da soli vince il padrone

verso il 1 maggio: da soli vince il padrone

“Da soli vince il padrone”: questo il nome di una nuova esperienza torinese

Abbiamo sentito al telefono una partecipante al neonato esperimento sulla questione del lavoro che anima un gruppo di ragazzi accomunati da situazioni lavorative precarie, senza tutele e di sfruttamento.

Partiamo dal fatto che la frammentazione contrattuale e lavorativa riesce difficile identificare un “padrone” verso cui rivolgere richieste, recriminazioni e disprezzo, quando se lo merita.

partiamo dal fatto che non si voglia fare una richiesta sindacale o nominare dei rappresentanti di questo ammasso di lavoratori, distanti per età, situazione, qualifica, tipo di impiego.

partiamo dal fatto che le assemblee, aperte, si dedicano per ora a rintracciare i fili di questo discorso, a condividere storie ed esperienze.

partiamo dal fatto che la presa di coscienza della propria situazione è il primo passo per studiare eventuali passi in avanti, e abbiamo motivi e stato dell’arte del gruppo.

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per partecipare, inviare testimonianze, e conoscere i prossimi appuntamenti:

sabotaggio#autistici.org

fb lola corre (da soli vince il padrone)

gancio.cisti.org

finca alemania

finca alemania: autogestione e difesa in una comunità in lotta

Finca Alemania è un territorio di 600 ettari occupati, dove alcune comunità locali messicane vivono in autonomia politica e materiale.

Dopo i recenti attacchi alla comunità, attorniata da narcotraffico, progetti neoliberisti, grandi proprietari esercito e paramilitari, ne abbiamo parlato con alcuni compagni del nodo solidale.

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Semillas de libertad, un video documentario per conoscere questa realtà, sarà presentato a Radio Blackout venerdì 19 alle ore 21 e sabato 20 alla Credenza di Bussoleno alle 17

giovedì 11 aprile: trasmissione completa

No tav e lavoro: 1 maggio, Taranto e l’Ilva. Divieto prefettizia di accesso alla Clarea, valutazione del corteo di Roma. Iniziative a Meana e Cels ricordando “la battaglia della ferrovia” del 1943 e via crucis notturna in Clarea

La trasmissione completa di giovedì 11 aprile. Il tema del lavoro irrompe nel dibattito. Mentre i sindacati padronali manifestano con le madamine “sì tav subito”, un altro operaio muore nei cantieri del terzo valico.

I ragazzi del friday4future stanno di qua o di là? In vista della loro prima assemblea nazionale li abbiamo visti sia a roma nella marcia contro il clima e le grandi opere, sia a Torino con le “madamine”.

Mentre a Torino insieme al 1 maggio, dove tradizionalmente i sindacati padronali vengono contestati, i lavoratori atipici si organizzano autonomamente: “da soli vince il padrone“.

Intanto il nuovo questore, parlando di anni 70, ordine pubblico e inspiegabili solidarietà, appoggia una nuova ordinanza prefettizia di divieto di transito in Clarea dalle 20 alle 7 fino al 30 settembre. Ma domani ci sarà la prima iniziativa a infrangerla: la via crucis organizzata dai Cattolici per la vita della Valle.

Sarà invece dai Martinetti di S. Giorio fino a Meana la passeggiata sui luoghi della “battaglia della ferrovia” che nel ’43-’44 vide compiersi numerosi atti di sabotaggio alla linea ferroviaria utilizzata dai Nazi-Fascisti. Il libro che narra queste vicende, sarà presentato presso l’Associazione Clapìe a Cels giovedì 18 aprile

“cisti”: un altro social è possibile

CISTI è il nome del nodo torinese di un nuovo social

Cisti è orizzontale e non controllabile da corporazioni e governi, e gestito direttamente dagli utenti stessi

Ne abbiamo parlato al telefono con uno degli sviluppatori

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sabato 6 aprile presenteranno il progetto in Valle di Susa, alle ore 16:30 presso l’associazione culturale Clapìe

un altro social è possibile – Associazione Clapìe

“Da anni ormai, nostro malgrado, i social media sono diventati uno dei principali strumenti di comunicazione e di informazione.
Sono gratuiti, veloci, colorati e gratificanti, ma tutto questo, in realtà, ha un prezzo.
La comunicazione per via telematica nasce con le prime BBS nei lontani anni 70, ma è solo a partire dal nuovo millennio (Facebook nasce nel 2004) che il fenomeno ha inziato ad interessare le masse.
Oggi questi strumenti hanno praticamente preso il controllo delle nostre vite e con sofisticati algoritmi, sono in grado di costruire la nostra rete sociale, le nostre abitudini, i nostri spostamenti, i nostri interessi, addirittura di anticiparli e di orientarli.
L’utilizzo inconsapevole di questi strumenti porta sempre di più ad allontanarsi dalla vita reale ed a interagire con il mondo in maniera sempre più “virtuale”.

