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mini tav

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Cos’è la “mini tav”? Chi e perché la propone?

Per “mini tav” si intende la proposta salviniana (ma non è una novità) di realizzare il tunnel di base senza la stazione internazionale di Susa e senza il tunnel Avigliana-Rivoli. Cioè l’opera intera (il tunnel) con qualche dettaglio in meno.

Quale è la proposta alternativa di alcune amministrazioni locali?

L’amministrazione di Venaus ha proposto alle amministrazioni della Valle e ai ministeri competenti lo scavo di un secondo tunnel ferroviario del Frejus. Un raddoppiamento della linea storica, con una tratta ipotetica tra l’Alta Valle e Modane.  Idea che non viene dal coordinamento dei comitati, dal movimento, ma da alcuni amministratori. E’ stata accolta dal vicesegretario all’economia, la 5 stelle Laura Castelli.

Perché la proposta ha riscosso attenzione da giornali e politici?

Questa proposta, del tutto politica ma senza basi tecniche, non interessa ai fautori dell’opera, che non hanno nessun interesse per un’opera di pochi chilometri. Dall’altra, non interessa neanche al movimento no tav, che si è sempre schierato per l’opzione zero: no a nuovi tunnel (dannosi per la salute, il problema amianto rimane), sì alla messa in sicurezza del vecchio tunnel (già avvenuta ma migliorabile), ripensare il modello di sviluppo che abbisogna di infrastrutture sempre più grande e veloci.
Interessa invece al partito di governo 5 stelle. Internamente per questioni di equilibri loro, e come governo per trafficare e dar l’impressione che qualcosa stanno facendo. Finirà in nulla, finché, come per Tap e trivelle, potranno dire “ormai è troppo tardi”.

Opzione zero

Il movimento no tav rimane sulla posizione dell’opzione zero. Per quanto sia possibile, e si deve, migliorare la sicurezza del tunnel esistente, questa proposta serve solo a dare l’impressione che il movimento no tav   sia disposto a cedere, e passare dal no tav al come tav. Ovviamente non è così.

Nel movimento ormai non si mormora più, e anche se ormai la frittata è fatta, molti riconoscono che non solo non ci sono governi amici, ma neanche partiti amici. E che con il decreto sicurezza, bis e non bis, sarà più oneroso riprendere la lotta e bloccare i cantieri. Ma questa sarà la strada: lotta alla inevitabile apertura dei cantieri, presto o tardi. Con buona pace di chi ha creduto nei 5 stelle.

Appalti e cantieri

Sia detto con le dovute precauzioni, il cronoprogramma dovrebbe essere questo: inizio settembre partenza degli appalti. Dodici mesi per assegnare i lavori. Settembre 2020 partenza cantieri. Ma non si escludono colpi di mano precedenti, spianamenti di aree e opere propedeutiche. I piani regolatori di comuni sedicenti no tav lo permettono già, d’altra parte.

 

 

manifestazione di interesse

Tav sì o no?

Lo faranno? Appunti sulle mosse del governo.

Settimane di notizie sui giornali e dichiarazioni contraddittorie non aiutano a chiarire quale sia l’effettiva portata delle decisioni del governo. Ma nel dubbio, tutto va avanti, anche se più lentamente

Carte e cartacce: la manifestazione di interesse

A livello tecnico, l’iter è stato rallentato, ma ha continuato il suo corso. Le speranze nel governo 5 stelle si sono rivelate mal riposte. Ma come spesso in politica, per non perdere la poltrona cercano di dare un colpo al cerchio e uno alla botte…. che però continua a rotolare.

Così è da leggersi la manifestazione di interesse per il tunnel di base. Ribadiamo che neanche un metro di tunnel di base è stato scavato, ma tutto è pronto perché si inizi. L’iter procedurale è quello classico degli appalti pubblici. Vero è che la manifestazione di interesse prevede la possibilità di non dar luogo a procedere all’opera senza penali, ma servono condizioni politiche che se non ci sono ora, difficilmente ci saranno fra sei mesi. In più, ciò che ora poteva essere bloccato dal ministero, sembrerebbe che poi dovrà essere votato dal parlamento (dove non c’è e non ci sarò una maggioranza no tav), e convalidato anche dal governo francese

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Rinvio appalti del tunnel di base, area archeologica, manifestazione a Monginevro, scuola Diaz

giovedì 21, il podcast della trasmissione

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Telt e il rinvio appalti per il tunnel di base

Telt rimanda di un mese l’annuncio dei bandi di gara d’appalto per il tunnel di base. Il ministero ipotizza danni erariali in caso contrario, ma nel frattempo ci saranno le europee. Calendarizzata alla camera la discussione di revisione integrale del progetto: avranno i 5 stelle la capacità di fare ciò che finora non hanno fatto? E perché  non hanno toccato il cda di Telt, come invece hanno fatto per altri enti? Ne parliamo al telefono con Max, di Tg Vallesusa.

