovedì 3 maggio

Trasmissione di giovedì 3 maggio, il podcast

la trasmissione di giovedì 3 maggio, ascoltabile in podcast.

In chiusura di trasmissione ci giunge la notizia che Théo, Bastien ed Eleonora saranno da stasera con l’obbligo di firma bigiornaliera e di residenza in Francia. Non esistono clandestini, solo ospiti di passaggio!

Frontiera

Abbiamo parlato della questione della frontiera. Una linea che divide persone simili per posizione sociale e magari usi e lingua locale, ed unisce sotto la bandiera ceti sociali diffla trasmissione di giovedì 3 maggioerenti che altrimenti non avrebbero a che fare tra loro . Proprio a questo serve il confine sulla cui “inviolabilità” sembrano inalberarsi tutti. Pensiamo alla vicenda dei gendarmi francesi a Bardonecchia, ma pensiamo soprattutto alla vicenda dei “tre di Briançon”. Non solo un attacco alla solidarietà umana che chi vive in montagna trova normale praticare, ma un attacco a chi ha osato mettere in luce la funzione della frontiera. La frontiera utile al sentimento d’unione nazionale, sotto al quale nascondere disuguaglianze, sia all’interno che all’esterno del territorio.

Cassazione

Abbiamo poi parlato della sentenza di Cassazione. Usciti dal cortile Torinese, la compattezza di magistratura, politica e polizia permette di intravedere con quale forza le forze dello stato possano operare all’unisono. Al palazzaccio della cassazione di Roma è stato fondamentalmente smantellato il teorema della procura torinese. Riguardo il concorso morale (se tiro una pietra non sono responsabile di quelli che lo fanno altrove e in altro momento), riguardo la costituzione delle parti civili (sindacati di polizia e ministeri), riguardo i riconoscimenti e i travisamenti. Tutto da rifare, quindi, con delle condanne da ricalcolare al ribasso.

ZAD

Un piccolo aggiornamento lo abbiamo fatto sulla zad. Al momento la polizia è impegnata a prendere conoscenza del territorio, con una presenza costante e capillare, intrusioni nei sentieri e vicino alle case. Rimandano per ora la prosecuzione degli abbattimenti che riprenderà probabilmente verso metà mese, quando scadrà la fase di valutazione delle domande individuali di regolarizzazione. La tattica dilatoria rischia comunque di creare piani differenti tra gli zadisti e comunque non garantisce nessuno sulla permanenza degli insediamenti abitativi.

Macron e la “Guerra civile europea”

Per telefono abbiamo contattato Sandro Moiso di Carmilla Online. Ci ha commentato un suo lungo scritto che inaugura la nuova rubrica “il movimento reale”. Fine del ‘900 e della politica parlamentare, e paragone tra la miseria del teatrino politico, in particolare quello italiano, e la “società senza stato” della zad, ma non solo, che Macron ha messo sotto attacco. Buona lettura su la nuova guerra civile europea

Mondeggi

Grazie alla presenza in studio di Federica, che ha partecipato questo fine settimana ai tre giorni di mobilitazione, abbiamo avuto un piccolo resoconto. Molte le realtà presenti non solo per difendere la fattoria senza padroni da un eventuale sgombero, per parlare di una serie di tematiche legate alla terra. Accesso alla terra, speculazione e distruzione del territorio. E poi rapporti di produzione: se fanno treni di lusso ad alta velocità ma chiudono le frontiere, in agricoltura vediamo chiaramente il perché. L’agricoltura convenzionale italiana è in gran ripresa: con la manodopera clandestina, obbligata a stare nel paese d’approdo ma clandestina, c’è una manovalanza davvero “competitiva” e “flessibile”.

l’audio è in parte tagliato perché di cattiva qualità

ciao!

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Trasmissione di giovedì 3 maggio, il podcast

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El Cerro Libertad

El Cerro Libertad: giustizia ambientale, di genere e sul lavoro

A El Cerro Libertad i lavoratori agricoli hanno occupato 75 ettari di terre lasciate incolte dalla banca BBVA.

