Zad, la resistenza continua e va all’attacco

Secondo giorno di attacco alla Zad di Notre Dame des Landes. gli sbirri, sempre preceduti da un’enorme lancio di lacrimogeni, anche con tiri ad altezza uomo, hanno distrutto la Chèvrerie. Ma si sono poi dovuti fermare sulla strada delle Fosse Noire.  Come ieri hanno circondato i Vrai Rouge ma di fronte alla resistenza sono dovuti retrocedere. Hanno in seguito mandato avanti i blindati contro le barricate, incendiati però da tiri di molotov. La resistenza continua ed anche l’invito a raggiungere il luogo. Solidarietà diffusa da tutto il paese e dal mondo. La battaglia continua!

VIVA LA RESISTENZA!!

sgombero della zad

aggiornamento dopo la prima giornata di sgombero della Zad

Sgombero della zad

Proprio ora, alle 18 dopo più di 12 ore di attacco iniziano a ritirarsi i primi drappelli di militari impegnati nello sgombero della zad. Distrutti almeno nove insediamenti abitativi: planchettes, planchouette, lama fâché, noue non plu, youpiyoupi, jessie james, phare ouest, chèvrerie, 100 nom, tutti nel cuore della Zad. Gli altri luoghi sono rimasti sottocostante minaccia poliziesca e tutta l’area è stat inondata di gas lacrimogeni e granate stordenti. Ancora adesso sono in arrivo cannoni ad acqua ed elicotteri.

Nella giornata sono andate a fuoco due macchinari delle forze di distruzione e un’altra è rimasta impantanata. Le operazioni sulla zad continueranno domani probabilmente a cominciare da vraies rouges e Rouge et Noi. A nulla sono valse le procedure nominative di espulsione che avrebbero dovuto impedire lo sgombero illegale e di forza.

Sei feriti e sette arrestati tra i sostenitori della Zad che, tutti presenti, rappresentano lintera diversità del movimento. Ora l’attenzione si sposta su Nantes e sulle decine di altre città che hanno mobilitazioni di solidarietà in programma. Anche a Monginevro e a Claviere c’è un appuntamento in corso.

solidarietà alla zad

solidarietà alla ZAD di Notre Dame des Landes

A sostegno della ZAD di Notre Dame des Landes

Stamattina con 2500 gendarmi, mezzi militari e gas lacrimogeni è iniziato lo sgombero della Zad di Notre Dame des Landes, a Nantes, Francia. Dopo 25 anni di resistenza il movimento contro l’aeroporto è riuscito a impedire lo sventramento di un territorio naturale e agricolo che ancora resiste al cemento, allo sfruttamento agricolo industriale e alle grandi opere infrastrutturali, costringendo il governo a rinunciare al progetto. Il variegato movimento contro l’aeroporto è cresciuto nel tempo e alla difesa di quei 1650 ettari ha aggiunto la consapevolezza che l’aeroporto ha dietro un mondo che lo rende necessario, arrivando a battersi contro un intero sistema economico di sviluppo. Ha coinvolto negli anni non solo contadini e abitanti della zona, ecologisti e movimenti sociali, ma anche i lavoratori delle stesse ditte che avrebbero dovuto costruire l’aeroporto, operatori aeroportuali, studenti, migranti e proprio in questi giorni anche i ferrovieri. Ha unito le persone e le lotte, contadini e operai, studenti e migranti, ferrovieri e lavoratori aeroportuali, città e campagna. Sosteniamo la ZAD come luogo di riferimento, organizzazione e sperimentazione a cui non possiamo né vogliamo rinunciare e rilanciamo il loro appello alla mobilitazione. Già da oggi e per tutta la durata dell’operazione di polizia sono previste più di 80 iniziative in tutta la Francia, una manifestazione sabato a Nantes e la rioccupazione della zona.Il Movimento No Tav esprime tutta la sua vicinanza alla Zad e al movimento contro l’aeroporto che subiscono questo attacco proprio dopo aver ottenuto il risultato storico della rinuncia alla realizzazione del progetto.