Avanà, non c’è divieto ma la digos scalpita

ieri tradizionale pranzo no tav a Chiomonte, che si è spinto fino alla Maddalena. Dopo una passeggiata nella zona archeologica, le forze dell’ordine vagheggiano di una misteriosa ordinanza che però non esiste, e trattengono a lungo i liberi passeggiatori…

Monginevro

Contro il colonialismo e le sue frontiere. In risposta all’appello giunto da Bayona, un appuntamento alla frontiera locale per dire no al colonialismo, alle frontiere, allo sfruttamento.

Diaz

Anche questa settimana ascoltiamo il racconto di un compagno che ha subito “un pò di scuola Diaz” sulla sua pelle. Ieri presidi in molte città italiane sotto le sedi della Lega, che ha invocato attraverso un suo rappresentante la cura alla Diaz contro chi si oppone ad arresti, sgomberi, decreto sicurezza… insomma all’operato del governo e dei suoi  rappresentanti locali.

 

trasmissione di giovedì 28 giugno

trasmissione di giovedì 28 giugno – il podcast

La trasmissione di questa settimana
Internazionale:

a Bure (Francia), si lotta per impedire la costruzione del deposito nazionale di interramento delle scorie nucleari. Qualche giorno fa arresti, perquisizione e sequestro di materiale, compreso l’arresto di un avvocato degli attivisti e il sequestro di materiale sensibile nel suo studio. Mobilitazione in tutte le città di Francia. Più info su vmc.camp/

Grecia: arrestati otto attivisti NO Tap che si battono sull’altra sponda del mediterraneo, compreso un salentino che appoggiava le proteste portate avanti da agricoltori e amministratori della zona contro i soprusi di una ditta italiana esecutrice di alcuni lavori

Val Susa:

Olimpiadi 2026: Lettera di Mario Cavargna (pronatura Piemonte) che chiarisce gli aspetti economici della Kermesse olimpica.

Iniziativa ieri alla Maddalena di Chiomonte: un gruppo di 70 visitatori solidali hanno percorso l’area archeologica uscendo dal cancello solitamente chiuso verso la Clarea, riuscendo anche a non dover presentare i documenti
Cantiere di Chiomonte: stato dell’arte e problemi tecnici

Bussoleno, colata di fango: leggiamo alcune brevi testimonianze (da Infoaut.org)

Nazionale:

collegamento con uno degli autori di “sul fronte del sisma”, studio collettivo del sul terremoto “di Amatrice”. Nel testo vengono approfonditi innumerevoli aspetti, facendo anche un’analisi sulle differenti forme di gestione governativa dell’emergenza. La gestione post sisma, targata Renzi e non Berlusconi, sembra essere ora “figlia di nessuno”
produzionidalbasso.com/project/sul-fronte-del-sisma-conoscere-per-resistere-nel-dopo-terremoto-dellappennino-centrale/

 

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trasmissione del 4 giugno

trasmissione del 4 giugno, il podcast

La trasmissione del 4 giugno 2018, riascoltabile e scaricabile.

Breve riassunto degli argomenti principali

– Su tutti i giornali in questi giorni, le dichiarazioni del neo ministro Toninelli  sulla possibilità di rivedere il progetto Tav Torino-Lione e quelle del presidente di Regione Piemonte Chiamparino. Abituati alle promesse dei politici, diffidenti delle sospensive prenditempo dei governi traballanti, il movimento no tav chiarisce che “non ci sono governi amici” e che siamo contro al Tav “né qui né altrove”, terzo valico compreso. Intanto sono stati assegnati gli appalti al nuovo consorzio di imprese per l’allargamento del cantiere e per il mantenimento dell’ordine al suo interno.

