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La voce della ZAD: cos’è e come funziona il gruppo stampa

Il gruppo stampa: un punto nodale della comunicazione verso l’esterno. Come essere rappresentativi di tutti i punti di vista? Come non addossare le responsabilità a poche persone, e al tempo stesso stare al tempo accelerato dei media?

Abbiamo intervistato tre persone che fanno o hanno fatto parte del gruppo stampa della Zad di Notre Dame de Landes. Tre punti di vista che ci parlano dei compiti e delle difficoltà di uno dei punti più critici per un movimento variegato. Stare al passo con le dichiarazioni di ministri, eletti locali, stampa sempre all’attacco, e al tempo stesso rappresentare una assemblea grande e variegata. L’assemblea degli abitanti si riunisce una volta a settimana, e non tutti hanno smartphone e connessioni.
Il gruppo stampa lavora su un “mandato”, deciso e supervisionato dalla runione degli abitanti. Un mandato a tempo o su temi specifici (lo sgombero, i ricorsi legali, la criminalizzazione di un tale episodio), le cui direttive sono decise insieme. E periodicamente valutato dall’assemblea, che si esprime, corrrege, decide i passi successivi. Il gruppo stampa è un gruppo aperto, ma prevede un pò di formazione e di costanza per parteciparvi. E’ anche un gruppo in cui ci si “brucia” facilmente, perchè i ritmi sono pressanti.

Il difficile rapporto con i giornalisti

Avere rapporti con la stampa porta un mare di complicazioni, qui dove la differenza tra legittimo e legale porta conseguenze rilevanti per chi si batte contro l’aeroporto. L’accesso (o meno) alla zona per i giornalisti, per evitarne i sotterfugi o sgradevoli intromissioni nelle case, che non sono luoghi pubblici. Oppure tutelare gli abitanti della zad, anche chi non ha documenti o ha fogli di via. Fare dichiarazioni e conferenze stampa cercando di turnare i portavoce per non sovraesporli. Non creare dei “personaggi” mediatizzati ricattabili dalla stampa (o dai giudici). Ottenere che la stampa accetti dei portavoce camuffati, se necessario. Salvaguardare la diversità e la complessità dei punti di vista, perchè il movimento continui assere diversificato e rispettosi di tutti e tutte.
In generale, evitare i colli di bottiglia e l’accentramento delle responsabilità, mantenere la complessità dei vari punti di vista senza dover tutto decidere in assemblee fuori tempo massimo.

Un tentativo che cerca di risolvere la questione nel mondo mediatizzato e velocizzato di oggi, che ha portato comunque a “vincere la battaglia mediatica” secondo la stessa ammissione di alcuni politici pro-aereoporto

[audio:groupe-presse-finito.mp3]
scarica intervista al gruppo stampa della zad

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Ricordiamo l’appuntamento per il 10 febbraio: mettiamo radici al futuro!

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10 febbraio