Per chi oggi decida di non voler sottostarea questo regime da “Grande Fratello”, le alternative possibili sono solo due:
– rifiutare la tecnologia tout court (luddismo)
– scegliere strumenti alternativi ed usarli consapevolmete.

Oggi esistono valide alternative ai social media mainstream. Queste, sono basate su codice aperto, sono autogestite e fuori dalle leggi del mercato.

Il 6 Aprile, alle 16:30 ci troviamo al Cels per parlarne insieme.
A voi la scelta”

manifestazione di interesse

Tav sì o no?

Lo faranno? Appunti sulle mosse del governo.

Settimane di notizie sui giornali e dichiarazioni contraddittorie non aiutano a chiarire quale sia l’effettiva portata delle decisioni del governo. Ma nel dubbio, tutto va avanti, anche se più lentamente

Carte e cartacce: la manifestazione di interesse

A livello tecnico, l’iter è stato rallentato, ma ha continuato il suo corso. Le speranze nel governo 5 stelle si sono rivelate mal riposte. Ma come spesso in politica, per non perdere la poltrona cercano di dare un colpo al cerchio e uno alla botte…. che però continua a rotolare.

Così è da leggersi la manifestazione di interesse per il tunnel di base. Ribadiamo che neanche un metro di tunnel di base è stato scavato, ma tutto è pronto perché si inizi. L’iter procedurale è quello classico degli appalti pubblici. Vero è che la manifestazione di interesse prevede la possibilità di non dar luogo a procedere all’opera senza penali, ma servono condizioni politiche che se non ci sono ora, difficilmente ci saranno fra sei mesi. In più, ciò che ora poteva essere bloccato dal ministero, sembrerebbe che poi dovrà essere votato dal parlamento (dove non c’è e non ci sarò una maggioranza no tav), e convalidato anche dal governo francese

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Rinvio appalti del tunnel di base, area archeologica, manifestazione a Monginevro, scuola Diaz

giovedì 21, il podcast della trasmissione

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scarica rinvio appalti

Telt e il rinvio appalti per il tunnel di base

Telt rimanda di un mese l’annuncio dei bandi di gara d’appalto per il tunnel di base. Il ministero ipotizza danni erariali in caso contrario, ma nel frattempo ci saranno le europee. Calendarizzata alla camera la discussione di revisione integrale del progetto: avranno i 5 stelle la capacità di fare ciò che finora non hanno fatto? E perché  non hanno toccato il cda di Telt, come invece hanno fatto per altri enti? Ne parliamo al telefono con Max, di Tg Vallesusa.

Avanà, non c’è divieto ma la digos scalpita

ieri tradizionale pranzo no tav a Chiomonte, che si è spinto fino alla Maddalena. Dopo una passeggiata nella zona archeologica, le forze dell’ordine vagheggiano di una misteriosa ordinanza che però non esiste, e trattengono a lungo i liberi passeggiatori…

Monginevro

Contro il colonialismo e le sue frontiere. In risposta all’appello giunto da Bayona, un appuntamento alla frontiera locale per dire no al colonialismo, alle frontiere, allo sfruttamento.

Diaz

Anche questa settimana ascoltiamo il racconto di un compagno che ha subito “un pò di scuola Diaz” sulla sua pelle. Ieri presidi in molte città italiane sotto le sedi della Lega, che ha invocato attraverso un suo rappresentante la cura alla Diaz contro chi si oppone ad arresti, sgomberi, decreto sicurezza… insomma all’operato del governo e dei suoi  rappresentanti locali.

 

Tav, costi-benefici: un’analisi di Mario Cavargna, Pro Natura Piemonte

“Molti dubbi sorgono dall’analisi tecnica, fatta da persone oneste e indipendenti dai partiti. Probabilmente l’analisi ha avuto un mandato piuttosto circoscritto e nonostante abbia molti meriti, molti costi non sono stati contemplati, a partire dai costi sulla salute, i più facili da contabilizzare”
I 5 stelle hanno massacrato tutti i movimenti a cui avevano fatto promesse, sul tav sembrerebbe vogliano arroccarsi.”

Ma il vero trucco è contenuto nel secondo dossier, quello giuridico, che lascia aperte le porte alla resa non essendo chiaro e definitivo riguardo possibili “penali”. Che non esistono, o meglio non esiste nessun accordo specifico in materia. Il fatto però che non abbiamo voluto seguire nessuna delle indicazioni dei tecnici espressi dal Movimento No Tav, dà l’impressione che i 5 stelle abbiano già svenduto anche i no tav, ma vogliono salvarsi la faccia dando la responsabilità a Salvini o ai trattati.