Il Movimento No Tav esprime tutta la sua vicinanza alla Zad e al movimento contro l’aeroporto che subiscono questo attacco proprio dopo aver ottenuto il risultato storico della rinuncia alla realizzazione del progetto.

no all’aeroporto e al suo mondo – si parte e si torna insieme

Movimento No Tav

9 aprile 2018

sgombero della zad imminente

sgombero della ZAD imminente

Allerta sgombero della ZAD
2500 gendarmi stanno convergendo sulla zona per iniziare lo sgombero della Zad di Notre Dame des Landes. invito a convergere sulla zona, ad agire localmente, a ritrovarsi sotto le prefetture alle 18 il giorno d’inizio dello sgombero, a rioccupare la Zad la domenica successiva allo sgombero

seguiranno aggiornamenti

trasmissione del 22 febbraio

trasmissione del 22 febbraio, il podcast

La trasmissione del 22 febbraio, qui riassunta, scaricabile ed ascoltabile.
Gli argomenti di oggi:

Le stime di traffico che giustificano il tav sono sbagliate

Notizia di qualche giorno, ampiamente circolata, ma non giunta all’onore delle cronache mainstream. Il governo è costretto ad affermare che le stime di traffico da sempre sbandierate per giustificare il nuovo valico internazionale, sono del tutto sbagliate. Eppure c’è chi lo dice da due decenni, difficile dire che l’errore sia un fulmine a ciel sereno.
Nonostante questo, tutte le forze di governo sono sicure: il Tav si farà lo stesso. Perché? perché sì.

Bure: attacco ai luoghi della resistenza contro il previsto sito di stoccaggio di scorie nucleari

Da stamattina Bure sotto attacco e sgombero dei resistenti nel bosco di Lejuc. decine di camionette, sfondata la porta della “casa della resistenza”. Parte la mobilitazione, per rimanere aggiornati: zad di Bure

Olimpiadi 2026: i comuni dello sci si schierano a favore. Anche Plano accoglie la proposta

Nonostante nessuno voglia più ospitare olimpiadi a casa sua, troppo costose e per niente remunerative, c’è chi ci prova ancora. I comuni della via lattea spingono ufficialmente per una candidatura, sperando di invogliare la sindaca di Torino. Per ora, oltre ai soliti noti dell’area Pd, raccolgono l’appoggio di Plano.

Bussoleno antifascista

Dopo lo show dell’arresto di Giorgio “brescia” nei locali della Credenza, appuntamenti solidali e, stasera, ampia manifestazione a Torino per stanare il candidato premier dei fascisti del 3° millennio. Collegamento con un compagno di Torino che ha partecipato all’assemblea organizzativa

Migranti e frontiere

Breve aggiornamento sulla situazione. Chiusa la sala d’aspetto della stazione, i migranti vengono spostati nelle salette a loro dedicate rendendo difficile poterci parlare. Sembra confermata la strategia della prefettura che cerca di allontanare i migranti dalla frontiera attraverso le strutture “cuscinetto” come Croce Rossa e altri intermediari.

chiudiamo con appuntamenti e iniziative a venire. a giovedì prossimo

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vista delle contrade della zad

dopo l’aeroporto: aggiornamento dalle contrade della zad

Contrade è il titolo del libro sulla zad tradotto da Tabor edizioni: un colloquio con gli autori sulla situazione attuale

Una mezz’ora di chiacchierata per farci raccontare le “contrade” della zad dal punto di vista degli autori del libro “contrée” storie di zad e notav. Un libro che non contiene gli ultimi sviluppi. La storica decisione di abbandonare definitivamente il progetto di aeroporto è infatti recentissima. Quali prospettive si aprono ora? E quali nuove difficoltà? Come è evoluto il movimento contro l’aeroporto? E quello degli occupanti della zad?
La mauvaise troupe, autori del libro, rispondono alle nostre domande

