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mediazione o resa?

Mediazione, resistenza o resa? La Zad e la strategia del governo

Sotto ricatto non c’è mediazione ma solo resistenza o resa

La nuova “mediazione” tra zad e prefettura si è conclusa oggi pomeriggio. Il governo ha chiarito cosa intende per mediazione: una resa incondizionata dell’esperienza ecologista, contadina, radicale, autonoma della zad e una suo rientro nei canoni dell’economia liberale.  Cosa vuol dire? Tutte le istanze del movimento contro l’aeroporto e della Zona da Difendere non entrano, come ovvio,  nel dibattito. L’unico soggetto riconosciuto dal governo è l’Azienda. L’Azienda e il Diritto, portato in punta di manganello dai Gendarmi. Strano concetto di dialogo, dove una parte è sotto minaccia militare costante e continua, e “non ha altra possibilità se non quella di accettare”  la proposta di governo. Interessante notare che a far la parte del “mediatore” sia un ministro ecologista “di sinistra”. E’ Nicolas Hulot, che ha aderito a pieno all’idea del capitalismo verde, dove ogni istanza ecologica va bene, purché redditizia e assorbibile dal capitale.

Conseguentemente, gli zadisti non solo riceveranno altri gas e granate (11 mila cartucce sparate in una settimana). Il governo assicura che settimana prossima riconsegnerà le terre alle associazioni di categoria perché possano sfruttare quelle terre secondo i dettami dell’agricoltura industriale convenzionale.

Lo stato promette di riportare l’ordine e lo stato di diritto, ovvero tutelare l’impresa, l’iniziativa di lucro, le corporazioni agricole intensive, il timore dell’autorità di stato e del suo braccio armato, la polizia.

L’appello della zad è a continuare la resistenza, raggiungere il posto, travalicare i confini del territorio e delle lotte, convergere contro Macron, l’aeroporto e il loro mondo. C’è posto per tutti e tutte, per contribuire in ogni modo.

comunicato della zad sull'abbandono del progetto da parte del governo

comunicato della zad sull’abbandono del progetto da parte del governo- aggiornato

Pubblichiamo il comunicato comune del movimento anti-aeroporto in seguito alla decisione presa dal governo:

17 gennaio 2018
Questo pomeriggio, il governo ha finalmente annunciato di abbandonare il progetto di aeroporto di Notre-Dame-des-Landes
La dup (dichiarazione di utilità pubblica) non sarà ufficialmente prolungata. Il progetto sarà dunque definitivamente annullato l’8 febbraio
Si tratta assolutamente di una vittora storica fronte a un progetto distruttore di gestione del territorio. Ciò è stato possibile grazie a un movimento di lunga durata tanto determinato quanto variegato.
Oggi vogliamo innazitutto salutare calorosamente tutte quelle e quelli che si sono mobilitati contro questo progetto d’aeroporto nel corso degli ultimi 50 anni.

Per quello che riguarda il futuro della zad, l’insieme del movimento riafferma fin da oggi:
-La necessità per le contadine-i e le-gli abitanti espropriati di recuperare in pieno i loro diritti al più presto.
-Il rifiuto di ogni sgombero di coloro che sono venute-i ad abitare nel bocage negli ultimi anni per difenderlo e che desiderano di continuare a viverci così come di prendersene cura
-La volontà di incaricarsi a lungo termine delle terre della zad da parte del movimento in tutta la sua diversità -contadini, naturalisti, residenti, associazioni, vecchi e nuovi abitanti.
Per metterlo in pratica, avremo bisogno di un congelamento della ridistribuzione istituzionale delle terre. In futuro, questo territorio deve restare uno spazio di sperimentazione sociale, ambientale e agricola.
Per quel che concerne la questione della riapertura della strada dipartimentale D281 (la strada delle “chicanes” n.d.t.), chiusa dai poteri pubblici nel 2013, il movimento stesso si impegna a dare una risposta. La presenza o l’intervento della polizia non farebbe altro che peggiorare la situazione.

