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Zad, zone à defendre di Notre Dame de Landes

la zad  è una occupazione di 1600 ettari di terreni agricoli sul luogo dove è previsto, dagli anni ’70, un aeroporto intercontinentale. Il movimento è molto composito e vede la presenza di agricoltori, abitanti locali, occupanti venuti da vicino e da lontano. tutti sono giunti rispondendo alla chiamata ad occupare le terre fatta dai collettivi di agricoltori. La “zone à defendre” gode anche del sostegno di moltissimi comitati di difesa in tutta Francia.

In questa sezione troverai interviste al movimento di difesa, approfondimenti sul suo funzionamento e sulle sue proposte. Inoltre troverai iniziative, aggiornamenti, appelli e messaggi della Zad al Movimento no tav. Abbiamo poi intervistato molti degli abitanti chiedendo loro come si è strutturato il movimento a distanza di qualche anno dal tentativo fallito di sgombero.

La voce della ZAD: cos’è e come funziona il gruppo stampa

Il gruppo stampa: un punto nodale della comunicazione verso l’esterno. Come essere rappresentativi di tutti i punti di vista? Come non addossare le responsabilità a poche persone, e al tempo stesso stare al tempo accelerato dei media?

Abbiamo intervistato tre persone che fanno o hanno fatto parte del gruppo stampa della Zad di Notre Dame de Landes. Tre punti di vista che ci parlano dei compiti e delle difficoltà di uno dei punti più critici per un movimento variegato. Stare al passo con le dichiarazioni di ministri, eletti locali, stampa sempre all’attacco, e al tempo stesso rappresentare una assemblea grande e variegata. L’assemblea degli abitanti si riunisce una volta a settimana, e non tutti hanno smartphone e connessioni.
Il gruppo stampa lavora su un “mandato”, deciso e supervisionato dalla runione degli abitanti. Un mandato a tempo o su temi specifici (lo sgombero, i ricorsi legali, la criminalizzazione di un tale episodio), le cui direttive sono decise insieme. E periodicamente valutato dall’assemblea, che si esprime, corrrege, decide i passi successivi. Il gruppo stampa è un gruppo aperto, ma prevede un pò di formazione e di costanza per parteciparvi. E’ anche un gruppo in cui ci si “brucia” facilmente, perchè i ritmi sono pressanti.

Il difficile rapporto con i giornalisti

Avere rapporti con la stampa porta un mare di complicazioni, qui dove la differenza tra legittimo e legale porta conseguenze rilevanti per chi si batte contro l’aeroporto. L’accesso (o meno) alla zona per i giornalisti, per evitarne i sotterfugi o sgradevoli intromissioni nelle case, che non sono luoghi pubblici. Oppure tutelare gli abitanti della zad, anche chi non ha documenti o ha fogli di via. Fare dichiarazioni e conferenze stampa cercando di turnare i portavoce per non sovraesporli. Non creare dei “personaggi” mediatizzati ricattabili dalla stampa (o dai giudici). Ottenere che la stampa accetti dei portavoce camuffati, se necessario. Salvaguardare la diversità e la complessità dei punti di vista, perchè il movimento continui assere diversificato e rispettosi di tutti e tutte.
In generale, evitare i colli di bottiglia e l’accentramento delle responsabilità, mantenere la complessità dei vari punti di vista senza dover tutto decidere in assemblee fuori tempo massimo.

Un tentativo che cerca di risolvere la questione nel mondo mediatizzato e velocizzato di oggi, che ha portato comunque a “vincere la battaglia mediatica” secondo la stessa ammissione di alcuni politici pro-aereoporto

[audio:groupe-presse-finito.mp3]
scarica intervista al gruppo stampa della zad

tutti gli approfondimenti sulla zad li trovate qui

Ricordiamo l’appuntamento per il 10 febbraio: mettiamo radici al futuro!

gruppo stampa
10 febbraio

Podcast del 25/1, la trasmissione completa

Zad: vittoria amara con la minaccia di sgombero, conflitti sulla route de chicanes; Chiomonte, finanziati due appalti aggiuntivi sul tunnel geognostico “maddalena 1”; migranti: continuano i passaggi di frontiera, aggiornamento TAP e altro ancora!

