trasmissione del 22 febbraio

trasmissione del 22 febbraio, il podcast

La trasmissione del 22 febbraio, qui riassunta, scaricabile ed ascoltabile.
Gli argomenti di oggi:

Le stime di traffico che giustificano il tav sono sbagliate

Notizia di qualche giorno, ampiamente circolata, ma non giunta all’onore delle cronache mainstream. Il governo è costretto ad affermare che le stime di traffico da sempre sbandierate per giustificare il nuovo valico internazionale, sono del tutto sbagliate. Eppure c’è chi lo dice da due decenni, difficile dire che l’errore sia un fulmine a ciel sereno.
Nonostante questo, tutte le forze di governo sono sicure: il Tav si farà lo stesso. Perché? perché sì.

Bure: attacco ai luoghi della resistenza contro il previsto sito di stoccaggio di scorie nucleari

Da stamattina Bure sotto attacco e sgombero dei resistenti nel bosco di Lejuc. decine di camionette, sfondata la porta della “casa della resistenza”. Parte la mobilitazione, per rimanere aggiornati: zad di Bure

Olimpiadi 2026: i comuni dello sci si schierano a favore. Anche Plano accoglie la proposta

Nonostante nessuno voglia più ospitare olimpiadi a casa sua, troppo costose e per niente remunerative, c’è chi ci prova ancora. I comuni della via lattea spingono ufficialmente per una candidatura, sperando di invogliare la sindaca di Torino. Per ora, oltre ai soliti noti dell’area Pd, raccolgono l’appoggio di Plano.

Bussoleno antifascista

Dopo lo show dell’arresto di Giorgio “brescia” nei locali della Credenza, appuntamenti solidali e, stasera, ampia manifestazione a Torino per stanare il candidato premier dei fascisti del 3° millennio. Collegamento con un compagno di Torino che ha partecipato all’assemblea organizzativa

Migranti e frontiere

Breve aggiornamento sulla situazione. Chiusa la sala d’aspetto della stazione, i migranti vengono spostati nelle salette a loro dedicate rendendo difficile poterci parlare. Sembra confermata la strategia della prefettura che cerca di allontanare i migranti dalla frontiera attraverso le strutture “cuscinetto” come Croce Rossa e altri intermediari.

chiudiamo con appuntamenti e iniziative a venire. a giovedì prossimo

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vista delle contrade della zad

dopo l’aeroporto: aggiornamento dalle contrade della zad

Contrade è il titolo del libro sulla zad tradotto da Tabor edizioni: un colloquio con gli autori sulla situazione attuale

Una mezz’ora di chiacchierata per farci raccontare le “contrade” della zad dal punto di vista degli autori del libro “contrée” storie di zad e notav. Un libro che non contiene gli ultimi sviluppi. La storica decisione di abbandonare definitivamente il progetto di aeroporto è infatti recentissima. Quali prospettive si aprono ora? E quali nuove difficoltà? Come è evoluto il movimento contro l’aeroporto? E quello degli occupanti della zad?
La mauvaise troupe, autori del libro, rispondono alle nostre domande

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Troverete un sacco di notizie, audio e aggiornamenti sulla zad nella tag corrispondente

contrade

contrade: una recensione a cura di Sandro Moiso

Contrade: storie dalla Zad di Notre Dames de Landes e del movimento NoTav

Contrade è stato recensito da Carmilla.
Ce ne parla Sandro Moiso, al telefono con noi

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tutti gli approfondimenti sulla zad li trovate qui.
contrade

Bardonecchia: Croce Rossa porta i migranti a settimo

Bardonecchia: Croce Rossa porterà i migranti nel centro di Settimo

A Bardonecchia Croce Rossa ha istituito un trasporto dei migranti verso il centro migranti che gestisce a settimo torinese

La “saletta” della stazione per ospitare i migranti ora rimarrà aperta tutto il giorno. Per evitare che le persone che cercano di passare la frontiera siano visibili agli altri viaggiatori, la sala aspetto sarà vigilata da agenti privati. Questa l’idea che le ferrovie hanno di “sicurezza”: dopo il deragliamento di Pioltello, si investe in vigilanza invece di prevenzione.

Secondo quanto si apprende, la prefettura spinge perché tutti i migranti vengano reindirizzati verso il centro di Settimo, senza sanzione riguardo il loro percorso di accoglienza. Ma non tutte le persone che lì arrivano possono e vogliono rientrare in questo percorso. Perché la loro richiesta di asilo è stata respinta.  Oppure sono diventati irregolari. O vogliono chiedere asilo in Francia e non in Italia. Mille possono essere i motivi per cui queste persone non rientrano nella casistica prevista dalla legge.