Accesso alla terra, contrasto alla speculazione e all’accaparramento delle terre. Giustizia lavorativa, giustizia di genere, giustizia ambientale. Parità nella vita e sul lavoro per uomini e donne, agroecologia e contrasto alla desertificazione sono alcuni dei loro principi base. In una terra, l’Andalucia, che ha punte del 60% di disoccupazione tra i lavoratori agricoli e in cui l’occupazione dei fondi è una lotta con origini antiche.
Oggi, 28 Aprile, i jornaleros hanno rioccupato la “finca”.

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e l’originale in spagnolo

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descarga El Cerro Libertad en castellano

El Cerro Libertad

trasmissione del 26 aprile

trasmissione del 26 aprile, il podcast

La trasmissione del 26 aprile: podcast, sommario e riassunto:

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Frontiera:

Aggiornamento dalla frontiera: il nostro territorio è soggetto nuovamente a un flusso di persone che si spostano verso la Francia. Oggi come un tempo il passaggio viene da una parte vietato, per scopi elettoralistici e per giustificare norme punitive più stringenti. Dall’altra il flusso di persone che non hanno nulla con sé, spesso neanche i propri cari giacché la divisione delle famiglie e dei minori è una pratica costante, è utile e ricercata per avere manodopera illegale sottocosto.

Finita la stagione sciistica infine arriva l’uso della forza pubblica, così poco fotogenica finché c’erano turisti sulla neve. In questi giorni un corteo spontaneo ha forzato però la frontiere e si è diretto fino a Briançon. Oltre a sorprendere il dispositivo messo a guardia dei sacri confini ciò ha permesso il passaggio a molti ragazzi senza permesso di varcare. Interessante notare anche quanto mediatica ed effimera è stata la manovra di alcuni militanti di destra arrivati da più parti per fare propaganda “anti-immigrati”.  Messisi in un luogo a caso a farsi fotografare con reti e striscioni di dissuasione, si sono poi sciolti come neve al sole alla risposta spontanea di chi invece sul territorio ci vive. Chi doveva passare lo ha fatto e questa volta in maniera plateale.

La risposta repressiva dello Stato francese non è mancata con tre arresti, giustificati dall’accusa da una serie di avvenimenti che riguardano tutto il territorio delle Hautes Alpes. Si evidenzia quindi il peso politico della vicenda, nei giorni dell’approvazione da parte francese di norme più stringenti sull’immigrazione. Salutiamo con piacere, invece, una fase di effervescenza della nuova “montanità”, non solo turismo e  tradizione identitaria. A questo preferiamo sicuramente solidarietà, difesa del territorio, autorganizzazione e superamento degli steccati, compresi quelli sulla linea delle acque pendenti.

Abbiamo sentito una compagna che narra le ultime vicende, l’audio è nell’ultima mezz’ora di trasmissione

Zad: aggiornamento sul campo e sulla strategia del movimento

E’ saltato per motivi tecnici, ossia cariche della gendarmerie, il collegamento telefonico.

abbiamo avuto però tempo di fare qualche domanda a microfoni spenti sulla strategia del movimento. Alcune persone si sono prestate alla presentazione di progetti individuali in prefettura. Ciò non raccoglie il punto di vista di tutti, ma l’assemblea ha scelto di diversificare le risposte all’attacco e di garantire la possibilità di aAnche le formazioni di destra che gire a più livelli, mantenendo una strategia comune. La presentazione delle domande di regolarizzazione dà un po’ di fiato ai resistenti ormai al 18° giorno di attacco da parte della gendarmerie. Inevitabilmente però questo presta il fianco alla criminalizzazione di chi è rimasto fuori norma, in un quadro di resistenza alla normalizzazione e all’assorbimento nell’economia agricola. Un momento delicato dove questa differenziazione favorisce la divisione del movimento in buoni e cattivi, anche se il movimento rifiuta questa categorizzazione.

Riusciranno gli zadisti a non farsi assorbire e normalizzare. Manterranno la loro carica sovversiva nella Francia in subbuglio per studenti, ferrovieri e lavoratori delle poste?