[audio:2018-01-25-registrazione-radionotav.mp3]
scarica la trasmissione di giovedì 25 gennaio

i contenuti che troverai nel podcast del 25/1:

Zad, dopo la vittoria sull’aeroporto la situazione nella “zona da difendere”

Festeggiato degnamente l’abbandono del progetto dopo una lotta durata 50 anni, il governo preme per una contropartita: il ripristino della “legalità”. Dove legalità sarebbe la fine della gestione delle terre fuori dalle logiche commerciali di sfruttamento. Sarebbe la fine dei progetti di reinsediamento agricolo, fine degli spazi comunitari, di accoglienza, culturali e organizzativi. Sarebbe la fine delle “zone non motorizzate” e di rinaturalizzazione. Fine della produzione agricola gratuitamente destinata a lotte, mense popolari, scioperianti. Appuntamento per dare sostegno alla Zad il 10 Febbraio.
Oltre a questo, facciamo un approfondimento sulla route de chicanes, liberata questo lunedì. La via era un simbolo della resistenza che ha impedito lo sgombero nel 2012 e il suo uso ha creato non poche divergenze nel composito movimento anti-aeroporto.
Dietro, però, troviamo i classici dilemmi: come prendere le decisioni insieme, come conciliare punti di vista diversi senza fare forzature che finiscono coll’indebolire il movimento.

Cantiere di Chiomonte: nuovi inutili appalti

Per come è fatto il sistema di appalti, bisogna pur sempre far qualcosa, un buchetto qui, una palata di terra là. L’importante è non fermare mai il flusso di denaro in entrata, essere sempre lì a chiedere un avnzamento lavori, non uscire mai dal giro degli appalti.
Ecco sono stati elargiti altre centiania di migliaia di euro per delle nicchie, da scavare, riempire, ritappare. Prendi di qui, metti di là…peccato si tratti di “rocce verdi” (non si parli di amianto, per carità. E già che ci siamo, tombiamo insieme anche un pò di materiali contaminati, a mò di smaltimento. Avanti, c’è lavoro!

Migranti: la situazione

Un aggiornamento sulle necessità (scarponi, calzettoni, berretti, guanti) di chi cerca di passare la frontiera. La neve non è più così soffice da impedire di avanzare, però le alte temperature hanno creato pericolosi lastroni di ghiaccio. Occhio!
Alcune riflessioni su possibili futuri sviluppi quando la neve non ci sarà più.

varie eventuali

abbiamo ancora parlato di Afrin e dell’attacco turco ai territori confederali delNord ella Siria, ricordato Cintu, bandito no tav di Bussoleno che ci ha lasciati, ricordato le inziative no tap che ci sarnno a Torino in questi giorni e fatto un aggiornamento.

buon ascolto con il podcast del 25/1!

Ciao e a settimana prossima

podcast del 18 gennaio

La registrazione dell’ultima trasmissione nel podcast del 18 gennaio

Contenuti:

ZAD di notre Dame de Landes: è vittoria contro l’aeroporto

Il governo francese ha deciso che il progetto di aeroporto sarà definitivamente abbandonato. Vittoria storica del movimento: lettura del loro comunicato e aggiornamento sulla situazione attuale. Il governo come contropartita chiede la liberazione immediata dell’accesso alla “zona da difendere” e pone l’ultimatum del 30 marzo per l’evacuazione della zona, dopodiché avverrà lo sgombero di forza. Approfondimento sulla questione delle terre, della loro redistribuzione, del futuro della zad, dei suoi insediamenti e progetti. Per ora l’appuntamento è per il 10 febbraio.