Vero è che l’indirizzamento a Settimo è volontario e non coatto. Vero che vi sono dei “mediatori culturali” ingaggiati dai comuni a fare da cuscinetto. Ma resta un fatto: chi non sale sui pulmini targati CRI, sarà più facile bersaglio per le forze di polizia. Insomma, il sistema di gestione del flusso va raffinandosi.

Mediatori tra chi?

La stampa parla di Croce Rossa, di mediatori culturali e volontari. Ma si lasci scappare anche una verità: essi sono accompagnati da militari, ed ora anche da vigilantes “non armati”. Non ci sono violenze, problemi e costrizioni: ma di quale volontario dialogo si può parlare fronte alla minacciosa presenza delle forze dell’ordine, il cui apparire è sufficiente per far fuggire tutti i migranti (quando possibile)? Quanto può essere volontaria sotto questa velata minaccia la decisione di rinunciare a passare la frontiera? La mediazione, a chi serve, in nome di chi viene fatta e con quale obiettivo? Di certo non a favore dei migranti che vogliono passare la frontiera, altrimenti la soluzione sarebbe semplice: basterebbe aprirla. Ogni altro discorso sulle “buone intenzioni” dei “volontari” è fuorviante, a prescindere dalla buona fede.

Accoglienza?

Va ricordato che per quanto si possa ottenere richiesta di asilo (comunque non accettata per tutti), questa non viene poi automaticamente riconosciuta. Un’alta percentuale (parliamo grosso modo del 40%), dopo un periodo di tempo di almeno sei mesi, perde la qualifica e diventa a tutti gli effetti “clandestino”. Tante delle persone che cercano ora di passare il confine hanno visto negare la richiesta di asilo o hanno capito che non l’avranno. Per cui non possono o non vogliono rientrare in questo percorso farlocco. Parlare di richiedenti asilo, di accoglienza virtuosa o seconda accoglienza, può forse appagare un certo sentimento umanitario, ma non abbatte il meccanismo di sfruttamento dove tutto ciò termina inevitabilmente. Questa volta però vi risparmiamo il discorso sulla manodopera quasi gratuita che i migranti (anche quelli della seconda accoglienza) rappresentano per il territorio che li “ospita”.

I minori

Per quanto riguarda i minori, essi verranno indirizzati verso altre strutture di accoglienza, dove verranno sottoposti alle verifiche di rito. Dopodiché, se verranno ritenuti effettivamente minori, potranno accedere a percorsi di accoglienza specifici. Ricordiamo però che, in Francia specialmente, le procedure per il riconoscimento della minore età hanno una percentuale di rifiuto.

Bardonecchia: Croce rossa, forze dell’ordine, prefettura, ONG, mediatori, ognuno con il suo ruolo, ma tutti dalla stessa parte: evitare che si passi la frontiera illegalmente. Dall’altra parte ci sono i migranti. Facciamo le debite differenze, ma la situazione, in fondo, è chiara.

Se vuoi approfondire questo articolo consulta le tag e frontiere e migranti che affrontano la questione

gruppo stampa

La voce della ZAD: cos’è e come funziona il gruppo stampa

Il gruppo stampa: un punto nodale della comunicazione verso l’esterno. Come essere rappresentativi di tutti i punti di vista? Come non addossare le responsabilità a poche persone, e al tempo stesso stare al tempo accelerato dei media?

Abbiamo intervistato tre persone che fanno o hanno fatto parte del gruppo stampa della Zad di Notre Dame de Landes. Tre punti di vista che ci parlano dei compiti e delle difficoltà di uno dei punti più critici per un movimento variegato. Stare al passo con le dichiarazioni di ministri, eletti locali, stampa sempre all’attacco, e al tempo stesso rappresentare una assemblea grande e variegata. L’assemblea degli abitanti si riunisce una volta a settimana, e non tutti hanno smartphone e connessioni.
Il gruppo stampa lavora su un “mandato”, deciso e supervisionato dalla runione degli abitanti. Un mandato a tempo o su temi specifici (lo sgombero, i ricorsi legali, la criminalizzazione di un tale episodio), le cui direttive sono decise insieme. E periodicamente valutato dall’assemblea, che si esprime, corrrege, decide i passi successivi. Il gruppo stampa è un gruppo aperto, ma prevede un pò di formazione e di costanza per parteciparvi. E’ anche un gruppo in cui ci si “brucia” facilmente, perchè i ritmi sono pressanti.

