richiesto il braccialetto elettronico per Luca, detenuto alle Vallette

Già da ieri abbiamo la notizia che Luca, detenuto alle Vallette, abbia ricevuto l’ordine di traduzione per scontare la pena ai domiciliari, cose che però non è ancora avvenuta. Non sappiamo se il ritardo sia dovuto a Telecom, società che ha l’appalto per il sistema di controllo telematico, oppure al rifiuto di Luca di mettere il braccialetto.
Il braccialetto elettronico è un sistema di controllo degli spostamenti del detenuto che comunica tramite router con le centrali di polizia, carabinieri e finanza. Comunica l’effrazione del dispositivo, l’allontanamento dall’abitazione e localizza l’apparato tramite gps. Il suo utilizzo è sperimentale e non molto diffuso (qualche centinaio in tutta Italia). Per protestare contro il suo utilizzo, l’appuntamento come sempre è per un presidio rumoroso davanti la caserma dei carabinieri di Susa, domani venerdì 10 febbraio.
Per chiedere più informazioni è possibile contattare la centrale operativa Telecom allo 0633219964. Fate sentire la vostra voce!

AGGIORNAMENTO: Luca è si trova dalla sera del 10 a casa, senza braccialetto, pare perché la Telecom non ne abbia disponibili al momento. Sempre secondo quanto dettogli, l’applicazione del dispositivo è prevista dalla legge in quanto recidivo. Sarebbero quindi in attesa che se ne “liberi” uno per poi applicarlo, dopo un sopralluogo della Telecom. Cercheremo di saperne di più e con più certezza.

Sisma in Abruzzo: solo chi ci vive ha cura del territorio

I grandi eventi emergenziali ci hanno abituato alla gestione militare del territorio e della popolazione. Come per una grande opera, come per il sisma a l’Aquila l’intervento governativo è rivolto ad evitare le proteste e a contenere la popolazione e non a favorirne la sicurezza. Nonostante alcune differenze con la gestione “alla Bertolaso”, quella di Errani mira all’abbandono del territorio da parte degli abitanti e punta a una ricostruzione che, se sarà, sarà solo un affare per le grandi imprese costruttrici.
Abbiamo sentito Davide, di Ascoli che oltre ad essere attivo nella solidarietà è un attento conoscitore delle vicende attuali.

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sorveglianza speciale, buone notizie da roma

La sorveglianza speciale é un sistema di controllo antico sempre più richiesto dalle questure di tutta Italia. Indipendente da qualsivoglia reato, si basa sulla persona, sulle sue idee e le sue pratiche. Ne parliamo con un compagno di Roma, dopo che la richiesta di applicazione di sorveglianza che lo riguardava è stata respinta in tribunale.

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Testo della dichiarazione in aula:

“Nel corso degli ultimi anni un numero crescente di donne e uomini attivi nelle lotte sociali è stato proposto per la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
Le questure vorrebbero utilizzarla per isolare alcune persone, disperdere alcuni gruppi, fermare alcune lotte.
Si tratta di un vetusto arnese repressivo, che è stato ripescato dagli armadi del regime fascista e che getta un’ombra cupa sul nostro futuro.
Chi tenta di legittimarlo nuovamente, come strumento di oppressione politica, mette a rischio la libertà di tutti e tutte.
Respingere questo tentativo è giusto.
Impedire che l’eccezione diventi norma è possibile.

Sono in quest’aula a testa alta.
La mia è una precisa scelta di vita, come dicono le carte della questura, affinata in venti anni di lotte.
Mi sento in pace con la mia coscienza e fiero della mia scelta.
Respingo con sdegno le accuse di prevaricare la libertà altrui, lucrare sulle attività politiche, utilizzare la violenza per elevare il mio rango.
Chi ha scritto quelle parole mi offende, perché mi raffigura ad immagine di quella parte di società che rifiuto.
Sono solo di fronte alla corte, non di fronte alla vita.
Sono uno dei tanti che l’ingiustizia, lo sfruttamento, l’oppressione li vive sulla pelle.
Sono uno dei tanti che non si sottomette e prova a cambiare questo mondo.
Uno di quelli che non fa finta di niente e non si gira dall’altra parte.
A tutti questi, e a me stesso, farei un torto se non continuassi a dare il mio contributo.