vetrine

Quelli che pretendono di costruire il Tav in questo momento non stanno scavando. Piuttosto si adoperano in innumerevoli iniziative sul territorio per comprarsi l’appoggio di differenti settori della valle.
Dopo la bonifica con cane anti-esplosivi, conferenza di servizi a Torino, in vista degli ultimi passaggi per l’approvazione della variante di progetto. Presenti Regione, Città metropolitana, Unione dei comuni, funzionari vari. Salbertrand ha portato varie lamentele sulla custodia dell’area da bonificare che gli è stata affidata nei pressi della stazione. Mancano i soldi…
a fare la ricognizione sull’area, la ditta del Sindaco di Gravere Nurisso.

Chiomonte: a nome del comune parla, al solito, Imprend’Oc. L’associazione di commercianti chiede soldi per valorizzare il patrimonio edilizio da destinare agli operai Tav.
Venaus chiede l’interramento del cavidotto che dovrebbe passare sul suo territorio.
Non invitati alcuni sindaci interessati dalla variante, in particolare Caprie. Il sindaco che era presente non ha titolo per parlare, perché non invitato.
Numerose le osservazioni, a cominciare dall’illuminazione del cantiere di Salbertrand, presentato come non illuminato. In verità non sarà così quando il sito diventerà di interesse strategico militare.

No TAP, aggiornamento e iniziative a Torino

Rinato il presidio no tap in mezzo agli ulivi, e recapitati altri fogli di via agli attivisti.
Iscritti nel registro degli indagati per truffa i vertici di tap. L’indagine parte dalla denuncia fatta da alcuni sindaci sull’applicazione della direttiva Seveso.
L’opposizione popolare è viva e vegeta, anzi aumenta di numero nonostante l’innalzarsi della repressione.
E’ partita una carovana su tutto il territorio italiano ripercorrendo il tracciato del metanodotto. Il no tap tour terminerà il 27 gennaio a Milano.

Strade insicure e guerra nucleare

Dalla caserma Santa Barbara, a San Siro di Milano, escono migliaia di militari ogni giorno per affiancare la Polizia, con funzioni di ordine pubblico. Durante il presidio di protesta per una volta i militari sono rimasti in caserma. Ma l’obiettivo è denunciare la normalizzazione di questa presenza, mascherata da operazione di sicurezza. La presenza costante di militari in strada serve ad abituare la popolazione a una “normalità” che è tipica delle dittature. Ma l’uso dei militari nelle operazioni civili è sempre più amesso, pensiamo al cantiere tav…
Rilancio della manifestazione nazionale a Ghedi il 20 gennaio, contro la guerra e l’armamento nucleare.

A giovedì prossimo sulle frequenze di radioblackout.org o in podcast!

[audio:2018-01-18-radionotav-registrazione.mp3]
scarica podcast del 18 gennaio

zad sgombero dal 30 marzo

Il primo ministro francese Edouard Philippe ha dichiarato che sulla zad va ripristinato lo stato di diritto

“zad sgombero possibile a partire dal 30 marzo”
Gli occupanti illegali dovranno lasciare la zona entro il 30 marzo, quando finirà la “tregua invernale”. Dopodiché se l’abbandono non sarà stato volontario procederanno con lo sgombero manu militari.

Già inviati a Nantes e Rennes diversi battaglioni di polizia, centinaia di effettivi sarebbero già pronti a intervenire. Ultimatum per la route de chicanes e per le altre vie di accesso, devono essere liberate entro fine settimana prossima altrimenti ci sarà l’intervento d’autorità-
Rimane l’appuntamento per il 10 febbraio.
seguiranno aggiornamenti
https://www.facebook.com/radionotav
le informazioni più aggiornate sul sito della zad

comunicato della zad sull’abbandono del progetto da parte del governo- aggiornato

Pubblichiamo il comunicato comune del movimento anti-aeroporto in seguito alla decisione presa dal governo:

17 gennaio 2018
Questo pomeriggio, il governo ha finalmente annunciato di abbandonare il progetto di aeroporto di Notre-Dame-des-Landes
La dup (dichiarazione di utilità pubblica) non sarà ufficialmente prolungata. Il progetto sarà dunque definitivamente annullato l’8 febbraio
Si tratta assolutamente di una vittora storica fronte a un progetto distruttore di gestione del territorio. Ciò è stato possibile grazie a un movimento di lunga durata tanto determinato quanto variegato.
Oggi vogliamo innazitutto salutare calorosamente tutte quelle e quelli che si sono mobilitati contro questo progetto d’aeroporto nel corso degli ultimi 50 anni.

