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costi benefici

Costi benefici, elezioni, pacchetto sicurezza, maraud, Zerinthia…

Giovedì 10 gennaio

novità della settimana

Consegnata la “costi benefici”: il governo attende e il movimento spera… ma se non lo fermiamo noi chi lo fermerà?

La copertina dell’analisi tecnica è finita, ora il ministero si inventa le valutazioni giuridiche sulle penali e gli appalti.

I 5 stelle non hanno la forza per bloccare il Tav, né quella per rompere con la Lega.

Ma quello che ci preoccupa è la “speranza” che ancora troppi no tav ripongono nella sempre più lontana possibilità che il governo faccia “almeno qualcosa”.

Se il tav, è vero, ufficialmente sarà fermato da un qualche decreto, saranno i no tav a costringerli a farlo. Oppure non lo faranno, aspetteranno, aspetteranno…. E noi aspetteremo, buoni buoni…

Attendismi

la valutazione giuridica non è la prima scusa attendista del governo Lega- 5 stelle. Già con la non nomina, ma anche la non sospensione- dell’osservatorio Torino Lione, si è dimostrata l’inconsistenza a 5 stelle. Il commissario del sì, in mancanza di indicazioni ministeriali, continua a fare il suo lavoro seppure decaduto, a promuovere incontri, a blandire ulteriori gruppi di interesse o settori sociali.

Pacchetto sicurezza

Due le posizioni ufficiali dei contrariati. Una è quella esposta da Plano, sindaco “sni tav” di Susa. Consapevole del terreno perso, da vecchio democristiano cerca il consenso di tutti: il decreto sicurezza è sbagliato ma lo rispetteremo.

L’altra è quella dei promotori del corteo che ci sarà verso fine mese in bassa valle. Sempre contro il decreto sicurezza, perché i fondi destinati all’integrazione dei “migrantizzati” (a proposito, avete chiesto a qualche “migrante” se si definisce migrante?) non vadano alla cosiddetta “emergenza sicurezza”.

Proponiamo una terza via: anziché integrare qualcuno in questo sistema di sfruttamento e distruzione, perché non cambiarlo?

Elezioni in vista

Tutto questo gioca anche sul tavolo delle ormai prossime elezioni. Riunioni e riunioncine, più o meno trasversali e segrete, tutti scaldano i motori e giocano alle alleanze, cercando di rubarsi e i giocatori della partita, anche nel campo del no al supertreno.

Tutto si tramuta e si traveste, tutto vale. A tutti fanno gola le migliaia di manifestanti sì tav o no tav di Torino.

Per quanto riguarda l’altra parte, il nostro Chiampa pure si dà da fare. Se Giachino era dietro alla piazza sì tav di due mesi fa, ora anche lui non vuole perdere il treno. E così medita alle prossime regionali di presentarsi come lista civica e far finta che non è del PD (ultimamente porta male).

Farfalle in volo ed estensione del cantiere

Fallisce l’idea di “attaccare” la costruzione del Tav per la distruzione dell’habitat della Zerinthia, la rara farfalla che si riproduce nei boschi della Clarea. Telt si rifà un’immagine verde, lanciando una campagna di greenwashing e facendosene salvatrice. Ma per salvarla, occorre proteggere il suo areale…recintandolo!

Sono partite pochi giorni fa delle ambigue lettere di “simil” esproprio per ragioni studio e salvaguardia del lepidottero. Ma guarda caso l’area coincide con quella degli espropri per il cantiere…

Cesana e i bob, ancora!

La pista di bob di cortina è vecchia di 70 anni e andrebbe rifatta. Ecco che si rifanno vivi da Cesana, “offrendosi” per mettere a disposizione la propria. Costerebbe “solo” quilche milioncino! A proporre è la camera di commercio, notoriamente interessata al risparmio pubblico, non agli interessi privati di qualche investitore, sia chiaro…

Maraud e solidari contro le frontiere

Oggi al tribunale a Gap, nuovo processo per due altri “maraud”, solidali che prestano aiuto a chi passa la frontiera senza autorizzazione. Condanne a 3 e $ mesi, una terza persona multata per 1500 euro

Ieri l’appuntamento era sulla frontiera del Monginevro, per far conoscere il lavoro e le motivazioni della presenza solidale, ed oggi alle 8:30 davanti al tribunale per sostenere i due arrestati, chiedere il rilascio e denunciare le violenze polizesche.

A giovedì prossimo!

 

Morto sui sentieri a Monginevro un altro ragazzo migrante

Morto a Monginevro un altro ragazzo migrante, caduto in una falesia

Dopo un lungo viaggio a piedi qui ha terminato la sua avventura. Libero di spostarsi per il mondo, ma senza quel pezzo di carta che lo farebbe “uguale” agli altri davanti alla legge. Libero di rimpolpare la schiera di sfruttati e ricattati che come lui passano la frontiera dalla porta nascosta dei passi alpini.

Da qualche giorno la notizia circolava informalmente, ora è confermata anche dai giornali: il suo corpo è stato ritrovato da un escursionista e come al solito testimone può essere stata solo la polizia (o qualcuno che condivideva con lui il viaggio, ma che sarebbe considerato un testimone poco credibile).

Sono ormai consuete imboscate militari con la polizia nascosta nella boscaglia al buio, che spunta all’improvviso per arrestare e respingere le persone senza documenti. Cosa che causa fughe precipitose e fatali, come per Blessing, precipitata nella Durance e morta annegata. Anche in questo caso, non è la montagna che uccide ma il sistema di controllo delle frontiere, la polizia, il nazionalismo, i rastrellamenti. Gli stati e il capitale europeo mentre continuano a sfruttare le terre lontane con il neocolonialismo e le guerre, con il ricatto dei permessi di soggiorno e della cosiddetta “accoglienza” creano le condizioni per sfruttare qui le persone che da quei luoghi provengono.

A questo serve la frontiera, a unire chi sta “dentro” (tutti, poveri e ricchi ma negli interessi dei ricchi) contro quelli che stanno fuori (sempre i poveri, sempre negli interessi dei ricchi). Per chi sta “fuori”, se viene qui, il sistema prevede una condizione di inferiorità legale, di emarginazione culturale e di sfruttamento economico. Tutto nascosto dietro una semplice e rispettata parola: la “legalità”. Ma la vita è altro che il rispetto della legge.