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movimento no tav e lotta all’alta velocità

Tutte le tag no tav si riferiscono ad articoli pertinenti la lotta contro il treno veloce, in Valsusa, in Italia o altrove. Troverai informazioni di attualità, approfondimenti tecnici, iniziative di lotta e tutto quanto riguarda l’alta velocità ferroviaria sulla tratta Torino Lione/Lyon. Troverai  approfondimenti sulle altre tratte AV ma soprattutto sui cantieri in Val Susa a cominciare da quello della Clarea, a Chiomonte (TO).

Il movimento No Tav è attivo dai primi anni novanta, quando ha cominciato un immenso lavoro di informazione. Ha raggiunto considerevoli dimensioni e si è opposto alla linea Torino Lyon utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione.  Negli anni ha alternato l’informazione casa per casa e paese per paese allo sciopero, alla creazione di liste civiche no tav, alle “barricate di carta” con un’opposizione fino all’ultimo cavillo su progetti e delibere, alla lotta popolare e alle grandi manifestazioni, con una presenza assidua sul territorio e nei “presidi”, con l’impedimento fisico dei sondaggi propedeutici, con l’attacco diretto alle strutture e ai mezzi dei vari cantieri.

sorveglianza speciale

approfondimento sulla sorveglianza speciale

Approfondimento sull’uso sempre crescente delle misure di sorveglianza speciale:

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resoconto udienza per l’evasione di nicoletta

ascolta il resoconto:

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Dichiarazione di Nicoletta in aula di tribunale il 23 novembre 2016

«La resistenza, individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino». (Articolo proposto per la Costituzione della Repubblica Italiana del 1948 e non recepito).

Oggi, in quest’aula, rivendico – accanto al diritto di resistenza contro le grandi male opere ed il modello di vita e di società ad esse connesso – la mia evasione e la mia concreta, consapevole opposizione alle misure cautelari inflittemi, via via aggravate dal tribunale di Torino.
Mio intendimento è di denunciare e di oppormi a tali misure, per me e per tutti coloro che, nel movimento NO TAV e in tante altre realtà di lotta allo stato di cose presente, si vedono quotidianamente comminare, dalle procure e dai tribunali, provvedimenti arbitrari e vendicativi.
Anche in questo il movimento NO TAV ha fatto scuola e le pratiche repressive nei suoi confronti si sono rivelate sperimentazione da applicare puntualmente là dove il partito trasversale degli affari e della guerra sente messo in discussione il proprio dominio.
Le misure cosiddette cautelari sono state e sono usate a piene mani e in modo esplicito, quale arma di repressione per criminalizzare il dissenso e negare la libertà di pensiero e di espressione; un avvertimento che la giustizia non è uguale per tutti.
La loro stessa natura di pene inflitte preventivamente, senza un regolare processo, con ampi margini di discrezionalità, le mette a nudo come strumento di giudizio etico-politico volto a colpire ciò che si è, più che ciò che si fa.
I risultati sono riscontrabili costantemente nella storia dei processi contro i militanti NO TAV: mesi di carcere preventivo e domiciliari che, a seguito di regolare processo, si sono tradotti in condanne di pochi mesi con sospensione condizionale della pena; sentenze che non bastano però a cancellare le umiliazioni, la perdita della libertà, la quotidianità negata, la vita messa in manette.
Per quanto mi riguarda, ho fatto convintamente questa scelta di lotta ed intendo portarla fino in fondo. Dichiaro fin da ora che, qualunque sarà il giudizio di questo tribunale nei miei confronti, continuerò a disobbedire, ad oppormi senza mediazioni, con gioia, sostenuta dall’abbraccio fraterno del popolo NO TAV e di quanti non hanno mandato all’ammasso la ragione, il cuore, la dignità. Lo farò per dovere e per affetto nei confronti di chi, come Luca e Giuliano, a differenza mia, per lo stesso mio reato, ha subito il carcere. Lo farò anche per complicità con Jacopo, Eddy e tutti coloro che sono sottoposti ai domiciliari o a qualsiasi altra misura restrittiva.
Come per il gufo di Durer, “il nostro solo crimine è di veder chiaro nella notte”.
Verità perfettamente adattabile al mondo che non si adegua a vivere immobile e sottomesso, in questa notte profonda che cancella diritti, democrazia formale e sostanziale, responsabilità verso il futuro.
Contro il buio mortifero delle casseforti, dei tunnel e delle prigioni noi vediamo chiaro e continuiamo a lottare perché si faccia giorno, sicuri dell’alba che verrà.

Bussoleno, 23 novembre 2016

Cattivi e primitivi: un’intervista all’autore Alessandro Senaldi

Una analisi del movimento notav con il metodo osservativo partecipato, dove l’autore è partecipe agli eventi di cui scrive. Abbiamo parlato con lui della formazione del cliché mediatico del “primitivo” prima e del “cattivo” poi; del tentativo di neutralizzare un movimento che non può essere disciplinato trasformandolo in “nemico”, per cui uno stesso reato è più grave a seconda del “autore” che lo compie. Ci ha raccontato del militante-ricercatore, dell sapere come questione di parte, della punizione verso chi produce un sapere diverso da quello dominante, funzionale alla pace sociale.