Il difficile rapporto con i giornalisti

Avere rapporti con la stampa porta un mare di complicazioni, qui dove la differenza tra legittimo e legale porta conseguenze rilevanti per chi si batte contro l’aeroporto. L’accesso (o meno) alla zona per i giornalisti, per evitarne i sotterfugi o sgradevoli intromissioni nelle case, che non sono luoghi pubblici. Oppure tutelare gli abitanti della zad, anche chi non ha documenti o ha fogli di via. Fare dichiarazioni e conferenze stampa cercando di turnare i portavoce per non sovraesporli. Non creare dei “personaggi” mediatizzati ricattabili dalla stampa (o dai giudici). Ottenere che la stampa accetti dei portavoce camuffati, se necessario. Salvaguardare la diversità e la complessità dei punti di vista, perchè il movimento continui assere diversificato e rispettosi di tutti e tutte.
In generale, evitare i colli di bottiglia e l’accentramento delle responsabilità, mantenere la complessità dei vari punti di vista senza dover tutto decidere in assemblee fuori tempo massimo.

Un tentativo che cerca di risolvere la questione nel mondo mediatizzato e velocizzato di oggi, che ha portato comunque a “vincere la battaglia mediatica” secondo la stessa ammissione di alcuni politici pro-aereoporto

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scarica intervista al gruppo stampa della zad

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Ricordiamo l’appuntamento per il 10 febbraio: mettiamo radici al futuro!

gruppo stampa

10 febbraio

radio no tav trasmissione 1 febbraio - Pioltello

1 febbraio, le novità della settimana – con registrazione audio

Adeguamento TAV della linea per Torino: soldi, trucchi e strategie dell’osservatorio. Deragliamento di Pioltello: le cause profonde dalla privatizzazione ad oggi del trasporto ferroviario. Migranti: cariche a Monginevro e aumento del controllo…

Puntata di giovedì 1 febbraio

Osservatorio e adeguamento della tratta in bassa valle

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(la registrazione audio è parziale, c’è solo la parte finale)

L’osservatorio cerca di accreditarsi non più come “gestore” della questione tunnel, ma anche della interconnessione con la tratta nazionale. Per questo cambia nome e invia una lettera alle amministrazioni dellla valle. La firma è di Foietta ma l’ordine arriva da Roma (Boschi).
In vista delle elezioni non è un caso il pullulare di iniziative propagandistiche e incontri vari. Ma l’invito di Foietta, che ci tiene a specificare che l’osservatorio “non è vincolante”, è al solito una trappola. La Conferenza dei Servizi preferisce infatti parlare con l’Osservatorio che con i singoli comuni. Osservatorio che, essendo stato fatto proprio per aggirare le volontà locali, non tiene mai conto delle opinioni contrarie. E che va avanti nonostante molti comuni non vi aprtecipino. Trucchi chiamati “partecipazione”.

L’incidente di Pioltello

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Ennesimo incidente, come al solito predetto dai lavoratori delle ferrovie. Ma la mancanza di prevenzione e di sistemi di controllo, ha radici profonde. Andiamo a cercarle leggendo il contributo di due ferrovieri, Matteo e Salvatore. Il primo è manutentore ferroviere, il secondo è stato ferroviee negli anni ’60-70. La lunga storia dell’alta velocità risale indietro di decenni, dalle battaglie dei ferrovieri e dei pendolari, da sempre in lotta contro la deviazione dei fondi ottenuti col traffico pendolare verso i treni di lusso. Una volta erano i “rapidi”. Poi gli “intercity”. Ora, il tav. Nel frattempo però il trasporto pubblico non è più un servizio, ma un’impresa a fini di lucro. Ed ecco che, per aumentare i profitti, non solo si risparmia, quindi niente sistemi di emergenza che non sono obbligatori, ma si spremono di più i lavoratori. Il sistema dell’uomo morto, per dimezzare i macchinisti alla guida, è un esempio come altri. E per rendere sicuri i treni si installano…le telecamere!