-Questione migranti: presentazione del campeggio transfrontaliero  passamontagna. Due parole sul cosiddetto “sistema accoglienza”, compreso quello generalmente considerato virtuoso e di cui diversi comuni valsusini sono capofila. Riflessioni sulle ombre di questo meccanismo che sotto la parola “integrazione” spesso cela il ricatto lavorativo se non proprio uno sfruttamento. Campagne in Lotta e Davide Cadeddu parleranno del sistema cas, spraar e cpr in uno dei momenti di dibattito durante il campeggio

-Festa di Radioblackout, 8-9-10 giugno. Ricordiamo che questo fine settimana ci sarà la nostra festa, che finanzia l’emissione radio per buona parte dell’anno.  Questo ci permette di rimanere senza editori e senza pubblicità! Una radio libera ha bisogno del sostegno e dell’appoggio di tutti, dando una mano (smontaggio compreso, il lunedì) o semplicemente passando alla festa per bersi una birra, mangiare qualcosa e ascoltare la musica!

@ Spazio 211, via Cigna 211 Torino.

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appello processone

Appello processone: intervista all’avvocato Coletta

Appello processone a Roma

Sull’udienza di appello processone abbiamo sentito l’avvocato Coletta, del team legale No Tav

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Nell’intervista spiega alcuni aspetti tecnici, anche riguardo i risarcimenti di parte civile.
Ricordiamo che tra coloro i quali saranno condannati, nonostante le pene richieste siano inferiori ai 4 anni, il rischio di carcerazione esiste per il cumulo con altre condanne.

podcast del 25/1

Podcast del 25/1, la trasmissione completa

Zad: vittoria amara con la minaccia di sgombero, conflitti sulla route de chicanes; Chiomonte, finanziati due appalti aggiuntivi sul tunnel geognostico “maddalena 1”; migranti: continuano i passaggi di frontiera, aggiornamento TAP e altro ancora!

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scarica la trasmissione di giovedì 25 gennaio

i contenuti che troverai nel podcast del 25/1:

Zad, dopo la vittoria sull’aeroporto la situazione nella “zona da difendere”

Festeggiato degnamente l’abbandono del progetto dopo una lotta durata 50 anni, il governo preme per una contropartita: il ripristino della “legalità”. Dove legalità sarebbe la fine della gestione delle terre fuori dalle logiche commerciali di sfruttamento. Sarebbe la fine dei progetti di reinsediamento agricolo, fine degli spazi comunitari, di accoglienza, culturali e organizzativi. Sarebbe la fine delle “zone non motorizzate” e di rinaturalizzazione. Fine della produzione agricola gratuitamente destinata a lotte, mense popolari, scioperianti. Appuntamento per dare sostegno alla Zad il 10 Febbraio.
Oltre a questo, facciamo un approfondimento sulla route de chicanes, liberata questo lunedì. La via era un simbolo della resistenza che ha impedito lo sgombero nel 2012 e il suo uso ha creato non poche divergenze nel composito movimento anti-aeroporto.
Dietro, però, troviamo i classici dilemmi: come prendere le decisioni insieme, come conciliare punti di vista diversi senza fare forzature che finiscono coll’indebolire il movimento.

Cantiere di Chiomonte: nuovi inutili appalti

Per come è fatto il sistema di appalti, bisogna pur sempre far qualcosa, un buchetto qui, una palata di terra là. L’importante è non fermare mai il flusso di denaro in entrata, essere sempre lì a chiedere un avnzamento lavori, non uscire mai dal giro degli appalti.
Ecco sono stati elargiti altre centiania di migliaia di euro per delle nicchie, da scavare, riempire, ritappare. Prendi di qui, metti di là…peccato si tratti di “rocce verdi” (non si parli di amianto, per carità. E già che ci siamo, tombiamo insieme anche un pò di materiali contaminati, a mò di smaltimento. Avanti, c’è lavoro!

Migranti: la situazione

Un aggiornamento sulle necessità (scarponi, calzettoni, berretti, guanti) di chi cerca di passare la frontiera. La neve non è più così soffice da impedire di avanzare, però le alte temperature hanno creato pericolosi lastroni di ghiaccio. Occhio!
Alcune riflessioni su possibili futuri sviluppi quando la neve non ci sarà più.

varie eventuali

abbiamo ancora parlato di Afrin e dell’attacco turco ai territori confederali delNord ella Siria, ricordato Cintu, bandito no tav di Bussoleno che ci ha lasciati, ricordato le inziative no tap che ci sarnno a Torino in questi giorni e fatto un aggiornamento.

buon ascolto con il podcast del 25/1!