Roma, 30 gennaio 2017

Pier”

dichiarazione pier

b.s.a. aggiornamento sulla situazione in centro italia

Dalle zone colpite dal terremoto e ora anche da un abbondante nevicata alcuni/e compagni/e ci raccontano di una situazione disastrosa dove manca qualsiasi cosa. I soccorsi scarseggiano e mentre l’esercito è impegnato a fare la guardia ad un cantiere Tav, la popolazione civile deve arrangiarsi con le proprie mani. L’esempio di come uno Stato sia completamente impegnato, non per aiutare i propri cittadini ma a difendere la devastazione ambientale e gli sporchi interessi politici mafiosi.
Le Brigate di Solidarietà Attive son presenti ormai da tempo sui luoghi e dei/delle compagni/e ci spiega la situazione.

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riflessioni e prospettive per il 2017: assemblea di movimento a San didero

L’anno appena iniziato vedrà alcune novità sul fronte dei lavori per la costruzione del tav. Mentre è all’ultimo kilometro lo scavo del tunnel geognostico, sono stati stanziati i fondi per l’inizio dello scavo della galleria di base (quella principale). Per farlo, sono necessarie nuove aree e infrastrutture, tra cui il nuovo svincolo autostradale a Chiomonte, un deposito e interporto per lo smarino a Salbertrand, lavori sull’area di interconnessione ferroviaria tra Susa e Bussoleno, lo spostamento di autoporto e pista di guida sicura a San Didero e Butigliera, l’eventuale pozzo di ventilazione in Val Clarea. Se ora non possiamo sapere da dove cominceranno, a parte lo svincolo di Chiomonte compreso nell’area di lavoro del cantiere in Clarea, il movimento si pone riflessioni e problemi su come affrontare i prossimi passi. Abbiamo sentito Luca, presente alla discussione.

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un anno di lotta contro il terzo valico

Al telefono con noi Davide, impegnato nella lotta contro il terzo valico nella zona di Pontedecimo.
Abbiamo passato in rassegna l’ultimo anno di lotta, descrivendo la situazione cantieri sul lato ligure, dove tutte le opere accessorie sono state cantierizzate, e quella sul lato piemontese, dove non tutti i cantieri sono partiti, grazie anche all’opposizione e alle riconquiste di terreni espropriati da parte del movimento. A chiudere varie considerazioni sull’opposizione agli espropri, che coinvolgerà anche nuove aree in Valsusa, e le ultime notizie su processi a carico degli attivisti notav-terzovalico

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Sull’ aggravamento delle misure cautelari per luca

Ricordiamo che Luca è stato riportato nel carcere delle Vallette su segnalazione dei Carabinieri che affermano di non averlo trovato in casa per tre volte durante gli arresti domiciliari. Le segnalazioni risalgono a parecchio tempo fa però il ritorno in carcere è avvenuto pochi giorni prima della scarcerazione degli altri imputati.
Ieri sera si è svolto un presidio partecipato da un centinaio di persone sotto le mura del carcere torinese, per salutare lui, Stefano e Donato arrestati nei giorni scorsi per la solidarietà data durante l’ennesimo sfratto nella città e tutti gli altri detenuti.

vendicativa operazione di polizia contro Luca

E’ di stamattina la notizia dell’aggravamento della misura cautelare di arresto domiciliare per Luca, uno degli imputati per la manifestazione Exilles-Chiomonte del 28 giugno 2015. Dopo una segnalazione delle forze dell’ordine di fine novembre, il tribunale ha disposto l’arresto stamattina.

Per scrivergli:

Luca Germano

Casa Circondariale Lorusso e Cutugno

via M. Adelaide Aglietta 35 10151 Torino

 

accordo tav italia francia: fine delle illusioni istituzionali

Pochi giorni fa la ratifica parlamentare dell’accordo Italia-Francia sulla Nuova Linea Torino-Lyon. Se le possibilità di fermare l’opera per via istituzionale si allontanano definitivamente, si apre una nuova fase per il Movimento Notav che dovrà trovare la propria strada per opporsi al progetto contando solo sulle proprie forze.

[audio:2016-12-22-ratifica-trattato.mp3]
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