Tutto ciò non basterebbe senza la vittoria sui lavoratori, con i sindacati confederali che hanno accettato, per esempio, la cosiddetta “Commissione di Garanzia” che impedisce gli scioperi e precetta i lavoratori con le “fasce di garanzia” anche al di fuori di situazioni di emergenza. Ed anche in occasioni di gravi eventi, come la strage di Andria dove si sono scontrati due treni pendolari su una tratta binario unico. Tratta in gestione privata, tra l’altro. Poi ancora, parliamo del sistema degli appalti, per una volta non dal punto dei vista delle imprese, ma da quello dei lavoratori. Sono questi, infatti, che pagano i profitti per due padroni e non uno solo, con l’inquadramento salariale più basso, la precarietà, i ritmi di lavoro accelerati.

I brani letti sono tratti da “Tirare il freno di emergenza” Lampi di storia sulle ferrovie in Italia. Quaderni di “fine corsa”, Agosto 2017

Monginevro, migranti e polizia

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Brevemente perchè la puntata volgeva al termine, ci siamo fatti raccontare gli ultimi fatti sul passaggio dei migranti attraverso la valle. Nei giorni scorsi pare che una linea di trasporti a Monginevro abbia negato a dei ragazzi di salire sull’autobus per Briançon, nonostante avessero il biglietto. La situazione sembra si sia aggravata con l’arrivo dei gendarmi, con qualche botta, inseguimento e cadute per cui uno dei ragazzi migranti sarebbe stato portato in Ospedale.
Inoltre anche sul lato italiano ci sono stati problemi. Senza alcuna copertura legale, pare che un autista di autolinee francesi, in servizio navetta per il tgv, abbia tentato d non far usare l’autobus ai ragazzi che cercavano di salire. L’autobus è ad uso esclusivo dei clienti TGV. Nonostante il direttore delle autolinee non volesse farli salire, alcuni solidali hanno spiegato che non solo non poteva negarsi a trasportare dei apsseggeri in base al colore della pelle, ma che è responsabilità di persone come lui che poi le persone sono costrette a passare nella neve sui passi alpini rischiando la vita.

Comunque pare che oltre ad essere aumentata la pressione della polizia francese, che pattuglia con le motoslitte, ci sia più collaborazione con quella italiana. La situazione, insomma, sembra intesirsi. Resteremo informati e cercheremo di dare più spazio nelle prossime puntate

incidente ferroviario di Andria

incidente ferroviario di Andria

podcast del 25/1

Podcast del 25/1, la trasmissione completa

Zad: vittoria amara con la minaccia di sgombero, conflitti sulla route de chicanes; Chiomonte, finanziati due appalti aggiuntivi sul tunnel geognostico “maddalena 1”; migranti: continuano i passaggi di frontiera, aggiornamento TAP e altro ancora!

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scarica la trasmissione di giovedì 25 gennaio

i contenuti che troverai nel podcast del 25/1:

Zad, dopo la vittoria sull’aeroporto la situazione nella “zona da difendere”

Festeggiato degnamente l’abbandono del progetto dopo una lotta durata 50 anni, il governo preme per una contropartita: il ripristino della “legalità”. Dove legalità sarebbe la fine della gestione delle terre fuori dalle logiche commerciali di sfruttamento. Sarebbe la fine dei progetti di reinsediamento agricolo, fine degli spazi comunitari, di accoglienza, culturali e organizzativi. Sarebbe la fine delle “zone non motorizzate” e di rinaturalizzazione. Fine della produzione agricola gratuitamente destinata a lotte, mense popolari, scioperianti. Appuntamento per dare sostegno alla Zad il 10 Febbraio.
Oltre a questo, facciamo un approfondimento sulla route de chicanes, liberata questo lunedì. La via era un simbolo della resistenza che ha impedito lo sgombero nel 2012 e il suo uso ha creato non poche divergenze nel composito movimento anti-aeroporto.
Dietro, però, troviamo i classici dilemmi: come prendere le decisioni insieme, come conciliare punti di vista diversi senza fare forzature che finiscono coll’indebolire il movimento.

Cantiere di Chiomonte: nuovi inutili appalti

Per come è fatto il sistema di appalti, bisogna pur sempre far qualcosa, un buchetto qui, una palata di terra là. L’importante è non fermare mai il flusso di denaro in entrata, essere sempre lì a chiedere un avnzamento lavori, non uscire mai dal giro degli appalti.
Ecco sono stati elargiti altre centiania di migliaia di euro per delle nicchie, da scavare, riempire, ritappare. Prendi di qui, metti di là…peccato si tratti di “rocce verdi” (non si parli di amianto, per carità. E già che ci siamo, tombiamo insieme anche un pò di materiali contaminati, a mò di smaltimento. Avanti, c’è lavoro!

