telt, farfalla, università

Università e Consorzio Forestale a libro paga di Telt

Telt paga studi e compensazioni per la farfalla rara, i soldi pitturano di verde il progetto

Università e Consorzio Forestale Alta Valle Susa si prestano al lavaggio verde di Telt, pagati dai costruttori dell’opera.

Il nostro intervento durante la conferenza stampa

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Forse con qualche spicciolo in più il dipartimento di Zoologia sarebbe pronto a dire che anche gli asini volano, o la facoltà di Agraria che salveranno capre e cavoli.

Ma chi crede più ai power point ea i rendering pitturati di verde? La pubblicità può esser fatta bene, ma chi la paga infine vuole sempre venderti qualcosa… Chi si presta a questa copertura si assume la responsabilità di indorare la pillola e sale sul carro dei fautori dell’opera. Complici, corresponsabili, cogestori o asserviti, in buona o cattiva fede?

Mentre i ricercatori cercano piccoli bruchi sotto le foglie d’erba, a fianco  loro  i grandi capitali fanno affari devastando il territorio: ma il peso dei soldi forse non fa loro alzare la testa e non se accorgono. Guardano l’infinitamente piccolo, raccolgono dati. E’ il loro lavoro, Telt li paga apposta perché non alzino la testa. Che delusione, l’umanità.

L’Università è succube delle grosse imprese, che finanziano la “ricerca”, e senza ricerche si abbassa il rating, e si perdono finanziamenti statali…

E il consorzio?

Non è espressione delle amministrazioni comunali, pagato da loro e che lavora per loro, per la manutenzione del territorio, delle foreste e dei bacini idrici? Perché i sindaci e le giunte sedicenti No tav  non dicono niente?

Pecunia non olet

Risalendo il flusso dei soldi, capiamo  chi sta con chi e chi e perché, ma non per questo crediamo ai capri espiatori. Ognuno è responsabile per ciò che fa, e se gli rimane un minimo di coscienza renderà conto, almeno a sé stesso,  di quello che fa o non fa. Ma non crediamo ai capri espiatori quando il marciume è diffuso e condiviso. Se per essere no tav basta una spilla, bene, altrimenti è tempo che molti, troppi, dicano in che scarpa hanno il piede, e facciano la loro parte, a cominciare da chi ha ruoli pubblici.

Qui sotto il volantino diffuso all’università, quando è stata interrotta la conferenza stampa indetta da Telt con l’inchino di tecnici e ricercatori.

asini

 

 

 

ipotesi allargamento

aggiornamento sulle ipotesi di allargamento del cantiere

Riproponiamo un riassunto aggiornato sull’ipotesi di allargamento lato Giaglione del cantiere di Chiomonte
  1. Secondo il D.L. del 20 luglio 2018 , n. 95 «alla luce della tempistica dell’attuale iter autorizzativo e di appalto, l’area industriale TELT potrà prevedibilmente avviarsi a partire dalla seconda metà del 2020» (art 123);
  2. Andranno creati dei corridoi ecologici (cioè tagliate strisce di bosco) per permettere alla farfalla Zerynthia di migrare verso altre aree della Val Clarea;
  3. Essendo state censite altre popolazioni di Zerynthia nei pressi della Clarea, l’espansione del cantiere è possibile.
  4. la data di scadenza dell‘autorizzazione regionale per la posa della passerella sul Clarea, emessa il 15/10/2018 dovrebbe essere scaduta intorno al 28/10/2018 (12 mesi dal recepimento);
  5. A fine 2019 verrà finanziato dall’EU il 40% delle spese per i tunnel geognostici finora realizzati (finanziamento a consuntivo di soldi già spesi). Improbabile però che vengano realizzate altre opere per essere inserite nelle spese;
  6. gli espropri non sono cominciati, anzi non tutti i proprietari hanno ricevuto la richiesta di cessione bonaria, che li precede;
  7. ad oggi non sono segnalati movimenti di truppe o di cantiere
  8. per quanto riguarda gli operai, non si parla di assunzioni prima di due-tre mesi;
  9. l’allargamento deve avvalersi della passerella pronta al lato del Clarea, ma per posarla è obbligatoria la presenza di una enorme GRU fissa che al momento non è presente sul luogo;
  10. le massicciate dove deve poggiare la passerella vanno alzate e eseguite altre opere idrauliche sull’alveo Clarea;
Però da tenere in conto:
  1. non sarebbe la prima volta che anticipano il posizionamento di reti all’esproprio legale
  2. truppe ed operai si possono muovere all’ultimo e con discrezione
  3. l’allargamento è affidato a un consorzio di imprese capeggiato da F2 che lo possono realizzare con i propri operai
  4. Visti i tempi di taglio alberi e di riproduzione della Zerynthia, per primavera queste opere dovrebbero essere terminate