Per quello che riguarda il futuro della zad, l’insieme del movimento riafferma fin da oggi:
-La necessità per le contadine-i e le-gli abitanti espropriati di recuperare in pieno i loro diritti al più presto.
-Il rifiuto di ogni sgombero di coloro che sono venute-i ad abitare nel bocage negli ultimi anni per difenderlo e che desiderano di continuare a viverci così come di prendersene cura
-La volontà di incaricarsi a lungo termine delle terre della zad da parte del movimento in tutta la sua diversità -contadini, naturalisti, residenti, associazioni, vecchi e nuovi abitanti.
Per metterlo in pratica, avremo bisogno di un congelamento della ridistribuzione istituzionale delle terre. In futuro, questo territorio deve restare uno spazio di sperimentazione sociale, ambientale e agricola.
Per quel che concerne la questione della riapertura della strada dipartimentale D281 (la strada delle “chicanes” n.d.t.), chiusa dai poteri pubblici nel 2013, il movimento stesso si impegna a dare una risposta. La presenza o l’intervento della polizia non farebbe altro che peggiorare la situazione.

Noi desideriamo peraltro, in questa giornata memorabile, mandare un forte messaggio di solidarietà alle altre lotte contro grandi progetti devastatori e per la difesa dei territori minacciati.
Invitiamo a convergere in massa il 10 febbraio sul bocage per festeggiare la fine del progetto d’aeroporto e per continuare la costruzione del futuro della zad.

Acipa, Coordinamento degli oppositori, COPAIn 44, Naturalistes en lutte, abitanti della zad.

Per saperne di più

più informazioni sul sito della zad, che ha anche una pagina in italiano
su radio onda d’urto
e sulla nostra tag zad
e su tg valle susa

comunicato della zad sull'abbandono del progetto
comunicato della zad sull’abbandono del progetto

Breve aggiornamento:

Si prepara ora il seguito della resistenza, quello contro lo sgombero della zad, delle cabannes, dei progetti agricoli “non conformi”. Il futuro della zad è tutto da difendere, contro l’agricoltura industriale, contro la distruzione del bocage per lo sfruttamento intensivo. E ancora perchè le terre siano gestite dal movimento di contadini, occupanti, ecologisti, abitanti e non dalle grosse corporazioni. Il governo ha già fatto convergere su Nantes 7 squadre di effettivi e si prepara allo scontro per sgomberare tutti coloro che “non hanno titolo” per restare. Ma i resistenti, tutti e non solo i contadini, sono comunemente d’accordo perchè gli insediamenti di difesa sorti negli ultimi dieci annirestino dove sono. L’appuntamento è per il 10 febbraio!

zad
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Podcast di giovedì 21 Dicembre

La trasmissione completa andata in onda questo giovedì, scaricabile e ascoltabile in podcast

Auguri a bassa velocità!