Migranti: la situazione

Un aggiornamento sulle necessità (scarponi, calzettoni, berretti, guanti) di chi cerca di passare la frontiera. La neve non è più così soffice da impedire di avanzare, però le alte temperature hanno creato pericolosi lastroni di ghiaccio. Occhio!
Alcune riflessioni su possibili futuri sviluppi quando la neve non ci sarà più.

varie eventuali

abbiamo ancora parlato di Afrin e dell’attacco turco ai territori confederali delNord ella Siria, ricordato Cintu, bandito no tav di Bussoleno che ci ha lasciati, ricordato le inziative no tap che ci sarnno a Torino in questi giorni e fatto un aggiornamento.

buon ascolto con il podcast del 25/1!

Ciao e a settimana prossima
podcast del 18 gennaio

podcast del 18 gennaio

La registrazione dell’ultima trasmissione nel podcast del 18 gennaio

Contenuti:

ZAD di notre Dame de Landes: è vittoria contro l’aeroporto

Il governo francese ha deciso che il progetto di aeroporto sarà definitivamente abbandonato. Vittoria storica del movimento: lettura del loro comunicato e aggiornamento sulla situazione attuale. Il governo come contropartita chiede la liberazione immediata dell’accesso alla “zona da difendere” e pone l’ultimatum del 30 marzo per l’evacuazione della zona, dopodiché avverrà lo sgombero di forza. Approfondimento sulla questione delle terre, della loro redistribuzione, del futuro della zad, dei suoi insediamenti e progetti. Per ora l’appuntamento è per il 10 febbraio.

vetrine

Quelli che pretendono di costruire il Tav in questo momento non stanno scavando. Piuttosto si adoperano in innumerevoli iniziative sul territorio per comprarsi l’appoggio di differenti settori della valle.
Dopo la bonifica con cane anti-esplosivi, conferenza di servizi a Torino, in vista degli ultimi passaggi per l’approvazione della variante di progetto. Presenti Regione, Città metropolitana, Unione dei comuni, funzionari vari. Salbertrand ha portato varie lamentele sulla custodia dell’area da bonificare che gli è stata affidata nei pressi della stazione. Mancano i soldi…
a fare la ricognizione sull’area, la ditta del Sindaco di Gravere Nurisso.

Chiomonte: a nome del comune parla, al solito, Imprend’Oc. L’associazione di commercianti chiede soldi per valorizzare il patrimonio edilizio da destinare agli operai Tav.
Venaus chiede l’interramento del cavidotto che dovrebbe passare sul suo territorio.
Non invitati alcuni sindaci interessati dalla variante, in particolare Caprie. Il sindaco che era presente non ha titolo per parlare, perché non invitato.
Numerose le osservazioni, a cominciare dall’illuminazione del cantiere di Salbertrand, presentato come non illuminato. In verità non sarà così quando il sito diventerà di interesse strategico militare.

No TAP, aggiornamento e iniziative a Torino

Rinato il presidio no tap in mezzo agli ulivi, e recapitati altri fogli di via agli attivisti.
Iscritti nel registro degli indagati per truffa i vertici di tap. L’indagine parte dalla denuncia fatta da alcuni sindaci sull’applicazione della direttiva Seveso.
L’opposizione popolare è viva e vegeta, anzi aumenta di numero nonostante l’innalzarsi della repressione.
E’ partita una carovana su tutto il territorio italiano ripercorrendo il tracciato del metanodotto. Il no tap tour terminerà il 27 gennaio a Milano.

Strade insicure e guerra nucleare

Dalla caserma Santa Barbara, a San Siro di Milano, escono migliaia di militari ogni giorno per affiancare la Polizia, con funzioni di ordine pubblico. Durante il presidio di protesta per una volta i militari sono rimasti in caserma. Ma l’obiettivo è denunciare la normalizzazione di questa presenza, mascherata da operazione di sicurezza. La presenza costante di militari in strada serve ad abituare la popolazione a una “normalità” che è tipica delle dittature. Ma l’uso dei militari nelle operazioni civili è sempre più amesso, pensiamo al cantiere tav…
Rilancio della manifestazione nazionale a Ghedi il 20 gennaio, contro la guerra e l’armamento nucleare.

A giovedì prossimo sulle frequenze di radioblackout.org o in podcast!