Per quanto noto al momento ogni ipotesi di allargamento dovrebbe, il condizionale è sempre d’obbligo, rimandarsi a dopo la fine dell’anno 2019.

Erdogan

Azioni e mobilitazioni contro il massacro di Erdogan.

Se Erdogan massacra con l’avvallo di EU e Nato.. il nostro nemico è qui!
[dettagli pullman per corteo a Milano da Bussoleno al fondo]

L’attacco Turco ai territori del Rojavaè il risultato di un accordo che va bene a tutti. Nello scacchiere orientale la spartizione di territorio e risorse tra Assad, Erdogan e Putin. Ma casa nostra c’è l’appalto alle forze turche per il controllo dei confini, la vendita di armi e il mantenimento di buoni rapporti finanziari.

Unicredit  è partecipata al 41% dalla turca Yapi Kredi Bank, Leonardo (Finmeccanica) produce e vende i caccia F16 alla Turchia, i porti italiani fanno parte dei poli logistici della guerra (come anche il tav ne sarà parte), oltre a molte altre imprese di armamenti statunitensi, italiane, tedesche, banche di credito e altro. Potete trovare molte informazioni sul profilo di riseup4rojava

Molte le azioni di protesta, solidarietà, boicottaggio e sabotaggio:
  • Blocco di molti aerei di linea della compagnia aerea turca, in Italia e altrove
  • bloccata a Roma la Rheinmetall, produttrice dei cannoni Oerlikon da 25mm pronti a partire verso la Turchia
  • in Germania sabotata la linea ferroviaria usata sempre da Rheinmetall per esportare il tank Leopard due e le sue munizioni
  • a Trento un gruppo di compagni si è posizionato davanti alla sede centrale dell’Unicredit di Trento con un grande striscione contro l’aggressione militare in Siria da parte dell’esercito turco
  • Nelle università, fondazioni e centri di ricerca si è messo in evidenza il legame tra ricerca accademica e comparto bellico
  • Il ruolo strategico dei porti per la Nato è stato evidenziato dai lavoratori portuali di Genova che continuano la mobilitazione contro l’uso bellico della logistica portuale

Sabato 26 Ottobre alle ore 14.30 (Milano – Palestro) contro la guerra in Siria del Nord. Per sostenere la resistenza della popolazione e delle Forze Siriane Democratiche.

I pullman partiranno alle ore 9.45 dalla piazza del mercato di Bussoleno, mentre alle ore 11.00 dal piazzale del Cimitero Monumentale di Torino
Costo: 10 euro A/R

allargamento del cantiere

20 Ottobre e l’allargamento del cantiere

Ipotesi allargamento del cantiere: date, dati, dubbi

Nella puntata odierna apriamo con un approfondimento sul possibile allargamento del cantiere: nessuna certezza, alcune informazioni e ipotesi.

Sempre nella puntata di giovedì 17 Ottobre

– Espropri in Clarea: barricate di carta. Trovate  la modulistica scrivendo a espropri@notavtorino.org

-Aderenze pericolose: affinità tra Moretti, ex a.d. di Ferrovie dello Stato, e la neo ministra di infrastrutture e trasporti De Micheli

-“Oggi paga Monti”: ordine di carcerazione per parecchi partecipanti all’iniziativa “caselli liberi” del 3 marzo 2012. Che fare sarà discusso in un coordinamento prossimo

-requisiti morali: il prefetto toglie altri permessi di guida con atto amministrativo, anche in assenza di reato. Piccolo punto sul ritiro delle patenti, pena accessoria e extra-giudiziaria ormai comune.