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Troverete un sacco di notizie, audio e aggiornamenti sulla zad nella tag corrispondente

contrade

contrade: una recensione a cura di Sandro Moiso

Contrade: storie dalla Zad di Notre Dames de Landes e del movimento NoTav

Contrade è stato recensito da Carmilla.
Ce ne parla Sandro Moiso, al telefono con noi

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scarica intervista a Sandro Moiso

tutti gli approfondimenti sulla zad li trovate qui.
contrade

Bardonecchia: Croce Rossa porta i migranti a settimo

Bardonecchia: Croce Rossa porterà i migranti nel centro di Settimo

A Bardonecchia Croce Rossa avrebbe istituito un trasporto dei migranti verso il centro migranti che gestisce a settimo torinese

La “saletta” della stazione per ospitare i migranti ora rimarrà aperta tutto il giorno. Per evitare che le persone che cercano di passare la frontiera siano visibili agli altri viaggiatori, la sala aspetto sarà vigilata da agenti privati. Questa l’idea che le ferrovie hanno di “sicurezza”: dopo il deragliamento di Pioltello, si investe in vigilanza invece di prevenzione.

Secondo quanto si apprende, la prefettura spinge perché tutti i migranti vengano reindirizzati verso il centro di Settimo, senza sanzione riguardo il loro percorso di accoglienza. Ma non tutte le persone che lì arrivano possono e vogliono rientrare in questo percorso. Perché la loro richiesta di asilo è stata respinta.  Oppure sono diventati irregolari. O vogliono chiedere asilo in Francia e non in Italia. Mille possono essere i motivi per cui queste persone non rientrano nella casistica prevista dalla legge.

Vero è che l’indirizzamento a Settimo è volontario e non coatto. Vero che vi sono dei “mediatori culturali” ingaggiati dai comuni a fare da cuscinetto. Ma resta un fatto: chi non salirà sui pulmini targati CRI, sarà più facile bersaglio per le forze di polizia. Insomma, il sistema di gestione del flusso va raffinandosi.

Mediatori tra chi?

La stampa parla di Croce Rossa, di mediatori culturali e volontari delle ONG. Ma si lascia scappare anche una verità: essi sono accompagnati da militari, ed ora anche da vigilantes “non armati”. Non ci sono violenze, problemi e costrizioni: ma di quale volontario dialogo si può parlare fronte alla minacciosa presenza delle forze dell’ordine, il cui apparire è sufficiente per far fuggire tutti i migranti (quando possibile)? Quanto può essere volontaria sotto questa velata minaccia la decisione di rinunciare a passare la frontiera? La mediazione, a chi serve, in nome di chi viene fatta e con quale obiettivo? Di certo non a favore dei migranti che vogliono passare la frontiera, altrimenti la soluzione sarebbe semplice: basterebbe aprirla. Ogni altro discorso sulle “buone intenzioni” dei “volontari delle ONG” è fuorviante, a prescindere dalla buona fede.

Accoglienza?

Va ricordato che per quanto si possa ottenere richiesta di asilo (comunque non accettata per tutti), questa non viene poi automaticamente riconosciuta. Un’alta percentuale (parliamo grosso modo del 60%), dopo un periodo di tempo di almeno sei mesi, perde la qualifica e diventa a tutti gli effetti “clandestino”. Tante delle persone che cercano ora di passare il confine hanno visto negare la richiesta di asilo o hanno capito che non l’avranno. Per cui non possono o non vogliono rientrare in questo percorso farlocco. Parlare di richiedenti asilo, di accoglienza virtuosa o seconda accoglienza, può forse appagare un certo sentimento umanitario, ma non abbatte il meccanismo di sfruttamento dove tutto ciò termina inevitabilmente. Questa volta però vi risparmiamo il discorso sulla manodopera quasi gratuita che i migranti (anche quelli della seconda accoglienza) rappresentano per il territorio che li “ospita”.

