24/9 manifestazione Ancora a Chiomonte

24/9 corteo no tav ancora a Chiomonte

Al telefono con noi Fabrizio che spiega le motivazioni che portano il movimento a organizzare un corteo Ancora a Chiomonte

Dal gruppo di lavoro di Chiomonte sono sorte le riflessioni che vedono il nuovo progetto impattare fortemente sul territorio dell’alta valle. Scavare “ancora a Chiomonte” significa investire il territorio, e non più la sola Clarea, delle varie fasi di lavorazione e immagazzinamento delle rocce di scavo, quelle amiantifere previste dai proponenti comprese. Dopo il trasferimento via camion per strada e autostrada avverrà la creazione dei conci, il vaglio e il carico del materiale sui treni per altre destinazioni. Il corteo coincide con altri avvenimenti: la vendemmia e Wall Susa. Ciò significa che il serpentone per le vie del paese cercherà di spiegare, ancora una volta, le conseguenze dell’opera, a cominciare da Chiomonte. La vendemmia, in corso in questi giorni, sarà occasione per ribadire l’incompatibilità dell’opera e del suo apparato militare con le attività locali. Wall Susa, la tre giorni di arte di strada che impegnerà il fine settimana, terminerà in concomitanza del corteo proprio domenica.

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Sempre sulle libere frequenze di Blackout potete trovare altre interviste realizzate durante la mattinata informativa

testo d’indizione e manifesto del corteo li trovate qui

ancora a Chiomonte

24 settembre corteo “Ancora a Chiomonte”

ANCORA A CHIOMONTE

La recente pubblicazione della variante di progetto in merito allo scavo del tunnel di base transfrontaliero della nuova linea TAV conferma ciò che da tempo si immaginava. Lo scavo della parte italiana della maxi galleria è previsto a partire da Chiomonte. Ciò comporterà l’allargamento dell’attuale cantiere, la costruzione di un nuovo svincolo autostradale e lo scavo di un’altra galleria più grande a fianco del cunicolo esplorativo, realizzato dopo anni di lavoro.

Per i prossimi 15 anni, la vita dei valsusini sarà ostaggio di camion, polveri, Esercito e Polizia.

A Chiomonte hanno pensato di dare avvio ai cantieri del TAV vero e proprio. Tutti insieme, saremo ancora a Chiomonte, uniti per affermare il nostro NO, determinato e incondizionato ad un’opera insensata e sciagurata.

Una grande mangiatoia di denaro pubblico per affaristi senza scrupoli.

Domenica 24 Settembre sfileremo per le strade di Chiomonte per ribadire che impediremo la costruzione del TAV in Val di Susa.

il contesto della manifestazione rappresenterà anche la degna chiusura di WallSusa, una iniziativa che, nei giorni precedenti, vedrà la realizzazione di graffiti e murales per lasciare, ancora a Chiomonte, un altro segno di opposizione a questa Grande Opera Inutile e Imposta

RITROVO ORE 15 STAZIONE FS a CHIOMONTE

 

ancora a chiomonte

ancora a Chiomonte

corteo ancora a Chiomonte

 

no tap riavvio dei lavori

no tap: fine della pausa estiva, si attende il riavvio dei lavori

Trans Adriatic Piperline: punto della situazione e prossime tappe

Il gasdotto TAP parte dall’Azerbaijan attraverso Turchia, Grecia, Albania e il fondale adriatico. Approderà a Melendugno (Lecce) per proseguire interrato fino a un terminale di ricezione. Da qui si connetterà alla rete nazionale di Snam rete gas e raggiungerà l’austria dove verrà distribuito sul mercato europeo. Ad ora la “fase zero” del cantiere di Melendugno è terminata, cioè sono stati espiantati gli ulivi per preparare il nudo terreno su cui, da novembre, dovrebbe sorgere il cantiere. Mancano però, le opere accessorie di allestimento e le strade d’accesso, compresa quella per la trivella che dovrà raggiungere la zona attraverso la costruzione di un strada speciale apposita.