-“via dalla città” presentazione del libro e discussione all’edera occupata. Sarà presente l’autore

Notizie varie: Carcere delle Vallette, ai domiciliari sei agenti sospettati di torture ai detenuti. Autostrada per Torino chiusa dal 21 al 25 dalle 21:30 alle 5:00 nel tratto Oulx-Susa.Prove di nazismo: retata sul tram 4 a Torino: stesi a terra “sospetti pusher” da una squadra di 20 agenti. Torino: la 5 stelle Amore propone una targa per le bici contro i ciclisti indisciplinati…e altro ancora

Iniziative informative a Mompantero (qui pagina fb) e Almese

Polentata a S.Didero domenica 20 ore 13:00

Allargamento del cantiere…sappiamo quando sarà?

La data rimarrà segreta fino all’ultimo. Starà a noi sospettare bene. Ad oggi possiamo dire che:

  1. gli espropri non sono cominciati, anzi non tutti i proprietari hanno ricevuto la richiesta di cessione bonaria, che li precede
  2. la data del 20 Ottobre, secondo alcuni tecnici, ha più un valore formale che sul campo: si tratterebbe di una scadenza legata all’affido dei lavori di scavo che prescinde dal movimento di paletti
  3. ad oggi non sono segnalati movimenti di truppe o di cantiere
  4. per quanto riguarda gli operai, non si parla di assunzioni prima di due-tre mesi
  5. l’allargamento deve avvalersi della passerella pronta al lato del Clarea, ma per posarla è obbligatoria la presenza di una enorme GRU fissa che al momento non è presente sul luogo
  6. le massicciate dove deve poggiare la passerella vanno alzate

Però:

  1. non sarebbe la prima volta che anticipano il posizionamento di reti all’esproprio legale
  2. truppe ed operai si possono muovere all’ultimo e con discrezione
  3. l’allargamento è affidato a un consorzio di imprese capeggiato da F2 che lo possono realizzare con i propri operai
  4. la scadenza della domanda di posa della passerella è a giorni (richiesta il 15/10/2018, validità 12 mesi), dopodiché scade. E’ nel lor interesse farlo prima ma NON sono autorizzati (punti 5 e 6).

quindi non sarebbero né pronti né autorizzati, ma sappiamo come è andata al precedente allargamento, che hanno eseguito ugualmente manu militari.

qui, un precedente post sulle ditte coinvolte: forse possono dare indicazioni utili sul “quando”

qui di seguito potete ascoltare o scaricare la trasmissione:

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redazione, 17 ottobre

 

diretta dalla piazza di Salbertrand

Diretta dalla Piazza di Salbertrand

In diretta dalla piazza di Salbertrand

Radionotav racconta i futuri scenari nella piana dell’alta valle della Dora. Progetti, lavori, prospettive, impatto sulla vita e sulla salute nella trasmissione live dalla piazza di Salbertrand.

Ascolta la prima parte

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scarica dalla piazza di Salbertrand

qui invece trovi la seconda

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scarica dalla piazza di Salbertrand seconda parte

g7 di Biarritz

Dalla zad al G7 di Biarritz

G7 di Biarritz. In studio con noi due abitanti della Zad una zona in via di normalizzazione, ridotta ma capace ancora di essere un luogo di organizzazione per le lotte che attraversano il suolo francese. Suolo francese che, però, si estende anche sul paese basco del Nord e su Biarritz.

I compagni ci raccontano i legami creatisi sui due lati della frontiera che divide il paese basco sotto lo Stato nazionale Francese e quello Spagnolo. Dalla costruzione della capanna de L’Ambazada, a cura delle brigate di solidarietà basche, alla partecipazione al contro vertice a Biarritz e a Hendaie, la settimana del 23 Agosto, questi legami sono cresciuti.
Portandosi dietro anche una riflessione sulla nuova forma che potrebbe prendere l’internazionalismo, partendo proprio da legami di mutuo aiuto.

