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In vista dell’8 dicembre. Riflessioni su tav, no tav e movimento

Sì tav: quante cose da dire! E il movimento no tav che fa?
La trasmissione del 22 novembre in podcast

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Sì tav, lavoro e rendita

La manifestazione del 10 Novembre in piazza castello a Torino dice sì tav e sì lavoro. Ma le cosiddette “madamin” sono tutte manager in carriera, legate a precisi gruppi di interesse. Si è parlato tanto del ritorno della borghesia, e le organizzatrici della manifestazioni lo rivendicano. Gente capace, secondo loro, di “una sana laboriosità, unita a libera iniziativa e competenze specifiche”. Sono “coloro che possiedono i mezzi di produzione”. Tutta lì la differenza. Se vuoi puoi, ma solo se “hai”. Se “non hai”, niente “libera iniziativa”, niente “competenze specifiche”, niente rendita. Vendi le tue ore per pochi spiccioli, paga rendite immobiliari a banche e proprietari di case ed edifici.

Classe dirigente

Forse a preoccuparsi tanto è una “classe dirigente” (mai termine fu più appropriato) che finalmente ha trovato chi incolpare della perdita di controllo sui processi economici. Povera piccola borghesia proprietaria sabauda. Ha venduto tutte le proprietà e mantenuto solo dei “miseri” brand (e di questo si occupano le nostre manager con i loro brand identity, brand strategy, copywriting, verbal identity, brand strategy design e via fuffonando), per scaricare sulle classi “senza libera iniziativa” e “senza specifiche competenze” il tracollo delle loro aziende. Ricordiamolo: a fine anni ’90, venduti i macchinari per la produzione all’estero e trasformate le imprese in “real estate”, i cari imprenditori hanno trasformato i capannoni in cubature immobiliari vendute, grazie alle banche, alle classi popolari, agli inferiori (quelli che non avendo i mezzi di produzione, non possono permettersi la “libera iniziativa” prerogativa dei “borghesi”). Poi la bolla immobiliare è finita, loro si son tenuti i soldi e gli altri i mutui. O gli immobili che però adesso valgono la metà.

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“sì tav”, dalle passerelle alle piazze

Dietro alla parola sì tav i gruppi di interesse tentano di coagulare il fronte anti-Appendino
Potete ascoltare gli aggiornamenti nel podcast audio o leggere il riassunto qui di seguito

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scarica “sì tav” in piazza

Per sabato 10 i gruppi di potere imprenditoriale e politico tentano di riprendere in mano il controllo dei palazzi comunali, chiamando a raccolta la cittadinanza. A battezzare l’operazione Giachino, vecchio volto della politica e dell’imprenditoria, insieme a “nuove” figure femminili che ben sanno manovrare la propaganda social-mediatica. Con il sì tav si fruga il fondo del barile, dall’opposizione alla ZTL, alla questione sicurezza (con le organizzazione neofasciste che già hanno aderito), ai benefici del Tav Torino Lione per gli ipovedenti. Sarà una nuova “marcia dei 40 mila”, come qualcuno vagheggia?

Il movimento No Tav rilancia con la manifestazione dell’8 dicembre che, su scala nazionale, porterà alla mobilitazione le forze dei territori. E’ ora di rilanciare l’opposizione al Tav, ma soprattutto al “suo mondo”. Un mondo di speculazione, banche e indebitamento. Un mondo di malaffare, regalie e clientelismo. Ma anche un mondo che vede nell’esaurimento delle risorse e nella continua distruzione della terra in cui viviamo un “progresso”. Che vede nel commercio globale un chimera di arricchimento, salvo poi prendersela con “i cinesi” o chi per essi “invadono” il mercato, che per “competere sul mercato” abbassano il costo della manodopera e poi piangono di non avere infrastrutture.

Tanti temi che sarebbero da approfondire e da porre sul piatto oltre la famosa “costi-benefici”. Non staremo ad aspettare quel poco o nulla che farà il “governo del cambiamento”. La posta in gioco è molto, molto più alta che far quadrare i conti di questa “piccola” linea.  E come movimento, la responsabilità è anche verso chi, dal Tap al terzo valico, sono già stati sacrificati dall’alleanza di governo.

Gap: solidarietà per i solidali!

Si svolge oggi l’udienza per i fatti di Claviere, quando i “nemici delle frontiere” sfondarono l’esiguo cordone di polizia francese alla frontiera e debordò nel territorio nazionale d’oltralpe. La manifestazione che rivendicava la libertà di passaggio, la solidarietà verso chi non ha un foglio di carta in tasca, l’ostilità verso nazionalismi e razzismi.

Al telefono con noi una persona presente all’udienza

prima udienza a Gap, collegamento telefonico

Pacchetto sicurezza: il blocco stradale

Leggiamo e commentiamo un articolo, a firma dell’avvocato Claudio Novaro di Torino, che ripercorre l’istituzione del provvedimento e ne fa un’analisi politica, spiegando motivazioni e ordinamenti del legislatore

Lo trovate per esteso qui blocco stradale nel decreto salvini, pubblicato anche da notav.info.

il politichese cambia, le promesse restano… e resteranno!

riders

riders on the storm

Trasmissione di giovedì 25 ottobre
Riders in agitazione: i fattorini del cibo si mobilitano con le loro bici mobilitazione in occasione dello sciopero generale di venerdì
Richieste di condanna per i blocchi del 2013, contro l’arrivo della talpa del tunnel esplorativo di Chiomonte
Violazione collettiva del foglio di via da Chiomonte
Solidarietà e Turi Vaccaro, detenuto pacifista per le sue azioni contro il Muos
Claviere e Saluzzo, la situazione dei migranti in frontiera e nei campi
Rocciamelone magico: tra tradizione e rottura del possibile, con Mariano Tomatis

ascolta l’audio completo:

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scarica “riders on the storm”,la trasmissione del 25 Ottobre

#rideronthestorm #criticalmass #strike #foodora #deliveroo #glovo #ubereats #notav #NoMuos #mesmer #Claviere #migranti

iniziative per l’8 dicembre a San Didero, ramats, giaglione e venaus

L’8 dicembre, data della “liberazione di Venaus”, saremo a San Didero dove sono previsti i futuri espropri per lo spostamento dell’autoporto che si trova oggi a Susa.
Alle 13 ci troveremo per una polentata conviviale
Alle 16 faremo una passeggiata per conoscere i terreni interessati dal progetto
Alle 18 accenderemo un grande falò

In serata, dalle 20, sono previsti altri due falò, uno al Piano delle Rovine (Giaglione) e uno alle Ramats (chiomonte), a cui seguirà una passeggiata notturna verso le reti del cantiere della Clarea.

Ai nostri microfoni Loredana Bellone, sindaco di San Didero che invita alla partecipazione e alla resistenza.

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