I minori

Per quanto riguarda i minori, essi verranno indirizzati verso altre strutture di accoglienza, dove verranno sottoposti alle verifiche di rito. Dopodiché, se verranno ritenuti effettivamente minori, potranno accedere a percorsi di accoglienza specifici. Ricordiamo però che, in Francia specialmente, le procedure per il riconoscimento della minore età hanno una percentuale di rifiuto.

Bardonecchia: Croce rossa, forze dell’ordine, prefettura, ONG, mediatori, ognuno con il suo ruolo, ma tutti dalla stessa parte: evitare che si passi la frontiera illegalmente. Dall’altra parte ci sono i migranti. Facciamo le debite differenze, ma la situazione, in fondo, è chiara.

Se vuoi approfondire questo articolo consulta le tag e frontiere e migranti che affrontano la questione

gruppo stampa

La voce della ZAD: cos’è e come funziona il gruppo stampa

Il gruppo stampa: un punto nodale della comunicazione verso l’esterno. Come essere rappresentativi di tutti i punti di vista? Come non addossare le responsabilità a poche persone, e al tempo stesso stare al tempo accelerato dei media?

Abbiamo intervistato tre persone che fanno o hanno fatto parte del gruppo stampa della Zad di Notre Dame de Landes. Tre punti di vista che ci parlano dei compiti e delle difficoltà di uno dei punti più critici per un movimento variegato. Stare al passo con le dichiarazioni di ministri, eletti locali, stampa sempre all’attacco, e al tempo stesso rappresentare una assemblea grande e variegata. L’assemblea degli abitanti si riunisce una volta a settimana, e non tutti hanno smartphone e connessioni.
Il gruppo stampa lavora su un “mandato”, deciso e supervisionato dalla runione degli abitanti. Un mandato a tempo o su temi specifici (lo sgombero, i ricorsi legali, la criminalizzazione di un tale episodio), le cui direttive sono decise insieme. E periodicamente valutato dall’assemblea, che si esprime, corrrege, decide i passi successivi. Il gruppo stampa è un gruppo aperto, ma prevede un pò di formazione e di costanza per parteciparvi. E’ anche un gruppo in cui ci si “brucia” facilmente, perchè i ritmi sono pressanti.

Il difficile rapporto con i giornalisti

Avere rapporti con la stampa porta un mare di complicazioni, qui dove la differenza tra legittimo e legale porta conseguenze rilevanti per chi si batte contro l’aeroporto. L’accesso (o meno) alla zona per i giornalisti, per evitarne i sotterfugi o sgradevoli intromissioni nelle case, che non sono luoghi pubblici. Oppure tutelare gli abitanti della zad, anche chi non ha documenti o ha fogli di via. Fare dichiarazioni e conferenze stampa cercando di turnare i portavoce per non sovraesporli. Non creare dei “personaggi” mediatizzati ricattabili dalla stampa (o dai giudici). Ottenere che la stampa accetti dei portavoce camuffati, se necessario. Salvaguardare la diversità e la complessità dei punti di vista, perchè il movimento continui assere diversificato e rispettosi di tutti e tutte.
In generale, evitare i colli di bottiglia e l’accentramento delle responsabilità, mantenere la complessità dei vari punti di vista senza dover tutto decidere in assemblee fuori tempo massimo.

Un tentativo che cerca di risolvere la questione nel mondo mediatizzato e velocizzato di oggi, che ha portato comunque a “vincere la battaglia mediatica” secondo la stessa ammissione di alcuni politici pro-aereoporto

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scarica intervista al gruppo stampa della zad

tutti gli approfondimenti sulla zad li trovate qui

Ricordiamo l’appuntamento per il 10 febbraio: mettiamo radici al futuro!

gruppo stampa

10 febbraio

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