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#notav #zad #g7 #biarritz

delegazione no tav dai paesi baschi

delegazione no tav dai paesi baschi

la situazione del movimento contro il tav nei paesi baschi: nuovi progetti e nuove mobilitazioni

In visita in Val di Susa in occasione del festival alta felicità, una delegazione no tav dai paesi baschi è venuta in studio per parlare dei nuovi progetti di collegamento tra la Navarra, la Y basca e le altre regioni.
Un po’ di storia del movimento, lo stato dei lavori, i nuovi progetti con le varie alternative e le mobilitazioni a venire in un quadro politico molto differente da qualche anno fa.

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sfruttamento della manodopera migrante

Saluzzo: il sistema democratico di sfruttamento della manodopera migrante

A Saluzzo i braccianti agricoli, tutti migranti, bloccano il traffico. Dopo il brutto tempo dei giorni scorsi ottengono qualche tendone per ripararsi. Ma dietro la cosiddetta emergenza, si nasconde un meccanismo ormai oliato di sfruttamento della manodopera migrante, fondato sul ricatto lavorativo, permesso di soggiorno, minaccia di espulsione, “assistenza” da parte di enti caritatevoli, sindacati e cooperative, e ovviamente, corretto funzionamento della filiera agroindustriale

Chi ha detto che lo sfruttamento della manodopera migrante non possa essere fatto rispettando le “regole”?

A Saluzzo il sistema di sfruttamento lavorativo, ricatto del permesso di soggiorno, incombenza della reclusione nel CPR ed espulsione rappresenta ormai un modello ben perfezionato. Un sistema replicabile, che salva le apparenze, almeno formalmente. Media tra le esigenze di accettabilità sociale (abbastanza basse, a dire il vero), evitando disdicevoli  apparenze per la popolazione locale: “illegalità” (come dipendesse da loro!), spazzatura, accampamenti o tendopoli. Dall’altra, si garantisce il perfetto funzionamento della filiera agricola: lavoratori a costo zero perché le aziende agricole locali possano galleggiare ancora un po’ nella filiera agroalimentare.

Sindacati ed enti assistenziali

In tutto questo sindacati confederali e non, Caritas, cooperative cercano di calmierare la situazione offrendosi come ammortizzatore perché la micidiale macchina continui a funzionare. Il tutto ovviamente, dietro compenso: i migranti non hanno nulla, tranne i famigerati “badge” riconoscitivi per l’accesso al “PAS”, forniti dai gestori del “campo”. Fatta qualche tessera, l’ottenimento di qualche tendone a cui si accede a pagamento e con vincoli, insufficiente per tutti, ed anche osteggiato dai padroni perché anche a loro carico, viene sbandierata come una grande vittoria.

Grande distribuzione e latifondo

Nonostante lo sfruttamento della manodopera migrante, nonostante l’operato della polizia a sedare quei lavoratori che reclamano migliori condizioni, le aziende agricole chiudono.

Medie aziende, che si fronteggiano sul mercato della Grande Distribuzione Organizzata, con il suo sistema dell’asta a doppio ribasso. Nonostante la compressione del
“salario” dei lavoratori, le aziende non ce la fanno a competere e chiudono, cioè vendono. Così si crea anche qui, sempre più, quel latifondo agricolo, industrializzato, che è la causa del malessere dei lavoratori, dell’ambiente, ed anche dei consumatori.

Ne abbiamo parlato con Maurizio, di Metix Flow, che è passato di là.
Buon ascolto, se così si può dire.

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Per chi avesse Facebook, la pagina del comitato antirazzista saluzzese che si occupa della vicenda

mini tav

mini tav maxi balle

Cos’è la “mini tav”? Chi e perché la propone?