“Le ragioni dell’economia non sono le nostre”

Secondo chi combatte contro Tap, opporsi non è solo difendere un pezzo della costa da un’opera che serve unicamente a chi la progetta e realizza.  La devastazione ambientale, il saccheggio delle risorse, lo sfruttamento della manodopera non sono separabili dal progetto Tap. Le politiche concorrenziali che vi stanno dietro servono ad abbassare il prezzo della materia prima così come le guerre di occupazione (“umanitarie”) in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria.

Quindi opporsi al Tap vuol dire opporsi al sistema globale di sfruttamento, contrastare progetti mortali ritenuti indiscutibili, contrastare le guerre di conquista e la devastazione e saccheggio dell’intero pianeta.

Il percorso

Tap si svilupperà per 870 chilometri. 550 in Grecia, 210 in Albania, 105 sul fondale adriatico. Sono previste tre sezioni di compressione del gas tra Grecia e Albania. A Lecce sbucherà sul litorale per proseguire interrato per 8 km fino al terminale di ricezione che si estenderà per 9 ettari. Da qui con un altro percorso interrato arriverà a Mesagne (BR) per collegarsi alla rete Snam.

Chi c’è dietro TAP?

TAP è una joint venture creata per progettare, sviluppare e costruire il gasdotto. Ha sede a Baar (Svizzera) e dispone di uffici ad Atene, Roma, Tirana, Bruxelles e Istanbul.

Sono azionisti Snam spa, BP, Socar, Fluxys, Enagàs, Axpo.

Snam spa è capofila in Europa nella realizzazione e gestione integrata delle infrastrutture del gas naturale, Snam controlla interamente Snam rete gas, GNL Italia, Stogit.

BP è fra le più grosse società petrolifere del mondo. Ricerca ed estrae petrolio e gas, commercializza carburanti, produce corrente elettrica e prodotti petrolchimici. Bp Italia spa ha sede a Milano.

queste e altre informazioni dettagliate le potete trovare in un pieghevole informativo consultabile e scaricabile dal blog comunella fastidiosa alla voce “per tante ragioni o per una sola Contro Tap

 

ancora a Chiomonte

ancora a chiomonte: corteo per le vie del paese

Il movimento no tav indice una manifestazione per le strade del paese simbolo finora dell’opera

Con la variante del progetto si torna ancora a Chiomonte: ancora perché ancora a Chiomonte saremo con gli occhi fissi sul cantiere, non più esplorativo, provvisorio, ma definitivo e ancora a Chiomonte perché ancora le scelte militari e di difesa dell’ordine pubblico riportano questo fortino ben difeso al centro dei lavori definitivi. Poco importa che sia il peggior luogo dove tentare di scavare un tunnel di 54 chilometri: é il ministero dell’interno che sceglie il campo di battaglia. Se quindi scelgono dove fare l’opera in base alla sua difendibilità, ci chiediamo come pensano di progredire coi lavori già che, a Chiomonte, non hanno lo spazio per farlo. E quindi via al valzer dei camion e dei treni su e giù con lo smarino per la valle. Via a nuovi esprori e al prevedibile diffondersi della contestazione. Via ai luoghi di lavorazione e selezione di materiale (Salbertrand), ai siti di stoccaggio (Caprie), con rischi, e malumori, che non riguardano solo più i no tav. Per quanto vorrebbero nascondersi, dovranno fare i conti di nuovo con un’intera valle, e non col solo cantiere della Clarea.

Serate informative: si aprono scenari in Alta Valle

In queste settimane si sono moltiplicate le serate informative nei vari paesi dell’Alta Valle. Il momento è proficuo per dare voce alle istanze del no, ora che anche le amministrazioni compiacenti cominciano a vedere gli effetti negativi dell’opera, apparsa improvvisamente in Alta Valle. Ad una di queste serate, memorabile il sindaco convinto che il Tav porti lavoro per qualche anno: le infrastrutture favoriscono i gruppi economici capaci di competere sul mercato, non di certo i piccoli paesi, il cui spopolamento è causato da queste opere e dall’assetto dell’economia globale che le richiede. Auguri.