riassunto delle principali notizie:

serata a Gravere del tecnotavtour

Il sindaco partecipa al dibattito contestando le dichiarazioni dei tecnici. Molti i cittadini che sono intervenuti. Il sindaco non ha mancato di fare grande pubblicità a Telt ed ha dichiarato che in osservatorio l’idea di usare Cava Palli è stata bocciata. Peccato che non sia l’osservatorio il luogo dove prendere queste decisioni, che ricadono sull’amministrazione locale.
Sarà invece a Meana la prossima seduta municipale che dibatterà sull’uso di cava Palli. Vedremo cosa dice l’amministrazione dopo le serate organizzate e partecipate dalla popolazione, e dopo la petizione lanciata e firmata dalla cittadinanza

serata a Susa organizzata dagli imprenditori segusini

Una novantina le presenze tra cui Ferrentino, Tessari (il famoso commissario che indagò su Sole e Baleno), la cricca degli interessati ad “un arrivo più veloce dei turisti a Susa”: c’è ancora chi crede a Babbo Natale, evidentemente. Presenti anche figure legate a cave, trasporti, industrie varie, con sviolinate sulla globalizzazione che sì, crea anche povertà per qualcuno, ma tant’è.
Da notare che negli ultimi tempi iniziative di propaganda di questo tipo sono continue.

la consegna della linea storica ferroviaria a Telt

Come già successe per il Moncenisio, questo trasferimento permetterà alla società costruttrice del Tav di chiudere, quando vorrà, la vecchia linea. Come per altre tratte, per favorire l’alta velocità Telt potrà decidere di priorizzare la nuova linea, sempre che riuscirà a realizzarla. Il fatto tra l’altro non sarà di nessun vantaggio per gli stessi imprenditori d’alta valle che non dicono no alla nuova linea. Ci penseranno?

Una montagna di libri presenta tre nuove pubblicazioni presentate nelle prossime iniziative

Uno sulle lotte degli anni ’70, scritta da Manfredi, autore della canzone “ma chi ha detto che non c’è”, il secondo scritto da Philopat, sulla scena punk di Milano negli anni ’80.
Il terzo libro, a cura delle edizioni Tabor è la traduzione del libro della “storia incrociata delle lotte della zad e no tav”. Si chiama “contrade”, frutto dello sforzo congiunto di molte persone che lo hanno tradotto collettivamente

briser les frontières

Il racconto delle situazione attuale al confine di Bardonecchia. Una situazione che spinge molti ragazzi a “bucare” la frontiera di notte, sulla neve, in condizioni proibitive. I ragazzi che dalla stazione di Bardonecchia vanno a piedi fino al colle della scala per arrivare a Névache vengono presi dalla gendarmerie e portati al confine al Monginevro.Chiunque sia disposto a dare uno mano, per ospitare persone in caso d’emergenza, per raccogliere indumenti adatti al clima, per fare dei giri di perlustrazione, aiuto e soccorso, può farlo autonomamente passando dalla stazione stessa o mettendosi in contatto con la rete attraverso la pagina facebook.

[audio:2017-12-21-1-radionotav.mp3]
scarica prima parte

[audio:2017-12-21-2-radionotav.mp3]
scarica seconda parte

Zad, resistenza e tentennamenti del governo

La commissione tecnica non sa dire se il nuovo aeroporto va fatto o no, ma la zad va sgomberata. Qui cominciano i problemi del governo

Oggi 13 dicembre la “commissione di mediazione” ha consegnato al governo il risultato degli studi sull’ampliamento del vecchio aeroporto di Loire-Atlantique o la costruzione del nuovo a Notre Dame des Landes. I tecnici non si sbilanciano: “non c’è una soluzione perfetta”, il che lascia ben chiaro che fare un nuovo aeroporto non sarebbe un’idea geniale. Tra l’altro, sono ancora in corso alcune battaglie legali presso il Consiglio di Stato, il che aveva fatto sospendere ogni iniziativa al precedente governo Hollande.
Ma quello che dicono i “mediatori”, propensi al “no” secondo un po’ tutti, è che la legalità va ristabilita, cioè, la Zad va sgomberata. Mentre il fascicolo è scomparso dai media, sono le forze di polizia che si fanno avanti. Ancora aleggia il “problema” di Remi Fraisse, morto per una granata lanciata dalla polizia durante lo sgombero della Zad di Sivens. Si preannuncia uno sgombero violento, con la possibilità di “due o tre morti”, secondo le stesse fonti di polizia.