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io sto con chi resiste: ancora sulla violazione delle misure

La solidarietà a Nicoletta Dosio e a tutti coloro che hanno deciso di non rispettare le imposizioni della procura torinese continua: potete vederlo qui:

http://www.0stile.net/index.php/video/io-sto-con-chi-resiste

Le misure cautelari o di sicurezza sono molte, strumenti in mano a questura e procura per colpire il conflitto sociale prima di eventuali condanne o addirittura in assenza di reato.
Arresti domiciliari, obbligo di firma, divieto od obbligo di dimora sono le misure che la procura può applicare per estendere la carcerazione al di fuori del carcere, per colpire fatti minori ed abituarci ad una repressione sempre più pervasiva e diffusa.
Nel caso invece delle misure di sicurezza, è la questura ad applicarle direttamente senza nessun processo: si tratta del foglio di via o dell’avviso orale, anticamera della sorveglianza speciale.
La sorveglianza speciale, che non è vincolata alla commissione di alcun reato, è sollecitata dal questore e approvata da una sorta di commissione interna al tribunale. Affonda le sue radici in dispositivi molto antichi e, mai tolta dal codice penale come per molti altri casi, rappresenta una misura molto pesante e reiterabile per parecchi anni di fila, sempre senza processo.
per approfondire, ascoltate questo audio registrato da Radio Onda Rossa:

http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/approfondimento-sulla-sorveglianza-speciale

 

Infine, la trascrizione dell’intervento “le misure cautelari come strumento repressivo, un confronto tra il ventennio e i giorni nostri”, reso a San Didero l’8 ottobre durante la cena benefit “io sto con chi resiste”

misurecautelari

aggiornamento appello maxiprocesso

Abbiamo sentito l’avvocato Valentina Colletta del Team di difesa legale NO TAV che ci ha dato alcune delucidazioni sulla sentenza di appello riguardanti le giornate del 27 giugno e del 3 luglio 2011.

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La comunità si realizza nelle lotte: intervista a Sandro Moiso di Carmilla Online

In occasione delle novità editoriali sul movimento abbiamo sentito Sandro Moiso, recensore della rivista Carmilla, per una chiaccherata a tutto campo, dai rapporti tra politica e movimenti nelle lotte del ‘900, fino alla Libera Repubblica della Maddalena, per la cui difesa oggi è uscita la sentenza d’appello.

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lettere di esproprio a san didero

A San Didero è previsto lo spostamento dell’autoporto di Susa, opera preliminare per la costruzione della stazione internazionale, che però nel progetto cosiddetto “low cost” (traduzione: magno quello che c’è poi si vedrà) non compare…
Se le forze di occupazione capeggiate dal ministero degli interni vorrebbero ritardare i lavori in bassa e media valle per finire prima il lavoro di repressione progressiva sul movimento notav, dall’altra le forze economiche hanno la necessità di cantierizzare subito alcuni progetti per poter accedere ai soldi promessi dai vari bandi prima che scadano.
Per questo Telt ha inviato delle lettere di esproprio per vari terreni nel comune di San Didero e limitrofi. Su alcuni di questi gravano dei diritti d’uso civico, diritti risalenti ad epoca precedente al codice penale e che sono inalienabili. Sull’argomento abbiamo raccolto due interviste, prima e dopo l’incontro pubblico con i proprietari dei terreni che promettono battaglia.

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i malaffari della SITAF

Inchiesta sulla complicità e il ritorno economico che SITAF ha in Valsusa per la costruzione della Nuova Linea Torino Lione.

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nicoletta evasa torna ai domiciliari

Nicoletta Dosio evasa da più di un mese “arrestata” davanti al tribunale durante l’udienza del processone dei 53 torna finalmente a casa per riposarsi qualche ora prima della prossima evasione.
ecco il saluto fatto dai microfoni di radio notav

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Serata di resistenza e di militarizzazione

Martedi si è tenuta la consueta cena settimanale, a sorpresa, presso la tettoia No Tav in Val Clarea, a pochi metri dal cantiere della vergogna.
Dopo leccornie di ogni tipo, canti e brindisi una trentina di partecipanti ha messo in pratica una battitura determinata lungo le reti del cantiere, gettando in allarme i pochissimi militari messi a presidiare l’area. Le forze di polizia sono sopraggiunte sul luogo in ritardo, ma appena in tempo per un finale pirotecnico proveniente dai boschi limitrofi. I presidianti si sono poi diretti verso Susa, ma appena giunti nella cittadina sono tornati subito verso Gliaglione per intervenire su un posto di blocco rocambolesco dei carabinieri locali che nel frattempo hanno provato ad intercettare alcune macchine che rientravano lungo la strada che dal piccolo paese conduce alla zona rossa. Gli uomini in divisa, nel vedersi circondati da decine di No Tav indispettiti, hanno concluso velocemente le identificazioni per poi perdersi nei vicoli della borgata grazie ad alcune indicazioni stradali poco chiare e costretti a d eseguire molte manovre e una ridicola marcia indietro. Per ripicca altre macchine sono state fermate più a valle da altre volanti sopraggiunte in paese, generando un’ altra concentrazione di chiassosi No Tav, accorsi immediatamente anche i questa occasione, gettando quindi i CC in confusione per la seconda volta. Addirittura una macchina fermata in questa situazione si è vista puntare le pistole. Concluse anche queste identificazione ed essendo ormai arrivati a 9 mezzi di polizia contro complessivamente poche decine di manifestanti, i carabinieri hanno deciso di rientrare, col loro peso di insulti e di figuracce.. Poco dopo anche i No Tav sono ritornati a casa, contenti di aver passato un’allegra serata ribelle sempre dalla parte giusta.
NO TAV SEMPRE!