Corteo “ancora a Chiomonte”

Il corteo partirà domenica 24 settembre nei pressi della stazione di Chiomonte, passerà per le vie del paese e dal presidio Gravella, vicino al Cancello della centrale elettrica. Terminerà infine nei pressi dei nuovi murali che saranno dipinti in quei giorni durante l’evento “Wall Susa”. Percorso, parole d’ordine e contenuti della manifestazione saranno presto pubblicati dai canali soliti di movimento, nel frattempo ci saranno ancora alcuni incontri organizzativi per definire meglio i contorni della giornata e dividersi il lavoro.

Ascolta l’intervista a uno dei promotori:

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Bardonecchia: migranti, turisti e polizia

Aggiornamento da Bardonecchia dopo il presidio contro polizia e militarizzazione

Prosegue in gravi condizioni il ragazzo caduto per 40 metri in un dirupo al Colle della Scala. Inseguito nella notte dalla polizia è tuttora in coma in ospedale a Grenoble, non è detto che ce la farà. Casi come questo diventano sempre più frequenti: non è il primo morto o quasi prodotto dalla militarizzazione del confine, oggi come un tempo quando a cercare fortuna oltralpe erano gli italiani. Il presidio organizzato domenica si è tramutato in un corteo che, sfilando per il centro della cittadina, ha cercato di far emergere la questione. Nell’affollato pomeriggio domenicale, la polizia ha mantenuto un profilo molto discreto.

Punti di vista

Diverse sono le versioni date alle cronache. Secondo le forze di polizia, il sistema è al collasso, perché oltre al controllo deve occuparsi dei respingimenti da parte francese. Solita la soluzione invocata: più polizia. I giornali intanto tuonano: pericolo per il turismo! Gli immigrati potrebbero attentare alla vocazione turistica della zona, magari commettere furti oppure tentare di rifugiarsi qua e là durante la notte prima di tentare il valico. Diversamente, c’è chi cerca a suo modo di dare una mano. Anche solo con il silenzio, che in tempi di delazione è già qualcosa. E poi ospitando, dando indicazioni o accompagnando lungo i sentieri, fornendo il minimo indispensabile a chi si avventura di notte per passi alpini. Attenzione però: aiutare i “clandestini” a fare richiesta di asilo può essere il miglior modo per consegnarlo al ciclo dei carceri per immigrati, visto che la stragrande maggioranza delle richieste viene poi rifiutata.

Alternative

L’alternativa non è semplice, ma c’è chi cerca di aiutare al di là delle prescrizioni di legge, dando una mano a chi non si fida (giustamente) o non può accedere agli aiuti truffaldini che mantengono la facciata umanitaria dei governi europei, pienamente interessati ad aumentare la manovalanza irregolare proveniente dall’estero, ricattabile, silente e soprattutto economica.

Per ascoltare le ultime novità:

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sotto trovate l’articolo precedente, sulla caduta dei due ragazzi inseguiti sul colle della scala:

cadono inseguiti dalla polizia sul Colle della Scala

 

 

migranti

migranti

campeggio no tav in trentino

Campeggio NO TAV in Trentino – presidio acquaviva

Al via il quinto campeggio contro il tunnel del Brennero

Il progetto di collegamento ferroviario ad alta velocità in Trentino cambia aspetto. O almeno così vorrebbero far credere. In tempi di “ristrettezze economiche” (ma non per tutti, ovviamente), il progetto viene spacchettato e diviso in lotti, senza però cambiare nella sostanza. Questo ne facilita l’approvazione, sia legale che mediatica. Fatto sta che a breve proprio la zona della cintura di Trento verrà coinvolta dai primi sondaggi. Proprio qui si trova il presidio no tav Acquaviva, su un terreno collettivo che sarebbe teatro dei lavori

il campeggio

L’incontro si svolgerà l’1,2,3 settembre al presidio, vicino Mattarello sulla statale 12. Portare tenda e sacco a pelo, nonché attrezzatura per campeggiare anche in caso di maltempo. I tavoli tematici saranno la mattina del sabato, a cui seguirà un confronto tutti insieme nel primo pomeriggio. La domenica mattina si svolgerà una camminata per i luoghi coinvolti da sondaggi e lavori, e al pomeriggio un confronto tra lotte, tra cui quella no tav, no tap e contro il vallo tomo di Mori.