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zad sgombero dal 30 marzo

Il primo ministro francese Edouard Philippe ha dichiarato che sulla zad va ripristinato lo stato di diritto

“zad sgombero possibile a partire dal 30 marzo”
Gli occupanti illegali dovranno lasciare la zona entro il 30 marzo, quando finirà la “tregua invernale”. Dopodiché se l’abbandono non sarà stato volontario procederanno con lo sgombero manu militari.

Già inviati a Nantes e Rennes diversi battaglioni di polizia, centinaia di effettivi sarebbero già pronti a intervenire. Ultimatum per la route de chicanes e per le altre vie di accesso, devono essere liberate entro fine settimana prossima altrimenti ci sarà l’intervento d’autorità-
Rimane l’appuntamento per il 10 febbraio.
seguiranno aggiornamenti
https://www.facebook.com/radionotav
le informazioni più aggiornate sul sito della zad

comunicato della zad sull'abbandono del progetto da parte del governo

comunicato della zad sull’abbandono del progetto da parte del governo- aggiornato

Pubblichiamo il comunicato comune del movimento anti-aeroporto in seguito alla decisione presa dal governo:

17 gennaio 2018
Questo pomeriggio, il governo ha finalmente annunciato di abbandonare il progetto di aeroporto di Notre-Dame-des-Landes
La dup (dichiarazione di utilità pubblica) non sarà ufficialmente prolungata. Il progetto sarà dunque definitivamente annullato l’8 febbraio
Si tratta assolutamente di una vittora storica fronte a un progetto distruttore di gestione del territorio. Ciò è stato possibile grazie a un movimento di lunga durata tanto determinato quanto variegato.
Oggi vogliamo innazitutto salutare calorosamente tutte quelle e quelli che si sono mobilitati contro questo progetto d’aeroporto nel corso degli ultimi 50 anni.

Per quello che riguarda il futuro della zad, l’insieme del movimento riafferma fin da oggi:
-La necessità per le contadine-i e le-gli abitanti espropriati di recuperare in pieno i loro diritti al più presto.
-Il rifiuto di ogni sgombero di coloro che sono venute-i ad abitare nel bocage negli ultimi anni per difenderlo e che desiderano di continuare a viverci così come di prendersene cura
-La volontà di incaricarsi a lungo termine delle terre della zad da parte del movimento in tutta la sua diversità -contadini, naturalisti, residenti, associazioni, vecchi e nuovi abitanti.
Per metterlo in pratica, avremo bisogno di un congelamento della ridistribuzione istituzionale delle terre. In futuro, questo territorio deve restare uno spazio di sperimentazione sociale, ambientale e agricola.
Per quel che concerne la questione della riapertura della strada dipartimentale D281 (la strada delle “chicanes” n.d.t.), chiusa dai poteri pubblici nel 2013, il movimento stesso si impegna a dare una risposta. La presenza o l’intervento della polizia non farebbe altro che peggiorare la situazione.

Noi desideriamo peraltro, in questa giornata memorabile, mandare un forte messaggio di solidarietà alle altre lotte contro grandi progetti devastatori e per la difesa dei territori minacciati.
Invitiamo a convergere in massa il 10 febbraio sul bocage per festeggiare la fine del progetto d’aeroporto e per continuare la costruzione del futuro della zad.

Acipa, Coordinamento degli oppositori, COPAIn 44, Naturalistes en lutte, abitanti della zad.

Per saperne di più

più informazioni sul sito della zad, che ha anche una pagina in italiano
su radio onda d’urto
e sulla nostra tag zad
e su tg valle susa

comunicato della zad sull'abbandono del progetto

comunicato della zad sull’abbandono del progetto

Breve aggiornamento:

Si prepara ora il seguito della resistenza, quello contro lo sgombero della zad, delle cabannes, dei progetti agricoli “non conformi”. Il futuro della zad è tutto da difendere, contro l’agricoltura industriale, contro la distruzione del bocage per lo sfruttamento intensivo. E ancora perchè le terre siano gestite dal movimento di contadini, occupanti, ecologisti, abitanti e non dalle grosse corporazioni. Il governo ha già fatto convergere su Nantes 7 squadre di effettivi e si prepara allo scontro per sgomberare tutti coloro che “non hanno titolo” per restare. Ma i resistenti, tutti e non solo i contadini, sono comunemente d’accordo perchè gli insediamenti di difesa sorti negli ultimi dieci annirestino dove sono. L’appuntamento è per il 10 febbraio!

zad

zad

senti la lotta