El Cerro Libertad

Abbiamo mandato in onda la registrazione di una intervista agli occupanti di El Cerro, fattoria (finca) occupata e sgomberata in Andalucìa, Spagna. Nel sud della penisola ci sono migliaia di ettari di terreni agricoli abbandonati, dopo l’accaparramento di proprietà da parte delle banche col favore della cosiddetta crisi economica. In una zona ad alta disoccupazione, i jornaleros, operai agricoli disoccupati, hanno  occupato fattorie e oliveti riportandoli in produzione. Il tentativo è dare soluzione alla disoccupazione ed anche allo sfruttamento agricolo, lavorativo e di genere.

I fondamenti del loro lavoro sono: porre fine all’appropriazione delle terre a fini speculativi, dare lavoro agli operai agricoli senza sfruttamento lavorativo, abbattere la discriminazione di genere tar uomini e donne, seguire principi di ageroecologia contro la desertificazione e la chimica agricola.
Sempre in tema, ricordiamo questo fine settimana il corteo nazionale di Genuino Clandestino in difesa di Mondeggi fattoria senza padroni e per l’autodeterminazione dei territori

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Processone e altri appuntamenti

Ricordiamo che domani è prevista la decisione della Cassazione per il processone notav, quello che riguarda la resistenza alla Maddalena di Chiomonte (27 giugno – 3 luglio 2011). Per l’occasione ritrovo ai cancelli della centrale elettrica a Chiomonte.

Sempre domani sera ritrovo a Gap, di fronte alla galera locale, in solidarietà a Théo e Bastien rastrellati a Briançon dopo la marcia transfrontaliera. In chiusura, tutti gli altri appuntamenti.

ciao!

Mica trasmissione del 19 aprile

trasmissione del 19 aprile, il podcast

La trasmissione del 19 aprile in podcast

Zad: il giorno dopo il fallito dialogo con la prefettura. Il movimento, che non aveva riposto fiducia in questo incontro, sta discutendo sul cosa fare e come affrontare le forze di polizia che ancora più duramente assalteranno la zad dal 24 aprile in poi. Ne abbiamo anche parlato con Max, presente in studio. Appena tornato dalla zad, ci racconta dell’intervento militare dei gendarmi e l’impressionante livello di violenza da loro esercitato.

Qui lo scambio di battute con Camille, dalla ZAd di Notre Dame de Landes

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scarica al telefono con Camille

Ci siamo poi collegati con il Salento,  per parlare di lotta notap. I lavori si sono ampliati a varie altre località. Nel bloccare i lavori, c’è stato un primo arresto a cui il movimento ha reagito con maturità e solidarietà. Saverio, anarchico, spesso impegnato nelle lotte, anche quelle che non sempre riscontrano l’appoggio dei grandi numeri, ha ricevuto l’affetto e la vicinanza di tutti quelli che si battono contro il gasdotto. Non ci sono buoni e cattivi, ma solo persone che si battono, pur con tutte le diversità che ognuno di noi porta con sé, per una causa comune.

Abbiamo infine parlato del corteo popolare che ci sarà il 19 maggio prossimo tra Rosta e Avigliana. La bassa valle potrebbe essere presto investita da nuovi lavori propedeutici al tav e finire per essere una discarica di smarino di rocce verdi. Prevedono la creazione di una finta collina morenica per liberarsi di milioni di metri cubi di rocce potenzialmente cancerogene.

Infine abbiamo sentito Antonio, di Mondeggi – fattoria senza padroni. Ci ha descritto il corteo nazionale di genuino clandestino previsto il 28 aprile, che vede rivendicare l’accesso alla terra, l’autodeterminazione dei territori, la lotta contro la devastazione della terra e delle terre, la svendita dei beni comuni.

Qui di seguito l’audio integrale della trasmissione del 19 aprile
Un saluto a presto!

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trasmissiomne del 19 aprile

panorama della zad durante il tentativo di sgombero

mediazione o resa?