Ciao e a settimana prossima
podcast

Podcast della trasmissione di giovedì 11- aggiornato

ci avete segnalato problemi nell’ascolto del podcast audio, ora dovrebbe andare. Grazie!

ecco la trasmissione intera riascoltabile in podcast

gli argomenti del giorno:
*in discussione a Meana l’utilizzo di cava Palli per contenere lo smarino del Tav. Al consiglio comunale aperto la giunta deve retrocedere ma non esclude l’uso dell’area per altre funzioni legate al Tav. L’atteggiamento della giunta e del segretario comunale.

*Chiomonte e le compensazioni: i paravalanghe in località Verger alle Ramats, la metanizzazione e altri specchietti per allodole

*Ancora Chiomonte, Imprend’oc: l’associazione di commercianti mette le mani sui vigneti della cantina Clarea, proponendosi come gestore dopo la scadenza del contratto (25 anni) che affidava i terreni ai viticoltori.

*Questione migranti e frontiere: valutazioni sul flusso di persone, soprattutto ragazzi, che cercano di passare il confine. Domenica ciaspolata da Claviere a Monginevro per visibilizzare il problema.

*Collegamento telefonico con Milano sul problema della militarizzazione della città. Sempre più i militari armati adibiti al controllo dell strade. Anche per questo è prevista sabato una manifestazione contro le divise e la loro funesta presenza per le città italiane.

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nitel control room no tav

“sicurezza” in cantiere: studi civili al servizio dei militari. Cos’è il Nitel?

Come abbiamo più volte ricordato, dove e come si devono fare i cantieri per la Torino Lyon non lo decidono gli ingegneri. É nelle stanze dei ministeri che si fanno queste scelte.

Ma non quello delle Infrastrutture: in quello dell’Interno. La gestione militare è quella che primeggia. Ne abbiamo ulteriore conferma in un documento stilato dal Nitel, il consorzio nazionale interuniversitario di studi per logistica e trasporti, che conferma anche la connessione che c’è tra il lavoro delle università e quello militare. Nel documento si studia come difendere un cantiere dall’opposizione popolare che lo avversa. E’ la polizia a richiedere di analizzare le ipotesi di variante in base alle proprie esigenze.

cosa dice lo studio interuniversitario del Nitel

Lo studio è datato 2016, e prende in esame diverse ipotesi di scavo del tunnel di base: scavo da Susa e scavo da Chiomonte con lavorazione del materiale a Susa, a Chiomonte e a Salbertrand. Consigliato è quest’ultimo, esattamente come poi è stato richiesto in variante di progetto. Vediamo perché.

sensibilità e impatto

Innanzitutto lo studio differenzia tra sensibilità e impatto. La sensibilità misura quanto un sito possa essere oggetto di azioni dolose per parte degli oppositori. L’impatto misura le potenziali conseguenze di tali azioni, valutato su quattro aspetti: sulla popolazione, sulle maestranze, sulla continuità operativa e sulle perdite economiche.
L’opzione di scavo da Chiomonte con lavorazione e carico a Salbertrand è considerata la migliore rispetto a una serie di valutazioni di opportunità, con un vantaggio ipotizzato del 5% rispetto le altre. Attenzione però: non si tratta di vantaggio economico. I costi aggiuntivi sono comunque prelevati dai fondi Cipe e, quindi, da una diversa ripartizione dei soldi tra realizzazione dell’opera e le cosiddette “compensazioni”. Ovvero i costi aggiuntivi saranno tolti dai fondi compensativi.
I vantaggi, a detta loro, riguarderebbero un ambiente meno ostile rispetto la popolazione e un minor impatto dei cantieri sul territorio. Lo svantaggio però non è da poco, perché obbliga i devastatori a installare più cantieri contemporanei, oltre a quelli comunque inevitabili della bassa valle. Questo fattore, direttamente legato al controllo e alla difesa dei siti, è quello maggiormente considerato. Comunque, si parla di non prima del 2019 come termine dell’allestimento del cantiere di scavo da Chiomonte e di tre anni dopo l’apertura a San Giuliano di Susa.