Per “mini tav” si intende la proposta salviniana (ma non è una novità) di realizzare il tunnel di base senza la stazione internazionale di Susa e senza il tunnel Avigliana-Rivoli. Cioè l’opera intera (il tunnel) con qualche dettaglio in meno.

Quale è la proposta alternativa di alcune amministrazioni locali?

L’amministrazione di Venaus ha proposto alle amministrazioni della Valle e ai ministeri competenti lo scavo di un secondo tunnel ferroviario del Frejus. Un raddoppiamento della linea storica, con una tratta ipotetica tra l’Alta Valle e Modane.  Idea che non viene dal coordinamento dei comitati, dal movimento, ma da alcuni amministratori. E’ stata accolta dal vicesegretario all’economia, la 5 stelle Laura Castelli.

Perché la proposta ha riscosso attenzione da giornali e politici?

Questa proposta, del tutto politica ma senza basi tecniche, non interessa ai fautori dell’opera, che non hanno nessun interesse per un’opera di pochi chilometri. Dall’altra, non interessa neanche al movimento no tav, che si è sempre schierato per l’opzione zero: no a nuovi tunnel (dannosi per la salute, il problema amianto rimane), sì alla messa in sicurezza del vecchio tunnel (già avvenuta ma migliorabile), ripensare il modello di sviluppo che abbisogna di infrastrutture sempre più grande e veloci.
Interessa invece al partito di governo 5 stelle. Internamente per questioni di equilibri loro, e come governo per trafficare e dar l’impressione che qualcosa stanno facendo. Finirà in nulla, finché, come per Tap e trivelle, potranno dire “ormai è troppo tardi”.

Opzione zero

Il movimento no tav rimane sulla posizione dell’opzione zero. Per quanto sia possibile, e si deve, migliorare la sicurezza del tunnel esistente, questa proposta serve solo a dare l’impressione che il movimento no tav   sia disposto a cedere, e passare dal no tav al come tav. Ovviamente non è così.

Nel movimento ormai non si mormora più, e anche se ormai la frittata è fatta, molti riconoscono che non solo non ci sono governi amici, ma neanche partiti amici. E che con il decreto sicurezza, bis e non bis, sarà più oneroso riprendere la lotta e bloccare i cantieri. Ma questa sarà la strada: lotta alla inevitabile apertura dei cantieri, presto o tardi. Con buona pace di chi ha creduto nei 5 stelle.

Appalti e cantieri

Sia detto con le dovute precauzioni, il cronoprogramma dovrebbe essere questo: inizio settembre partenza degli appalti. Dodici mesi per assegnare i lavori. Settembre 2020 partenza cantieri. Ma non si escludono colpi di mano precedenti, spianamenti di aree e opere propedeutiche. I piani regolatori di comuni sedicenti no tav lo permettono già, d’altra parte.

 

 

da soli vince il padrone

verso il 1 maggio: da soli vince il padrone

“Da soli vince il padrone”: questo il nome di una nuova esperienza torinese

Abbiamo sentito al telefono una partecipante al neonato esperimento  “da soli vince il padrone”. La questione del lavoro anima un gruppo di ragazzi accomunati da situazioni lavorative precarie, senza tutele e di sfruttamento.

Partiamo dal fatto che la frammentazione contrattuale e lavorativa riesce difficile identificare un “padrone” verso cui rivolgere richieste, recriminazioni e disprezzo, quando se lo merita.

Partiamo dal fatto che non si voglia fare una richiesta sindacale o nominare dei rappresentanti di questo ammasso di lavoratori, distanti per età, situazione, qualifica, tipo di impiego.

Ancora, partiamo dal fatto che le assemblee, aperte, si dedicano per ora a rintracciare i fili di questo discorso, a condividere storie ed esperienze.

Infine, partiamo dal fatto che la presa di coscienza della propria situazione è il primo passo per studiare eventuali passi in avanti, e abbiamo motivi e stato dell’arte del gruppo.

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per partecipare, inviare testimonianze, e conoscere i prossimi appuntamenti:

sabotaggio#autistici.org

fb lola corre (da soli vince il padrone)

gancio.cisti.org

senti la lotta