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podcast 21 dicembre 2017 radio no tav

Podcast di giovedì 21 Dicembre

La trasmissione completa andata in onda questo giovedì, scaricabile e ascoltabile in podcast

Auguri a bassa velocità!

riassunto delle principali notizie:

serata a Gravere del tecnotavtour

Il sindaco partecipa al dibattito contestando le dichiarazioni dei tecnici. Molti i cittadini che sono intervenuti. Il sindaco non ha mancato di fare grande pubblicità a Telt ed ha dichiarato che in osservatorio l’idea di usare Cava Palli è stata bocciata. Peccato che non sia l’osservatorio il luogo dove prendere queste decisioni, che ricadono sull’amministrazione locale.
Sarà invece a Meana la prossima seduta municipale che dibatterà sull’uso di cava Palli. Vedremo cosa dice l’amministrazione dopo le serate organizzate e partecipate dalla popolazione, e dopo la petizione lanciata e firmata dalla cittadinanza

serata a Susa organizzata dagli imprenditori segusini

Una novantina le presenze tra cui Ferrentino, Tessari (il famoso commissario che indagò su Sole e Baleno), la cricca degli interessati ad “un arrivo più veloce dei turisti a Susa”: c’è ancora chi crede a Babbo Natale, evidentemente. Presenti anche figure legate a cave, trasporti, industrie varie, con sviolinate sulla globalizzazione che sì, crea anche povertà per qualcuno, ma tant’è.
Da notare che negli ultimi tempi iniziative di propaganda di questo tipo sono continue.

la consegna della linea storica ferroviaria a Telt

Come già successe per il Moncenisio, questo trasferimento permetterà alla società costruttrice del Tav di chiudere, quando vorrà, la vecchia linea. Come per altre tratte, per favorire l’alta velocità Telt potrà decidere di priorizzare la nuova linea, sempre che riuscirà a realizzarla. Il fatto tra l’altro non sarà di nessun vantaggio per gli stessi imprenditori d’alta valle che non dicono no alla nuova linea. Ci penseranno?

Una montagna di libri presenta tre nuove pubblicazioni presentate nelle prossime iniziative

Uno sulle lotte degli anni ’70, scritta da Manfredi, autore della canzone “ma chi ha detto che non c’è”, il secondo scritto da Philopat, sulla scena punk di Milano negli anni ’80.
Il terzo libro, a cura delle edizioni Tabor è la traduzione del libro della “storia incrociata delle lotte della zad e no tav”. Si chiama “contrade”, frutto dello sforzo congiunto di molte persone che lo hanno tradotto collettivamente

briser les frontières

Il racconto delle situazione attuale al confine di Bardonecchia. Una situazione che spinge molti ragazzi a “bucare” la frontiera di notte, sulla neve, in condizioni proibitive. I ragazzi che dalla stazione di Bardonecchia vanno a piedi fino al colle della scala per arrivare a Névache vengono presi dalla gendarmerie e portati al confine al Monginevro.Chiunque sia disposto a dare uno mano, per ospitare persone in caso d’emergenza, per raccogliere indumenti adatti al clima, per fare dei giri di perlustrazione, aiuto e soccorso, può farlo autonomamente passando dalla stazione stessa o mettendosi in contatto con la rete attraverso la pagina facebook.

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Bardonecchia: migranti, turisti e polizia

Aggiornamento da Bardonecchia dopo il presidio contro polizia e militarizzazione

Prosegue in gravi condizioni il ragazzo caduto per 40 metri in un dirupo al Colle della Scala. Inseguito nella notte dalla polizia è tuttora in coma in ospedale a Grenoble, non è detto che ce la farà. Casi come questo diventano sempre più frequenti: non è il primo morto o quasi prodotto dalla militarizzazione del confine, oggi come un tempo quando a cercare fortuna oltralpe erano gli italiani. Il presidio organizzato domenica si è tramutato in un corteo che, sfilando per il centro della cittadina, ha cercato di far emergere la questione. Nell’affollato pomeriggio domenicale, la polizia ha mantenuto un profilo molto discreto.

Punti di vista

Diverse sono le versioni date alle cronache. Secondo le forze di polizia, il sistema è al collasso, perché oltre al controllo deve occuparsi dei respingimenti da parte francese. Solita la soluzione invocata: più polizia. I giornali intanto tuonano: pericolo per il turismo! Gli immigrati potrebbero attentare alla vocazione turistica della zona, magari commettere furti oppure tentare di rifugiarsi qua e là durante la notte prima di tentare il valico. Diversamente, c’è chi cerca a suo modo di dare una mano. Anche solo con il silenzio, che in tempi di delazione è già qualcosa. E poi ospitando, dando indicazioni o accompagnando lungo i sentieri, fornendo il minimo indispensabile a chi si avventura di notte per passi alpini. Attenzione però: aiutare i “clandestini” a fare richiesta di asilo può essere il miglior modo per consegnarlo al ciclo dei carceri per immigrati, visto che la stragrande maggioranza delle richieste viene poi rifiutata.

Alternative

L’alternativa non è semplice, ma c’è chi cerca di aiutare al di là delle prescrizioni di legge, dando una mano a chi non si fida (giustamente) o non può accedere agli aiuti truffaldini che mantengono la facciata umanitaria dei governi europei, pienamente interessati ad aumentare la manovalanza irregolare proveniente dall’estero, ricattabile, silente e soprattutto economica.

Per ascoltare le ultime novità:

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sotto trovate l’articolo precedente, sulla caduta dei due ragazzi inseguiti sul colle della scala:

cadono inseguiti dalla polizia sul Colle della Scala

 

 

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