Susa o Chiomonte?

Riunire i cantieri a Susa come previsto inizialmente dal progetto definitivo -e quindi doverne difendere uno solo- per loro sarebbe l’opzione migliore (+8%), non fosse per la necessità di un nastro trasportatore fino alla zona di Traduerivi-Coldimosso considerato molto vulnerabile e appetibile dal Movimento come possibile oggetto di sabotaggi. Ricordiamo che fu per bocca di Gemma Amprino, sindaca di Susa, che venne chiesto al Cipe di valutare altra collocazione per il cantiere di base, cosa che venne recepita con la delibera 235. La variante di progetto è la risposta a questa richiesta ma ricordiamo: non è ancora stata approvata, quindi gli scenari possono ancora cambiare. Nello studio del Nitec vi erano originariamente 12 ipotesi, ma ne sono state pubblicate solo 4.

La trappola della Clarea

Riguardo l’apertura a Susa, che verrebbe così posticipata a tre anni dopo l’inizio dello scavo, Nitel parla chiaro: il movimento sembra passare una fase di minore forza, e andarlo a sobillare con un cantiere sotto il naso non è il caso. Meglio cercare una soluzione stile Clarea, appartata e difendibile, lontana dagli occhi dei più. Lì si può continuare a tenere in scacco il Movimento controllando la sua azione, sia militarmente che mediaticamente. Non manca, ovviamente, la distinzione tra il movimento popolare ben radicato nella popolazione e le frange che utilizzerebbero il movimento a propri fini, anche distanti dalle rivendicazioni del movimento stesso.
Riguardo Salbertrand invece, si dichiara che è l’amministrazione a proporsi volontariamente quale candidata ad accogliere un cantiere per la lavorazione dei conci. Continua a leggere

Torino Lione: a che punto siamo?

il nuovo volantone che fa il punto sulla Torino Lione:

Torino Lione a che punto siamo
Da oltre un quarto di secolo si parla di una nuova linea Torino Lione. Da oltre un quarto di secolo vengono portate tesi e
argomentazioni che provano l’assurdità della proposta.

Negli anni sono stati presentati molti progetti: sinistra Dora, destra Dora, progetto a fasi… Diversi sono stati abbandonati e la nuova linea ha perso alcuni pezzi per strada. Oggi ci troviamo a studiare, e a contrastare, il così detto Progetto di Variante  della tratta transfrontaliera, che prevede lo scavo  a partire da Chiomonte delle due canne del tunnel di base,  un cantiere che si allargherà occupando circa 120.000 metri quadrati,  il trasporto a Salbertrand del materiale estratto a Chiomonte,  un’area industriale a Salbertrand occupante una superficie di circa 125.000 metri quadrati, l’invio del materiale non riutilizzabile a Caprie e a Torrazza, la realizzazione a Susa di diversi cantieri: quello per l’imbocco est del tunnel di base, di circa 50.000 metri quadrati; l’area di lavoro “Susa Autoporto”, per la
realizzazione delle opere a cielo aperto, che occuperà circa 130.000 metri quadrati; il cantiere dell’imbocco Ovest del tunnel di interconnessione, di circa 100.000 metri quadrati e finalizzato allo scavo delle due canne del tunnel di interconnessione fra Susa e Bussoleno. Il peso del materiale scavato per quest’ultimo tunnel ammonta a circa 1.400.000 tonnellate, parte di questo materiale verrà riutilizzato sul posto e parte mandato, tramite tir, a
Salbertrand;  la costruzione a Bussoleno di due cantieri: quello
dell’imbocco est del tunnel di interconnessione di circa 4.000 metri quadrati, quello dell’innesto alla linea storica di circa 5.000 metri quadrati; è inoltre prevista una ulteriore area di cantiere di circa 9.000 metri quadrati per il deposito dei materiali;  il ritrovamento di circa 220.000 tonnellate di materiale potenzialmente contenente amianto e 85.000 tonnellate contenente arsenico.

Questa Variante, che rende complicatissima e ancor più impattante la logistica di cantiere e aumenta le aree occupate, è stata proposta come migliorativa sul lato della sicurezza. Peggiora invece, se possibile, un
progetto sciagurato.