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scarica analisi costi-benefici di M. Cavargna

Costi-Benefici e stato di polizia

costi-benefici

scuola Diaz… Torino

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scarica prima parte costi-benefici e stato di polizia

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Analisi costi-benefici: pronta la scappatoia sul retro

La costi-benefici non è poi così negativa, perchè non contempla molte cose. Ma soprattutto, come farà questo governo a bloccare l’opera, visto che i 5 stelle non hanno i numeri? E come faranno a salvare la faccia? Un’analisi di Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Piemonte

Sembrerebbe infatti che la scappatoia non sia nell’analisi costi-benefici, ma nel secondo dossier tecnico-giuridico. Un dossier che lascia molti dubbi e volutamente non affronta come dovrebbe la questione delle presunte penali. Penali che non sarebbero dovute, come previsto dai regolamenti sugli appalti, insieme ai finanziamenti europei che, se non utilizzati non vengono erogati, ma se sono stati spesi non vanno resi.

“I 5 stelle ci hanno già venduto”

Anche i più fiduciosi nel partito pentastellato si aspettano sorprese a questo punto. Di Maio mette le mani avanti, lasciando intendere che l’accordo con Salvini prevedeva lo stop alla tav… Ma c’è o non c’è uno scambio?

Il movimento no tav è contro al supertreno né qui né altrove, né ora né mai. Continuerà a battersi contro le grandi opere, tutte le grandi opere, anche quelle che il governo 5 stelle- Lega ha portato avanti. Continuerà la sua opposizione come sempre, con tutti i mezzi finora utilizzati, dalle barricate di carta a quelle vere, dalla resistenza passiva al sabotaggio.

Stato di polizia: tutti in riga!

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Dallo sgombero dell’Asilo alla resistenza generale

Tanti, tantissimi. Tantissimi e arrabbiati. Salvini arriviamo!

Doveva succedere prima o poi e finalmente è successo. Prima o poi qualcuno si sarebbe incazzato e così è stato. Mamme migranti col passeggino, abitanti del quartiere, balonari, centri sociali e case occupate, Riders in bicicletta e gente che si arrangia, che fa i “lavoretti”. Non la Cit Turin madamina, ma la Torino dei quartieri popolari. Torinesi e provinciali. Gente da tutta Italia.  Tanti giovani, quelli che non vedi mai ai cortei.

E tutti che hanno capito una cosa. Non si difende solo “questa” casa occupata, le sue parole d’ordine. Si difende un simbolo ma si difende soprattutto un’idea. Non siamo “anacronismi” come dice il questore Messina o “teppisti” come vuole Salvini. Siamo il corpo vivo della società che non accetta la direzione in cui vanno le cose.

Partendo da una piccola questione certo, che si chiama quartiere Aurora, Torino, pianeta terra.  Quartiere dove  centri direzionali, scuoline d’autore, mercati di lusso, bar da “movida” e destinazione turistica sostituiscono il Balon, i panettieri, i bar da dopolavoro, le officine, le case e gli affitti contenuti.

Una questione che non tocca solo l’Asilo occupato, non tocca solo quel quartiere.  E non tocca solo gli italiani.

Lo sgombero dell’Asilo, offerto dal questore Messina al ministro dell’interno, parte da un’inchiesta sulla lotta ai lager per migranti. Qualcosa che chi non ha permesso di soggiorno, o per non perderlo accetta qualsiasi condizione di lavoro, conosce bene. Qualcosa che conosce bene chi decide di attraversare le “montagne del me piemont” perché questo governo ha tolto il permesso di soggiorno umanitario, illegalizzando migliaia di persone con un colpo di penna.

In questa convergenza si spiega la perfetta assonanza tra l’amministrazione cittadina di Chiara Appendino e il ministro del terrore, Matteo Salvini. Voci che si fondono, dal pasionario pro Tav Esposito, al senatore Airola, ai marrone e alle Alessi (fdI). Il governo 5 Stelle – Lega ormai ha fatto abbastanza perché possa essere giudicato dai fatti, e non da parole e slogan. La pacchia è finita: ma stavolta lo diciamo noi. C’è una nuova generazione che a tutto questo ha deciso di opporsi, e finalmente la rabbia esplode e si fa concreta.

A chi finge di indignarsi per le vetrine della Smat, che taglia l’acqua ai morosi, o per le macchine dell’Eni, sporche di sangue e di petrolio, lasciamo i giornali benpensati e gli slogan delle “madamine”.

Abbiamo troppa umanità per preoccuparci di quattro vetrine.  Ci auguriamo sia solo l’inizio.

 

 

senti la lotta