qui trovate il programma completo del campeggio

potete ascoltare le ultime novità no tav dal trentino qui di seguito:

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proroga delle osservazioni alla variante di progetto

Proroga delle osservazioni alla variante di progetto

Movimenti in alta valle

L’unione dei Comuni ha recentemente approvato all’unanimità una mozione interrogativa sull’impatto dei lavori tav sul territorio. Tra le varie cose richieste, la proroga delle osservazioni alla variante di progetto al 30 novembre. Questa presa di posizione collettiva stride con le scelte fatte dai singoli sindaci anche successivamente. Salbertrand, Giaglione e precedentemente anche Chiomonte, hanno richiesto la proroga solo fino al 30 settembre. Perchè?

Turismo e compensazioni

Gli interessi delle varie amministrazioni sul territorio non coincidono. A parte il comune interesse a non sfigurare davanti agli elettori, i paesi colpiti direttamente dall’opera puntano a qualche spicciolo in più nel piatto delle compensazioni. Ma i paesi d’alta valle che non verranno investiti direttamente dall’opera, potranno essere menomati nella loro attività principale: il turismo. Sì perché, anche loro lo sanno, cantieri e movimentazione terra vuol dire strade difficili da percorrere.

Proroghe e lavori

Nonostante gli appalti da fare e la proroga delle osservazioni alla variante di progetto, i lavori vanno avanti. Si completano gli ultimi dettagli al tunnel Maddalena 1, si svuota e prepara il cantiere alla prossima fase. Ma, ora, il nuovo cantiere investirà comuni precedentemente meno toccati dall’opera: staremo a vedere se avranno un tardivo moto d’orgoglio

Serata a Salbertrand

Nell’ottica di questi nuovi equilibri, anche grazie alla mozione di minoranza firmata da tutti i sindaci, ora forse sarà meno difficile parlare di Tav in alta valle. Questa sera un primo incontro a Salbertrand alle 21:00. Il momento è favorevole per tornare a fare informazione in questo territorio.

Ascolta la telefonata con Monica, del comitato di Giaglione e consigliera di minoranza, promotrice della mozione firmata da tutti i sindaci:

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Colle della scala migranti

cadono inseguiti dalla polizia sul Colle della Scala

Una notte qualsiasi al Colle della Scala…

Abbiamo ricevuto notizia di un inseguimento sul confine italo-francese. La notte di venerdì 18 agosto la polizia di frontiera nel tentativo di impedire il passaggio a due migranti ne ha provocato la fuga e la caduta da una falesia, con un volo di quaranta metri.  Gli agenti scesi di corsa dall’auto d’ordinanza hanno inseguito i ragazzi nel buio. Entrambi sono finiti in ospedale, uno a Briançon e l’altro, in gravi condizioni, a Grénoble.

Frontiere, controlli, collegamenti

Sono parecchi mesi che la Francia vigila i confini, anche quelli minori e i sentieri. Decine di “sans-papiers” passano il Monginevro e il Colle della Scala cercando di raggiungere la Francia, Calais o altri paesi del nord Europa ma vengono rimpatriati o respinti verso l’Italia.  Da qualche settimana anche l’Italia ha piazzato i militari lungo il confine di Stato. Questo è lo specchio del tav: sì ai treni di lusso che collegano i centri economici, sì a nuovi rapidi trasporti transfrontalieri per le merci, ma polizia, filo spinato, carceri e rimpatri a chi non ha un pezzo di carta in mano.

Chez Marcel: la casa di accoglienza per migranti a Briançon

Intanto a Briançon da tempo è stata occupata una casa per l’accoglienza e l’accompagnamento dei migranti che quotidianamente seguono la via dell’esilio sulle nostre montagne. La casa si trova al 20 di via Puy St-Pierre: ha bisogno di sostegno e di una mano per completare i lavori di riabilitazione.