Mediazione, resistenza o resa? La Zad e la strategia del governo

Sotto ricatto non c’è mediazione ma solo resistenza o resa

La nuova “mediazione” tra zad e prefettura si è conclusa oggi pomeriggio. Il governo ha chiarito cosa intende per mediazione: una resa incondizionata dell’esperienza ecologista, contadina, radicale, autonoma della zad e una suo rientro nei canoni dell’economia liberale.  Cosa vuol dire? Tutte le istanze del movimento contro l’aeroporto e della Zona da Difendere non entrano, come ovvio,  nel dibattito. L’unico soggetto riconosciuto dal governo è l’Azienda. L’Azienda e il Diritto, portato in punta di manganello dai Gendarmi. Strano concetto di dialogo, dove una parte è sotto minaccia militare costante e continua, e “non ha altra possibilità se non quella di accettare”  la proposta di governo. Interessante notare che a far la parte del “mediatore” sia un ministro ecologista “di sinistra”. E’ Nicolas Hulot, che ha aderito a pieno all’idea del capitalismo verde, dove ogni istanza ecologica va bene, purché redditizia e assorbibile dal capitale.

Conseguentemente, gli zadisti non solo riceveranno altri gas e granate (11 mila cartucce sparate in una settimana). Il governo assicura che settimana prossima riconsegnerà le terre alle associazioni di categoria perché possano sfruttare quelle terre secondo i dettami dell’agricoltura industriale convenzionale.

Lo stato promette di riportare l’ordine e lo stato di diritto, ovvero tutelare l’impresa, l’iniziativa di lucro, le corporazioni agricole intensive, il timore dell’autorità di stato e del suo braccio armato, la polizia.

L’appello della zad è a continuare la resistenza, raggiungere il posto, travalicare i confini del territorio e delle lotte, convergere contro Macron, l’aeroporto e il loro mondo. C’è posto per tutti e tutte, per contribuire in ogni modo.

zad, lacrimogeni e granate

zad, lacrimogeni e granate

 Zad, lacrimogeni e granate: una carrellata di foto

ZAd, lacrimogeni e granate, migliaia di bossoli usati ad altezza uomo come fossero proiettili, che hanno causato numerosi feriti. Alcune ferite sono permanenti come la perdita di un occhio o fratture alle articolazioni. Feriti anche dei giornalisti. Entrambe le parti non escludono la possibilità ci siano dei morti nel proseguo delle operazioni.

Al seguente link potete trovare le foto che illustrano le componenti di una granata esplosiva cosiddetta “anti accerchiamento”:

Suite au 1er mai 2016 à Paris : Autopsie de la grenade de désencerclement

Mentre qui di seguito alcune foto che mostrano l’uso e gli effetti dei vari armamenti usati:

Zad, lacrimogeni e granate

il contenuto di un bossolo di CS inesploso

Le due immagini seguenti indicano le supposte granate cosiddette “incapacitanti”. Secondo il sito Desarmons.net, le forze armate dello Stato francese non hanno in uso granate incapacitanti, né a base di adamsite (derivate dall’arsenico) come ipotizzato da alcuni. Secondo il sito i fumi arancioni sono prodotti dalla granata lacrimogena MP7 al CS.

granata incapacitante

La granata che viene indicata come incapacitante

 

 

la nuvola arancione del gas incapacitante

ferite da granata

frammento di granata estratto chirurgicamente a un manifestante

esplosioni di granate

domenica: raccolti 4 metri cubi di cartucce di lacrimogeni in un sol giorno

partenza ricostruzione gourbi alla zad

parte ora la manifestazione da Bellevue (nor-ovest) per ricostruire un hangar comunitario sul due volte distrutto Gourbi, sede del non-mercato della zad
centinaia di sostenitori presenti, ancor più quelli che per ora non riescono a filtrare il dispositivo di polizia

l’invito è ad andare a riprendere i famosi 40.000 bastoni lasciati sulla zad nell’ottobre 2016
aggiornato ore 14:50
ascolta max, presente sul posto

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zad

ZAD manifestazione di rioccupazione e ricostruzione: due interviste

Rioccupazione e ricostruzione: due dirette dalla zona da difendere

Al telefono con noi Max, che  ci racconta la situazione alla zad di stamattina e delle valutazioni sul corteo di ieri.

La manifestazione di oggi sulla zad è vietata dal prefetto. I gendarmi sono sul posto per impedirla

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