Mettono le mani avanti, per togliersene la responsabilità? O come a Genova nel 2001, per poi avere carta bianca dal governo?

Intanto Macron prende ancora tempo e dichiara che la decisione sul nuovo aeroporto sarà presa a Gennaio. Lo sgombero sarà prima, nel fango dell’inverno? Oppure sarà dopo (come si presume, dato che le operazioni dovrebbero durare almeno due settimane)?
Intanto, la zad si prepara alla resistenza: per ora l’invito è a convergere sulla zona fra un mese, dopo il periodo natalizio.
www.zad.nadir.org

Zad: mediazione tecnica, il governo decide se fare o no l’aeroporto

Il 13 dicembre la commissione tecnica di “mediazione” depositerà in ministero le proprie valutazioni

Il governo Macron si era dato 6 mesi per decidere se il nuovo aeroporto si farà oppure no. Come per le altre infrastrutture statali l’esecutivo sta rivalutando tutti gli investimenti. La commissione di mediazione, secondo il ministro per la “transizione ecologica” Hulot (storicamente contrario all’opera) presenterà a giorni il proprio dossier. Sarà poi il governo a decidere

Cosa succederà alla Zad?

Depositato il dossier la decisione dell’esecutivo sarà immediata e “tranchant”. Ma che il nuovo aeroporto si faccia o meno, potrebbe non cambiare di molto la posizione del governo contro gli zadisti (contadini, squatter e ambientalisti, tutti occupanti): la zad andrebbe comunque sgomberata.

Nuove composizioni e alleanze?

Se il progetto di aeroporto verrà cancellato, presumibilmente una parte di chi si oppone all’opera sarà soddisfatto e abbandonerà il campo di lotta. Non così gli zadisti e i contadini, che potrebbero trovare nuovi alleati. Sarà infatti da vedere la redistribuzione delle terre, ora suddivise in particelle relativamente piccole tra molti agricoltori. La fine del progetto invece coinciderebbe con un accorpamento in favore delle grosse aziende, il che aprirebbe un altro capitolo di lotta sul futuro delle terre.
La decisione di costruire l’aeroporto confermerebbe invece l’opposizione, anzi vedrebbe avvicinarsi ancor più i lavoratori del vecchio aeroporto che non vogliono il trasferimento.

appelli e appuntamenti

La consegna per ora è quella di trovarsi, il giorno della decisione, sotto prefetture, comuni e altri luoghi. La rete di solidarietà, composta da comitati locali in tutta Francia, si prepara alla mobilitazione. In attesa di altre comunicazioni, resta l’appello a concentrarsi sul territorio della zad un mese dopo la decisione governativa. Ma i tempi potrebbero essere più rapidi.

In attesa di sviluppi, ascolta il contributo
[audio:2017-12-07-zad-mediazione13dic.mp3]
scarica a breve l’esito della mediazione

Tutti gli articoli sulla zad, aggiornamenti e approfondimenti per conoscerne l’esperienza, li trovate qui: zad

Zad, Solo chi ci vive ha cura del territorio

Nella Zad di Notre Dame de landes gli occupanti (vecchi e nuovi, contadini, attivisti, sostenitori) si occupano tra l’altro di capire come vivere a lungo termine su un territorio mantenendone la ricchezza naturale, utilizzandone i terreni e i boschi perché l’impronta umana sia durevole e positiva. A riguardo, diverse sono le attività riguardo i boschi, che comprendono la formazione, comprendendone il funzionamento biologico, la rinaturalizzazione di boschi pensati per la produzione industriale di legname, la sperimentazione di tecniche e tipi di taglio che diano materiale utile (legname da costruzione per le strutture necessarie alla zad) migliorando al contempo il complesso forestale.
Da questo breve audio, una breve introduzione al lavoro portato avanti. Noi siamo la natura, viviamo all’interno di essa e tutelarla non vuol dire museificarla…

[audio:abracadabois-finito.mp3]
scarica qui

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