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viene applicato a chi ha diritto alla carcerazione domiciliare ma si considera a rischio di evasione

Il braccialetto elettronico (alcune migliaia in Italia, ma presto molti di più) permette il controllo continuo e a distanza del detenuto. E’ installato da operatori Telecom, titolare dell’appalto, e segnala al proprio centro di controllo e alla caserma competente ogni irregolarità del segnale. Disfunzioni e perdita del segnale, anche dovute a uno spostamento accidentale o alla mancata erogazione di energia elettrica vengono segnalate automaticamente. Il dispositivo viene applicato alla caviglia e viene impostato per rimanere all’interno di un dato perimetro. E’ il magistrato a subordinare la carcerazione domiciliare all’applicazione del braccialetto: se il detenuto non è consenziente, pur avendone diritto, non può accedere alla misura e rimane in carcere

braccialetto elettrobico

Luca ai domiciliari, con il braccialetto elettronico

Abbiamo sentito Luca, trasferito ai domiciliari in attesa del braccialetto elettronico.

Ci ha raccontato uno spaccato del tempo passato alle Vallette e l’installazione del sistema di controllo telematico impostato dai tecnici Telecom. Non essendocene di disponibili, dopo quattro giorni aggiuntivi di carcere è stato messo ai domiciliari in attesa che se ne trovi uno.

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Aggiornamento: stamattina sono arrivati i tecnici Telecom a casa di Luca per applicare il braccialetto.

Lo abbiamo sentito telefonicamente per farci spiegare meglio.
Nel frattempo, dopo aver individuato nei Carabinieri di Susa i responsabili di questa vendetta infame, segnaliamo la responsabilità tecnica di Telecom nella gestione e applicazione di questo strumento odioso di controllo.
Attualmente ci sono in Italia 2500 persone con il braccialetto elettronico che a breve potranno arrivare fino a 10000.
Per maggiori informazioni sul funzionamento di questo apparecchio e per esprimere il proprio pensiero a riguardo vi segnaliamo il numero di telefono della centrale operativa di Telecom Beti 0633219964 e la mail braccialettoelettronico@pec.telecom.it

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braccialetto elettronico centralina

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richiesto il braccialetto elettronico per Luca, detenuto alle Vallette

Già da ieri abbiamo la notizia che Luca, detenuto alle Vallette, abbia ricevuto l’ordine di traduzione per scontare la pena ai domiciliari, cose che però non è ancora avvenuta. Non sappiamo se il ritardo sia dovuto a Telecom, società che ha l’appalto per il sistema di controllo telematico, oppure al rifiuto di Luca di mettere il braccialetto.
Il braccialetto elettronico è un sistema di controllo degli spostamenti del detenuto che comunica tramite router con le centrali di polizia, carabinieri e finanza. Comunica l’effrazione del dispositivo, l’allontanamento dall’abitazione e localizza l’apparato tramite gps. Il suo utilizzo è sperimentale e non molto diffuso (qualche centinaio in tutta Italia). Per protestare contro il suo utilizzo, l’appuntamento come sempre è per un presidio rumoroso davanti la caserma dei carabinieri di Susa, domani venerdì 10 febbraio.
Per chiedere più informazioni è possibile contattare la centrale operativa Telecom allo 0633219964. Fate sentire la vostra voce!

AGGIORNAMENTO: Luca è si trova dalla sera del 10 a casa, senza braccialetto, pare perché la Telecom non ne abbia disponibili al momento. Sempre secondo quanto dettogli, l’applicazione del dispositivo è prevista dalla legge in quanto recidivo. Sarebbero quindi in attesa che se ne “liberi” uno per poi applicarlo, dopo un sopralluogo della Telecom. Cercheremo di saperne di più e con più certezza.