La situazione a Bardonecchia

La frontiera è ormai sigillata come già a Ventimiglia. Il commissariato di polizia locale invoca ulteriori rinforzi, mentre il tunnel del Frejus è presidiato dagli Alpini mitra in mano. I treni regionali da Torino sono battuti in cerca dei migranti che non cercano di passare da Como-Chiasso, dal Brennero o da Ventimiglia. Progressivamente tra deliri securitari e campagne elettorali, la situazione è destinata a peggiorare. Fosse anche solo per un briciolo di umanità, se ancora qualcuno ce ne ha,  è il caso di occuparsi del ritorno del filo spinato sulle nostre montagne, di cui non ci libereremo in fretta.

Gli altri articoli di radio no tav su frontiere e migranti sono qui

no tav podcast

Podcast della trasmissione di giovedì 24 agosto

registrazione della puntata odierna di radio no tav:

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riassunto degli argomenti che trovate nel podcast:
  • Barricate di carta: la minoranza dell’unione dei comuni riesce a far approvare da tutti i sindaci di valle una mozione interrogativa sul nuovo progetto Telt. Finalmente il tema Tav sbarca anche in alta valle e le amministrazioni sono costrette a darne conto alla cittadinanza. L’approvazione è d’obbligo fronte all’opinione pubblica e chissà potrà servire a contare un po’ di più nell’elemosinare qualche compensazione. Starà al movimento no tav approfittare dell’occasione per rilanciare il dibattito anche nei comuni più freddi.
  • Telt si trova a rispondere all’unione dei comuni e lo fa con una lettere di Virano. Rassicurazioni sulla salute, sull’occupazione, sul futuro dei collegamenti ferroviari internazionali, sulla viabilità autostradale e ordinaria
  • Telt convoca una gara d’appalto per la stesura di un dossier da presentare al governo francese. Sul banco la solita propaganda scientifica: previsioni di traffico, riduzione dei gas serra, costi e cronoprogramma.
  • Il governo francese fa trapelare un eventuale ripensamento della politica dei trasporti, tav in primis. In vista del prossimo incontro bilaterale,  un tema così caro al governo italiano sarà buona merce di scambio per altri interessi più sacrificabili.
  • 16 settembre, Venaus borgata 8 dicembre: il movimento organizza un “alter vertice” momento di incontro dedicato a “partecipazione e lotta, usare l’esistente, realizzare mobilità alternativa”
  • scade il termine di presentazione per le osservazioni alla variante di progetto. I tecnici sono al lavoro ma chiunque può presentare le proprie.
  • Manifestazione no tav a Chiomonte. Il 24 settembre il movimento sfilerà per le vie del paese, inaugurando un autunno nuovamente per strade e piazze. Ancora da stabilire contenuti e tono del corteo, a due passi dal cantiere che si prepara a diventare il cantiere principale dell’opera Tav in Valle.
e ancora…
  • delegazione no tav a Notre Dame de Landes: nuovamente in visita alla Zad, alcuni aggiornamenti e traiettorie di lotta per l’avvenire. Mentre il governo aspetta la fine della consultazione tecnica, gli occupanti si preparano ad estendere la lotta. stretta l’alleanza con i lavoratori edili che dovrebbero realizzare l’opera, che già si dichiarano contrari e che, nel frattempo, si sono rifiutati di intervenire a Calais. Anche gli aeroportuali si dichiarano contrari, mentre si dà forma a una rete di vettovagliamento a sostegno delle lotte contro la loi travail.
  • varie iniziative ed eventi in programma per tutto settembre, dal campeggio studentesco (5-9 settembre), ad incontri sportivi di calcio popolare (questo fine settimana a Venaus) al WallSusa
  • appuntamenti della settimana
no tav podcast radionotav

trasmissione del 10 agosto – podcast

Il podcast della settimana

qui potete ascoltare la registrazione della puntata di giovedì 10 agosto:

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senti la lotta