Noi desideriamo peraltro, in questa giornata memorabile, mandare un forte messaggio di solidarietà alle altre lotte contro grandi progetti devastatori e per la difesa dei territori minacciati.
Invitiamo a convergere in massa il 10 febbraio sul bocage per festeggiare la fine del progetto d’aeroporto e per continuare la costruzione del futuro della zad.

Acipa, Coordinamento degli oppositori, COPAIn 44, Naturalistes en lutte, abitanti della zad.

Per saperne di più

più informazioni sul sito della zad, che ha anche una pagina in italiano
su radio onda d’urto
e sulla nostra tag zad
e su tg valle susa

comunicato della zad sull'abbandono del progetto

comunicato della zad sull’abbandono del progetto

Breve aggiornamento:

Si prepara ora il seguito della resistenza, quello contro lo sgombero della zad, delle cabannes, dei progetti agricoli “non conformi”. Il futuro della zad è tutto da difendere, contro l’agricoltura industriale, contro la distruzione del bocage per lo sfruttamento intensivo. E ancora perchè le terre siano gestite dal movimento di contadini, occupanti, ecologisti, abitanti e non dalle grosse corporazioni. Il governo ha già fatto convergere su Nantes 7 squadre di effettivi e si prepara allo scontro per sgomberare tutti coloro che “non hanno titolo” per restare. Ma i resistenti, tutti e non solo i contadini, sono comunemente d’accordo perchè gli insediamenti di difesa sorti negli ultimi dieci annirestino dove sono. L’appuntamento è per il 10 febbraio!

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podcast

Podcast della trasmissione di giovedì 11- aggiornato

ci avete segnalato problemi nell’ascolto del podcast audio, ora dovrebbe andare. Grazie!

ecco la trasmissione intera riascoltabile in podcast

gli argomenti del giorno:
*in discussione a Meana l’utilizzo di cava Palli per contenere lo smarino del Tav. Al consiglio comunale aperto la giunta deve retrocedere ma non esclude l’uso dell’area per altre funzioni legate al Tav. L’atteggiamento della giunta e del segretario comunale.

*Chiomonte e le compensazioni: i paravalanghe in località Verger alle Ramats, la metanizzazione e altri specchietti per allodole

*Ancora Chiomonte, Imprend’oc: l’associazione di commercianti mette le mani sui vigneti della cantina Clarea, proponendosi come gestore dopo la scadenza del contratto (25 anni) che affidava i terreni ai viticoltori.

*Questione migranti e frontiere: valutazioni sul flusso di persone, soprattutto ragazzi, che cercano di passare il confine. Domenica ciaspolata da Claviere a Monginevro per visibilizzare il problema.

*Collegamento telefonico con Milano sul problema della militarizzazione della città. Sempre più i militari armati adibiti al controllo dell strade. Anche per questo è prevista sabato una manifestazione contro le divise e la loro funesta presenza per le città italiane.

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mediazione zad

Zad: mediazione tecnica, il governo decide se fare o no l’aeroporto

Il 13 dicembre la commissione tecnica di “mediazione” depositerà in ministero le proprie valutazioni

Il governo Macron si era dato 6 mesi per decidere se il nuovo aeroporto si farà oppure no. Come per le altre infrastrutture statali l’esecutivo sta rivalutando tutti gli investimenti. La commissione di mediazione, secondo il ministro per la “transizione ecologica” Hulot (storicamente contrario all’opera) presenterà a giorni il proprio dossier. Sarà poi il governo a decidere

Cosa succederà alla Zad?

Depositato il dossier la decisione dell’esecutivo sarà immediata e “tranchant”. Ma che il nuovo aeroporto si faccia o meno, potrebbe non cambiare di molto la posizione del governo contro gli zadisti (contadini, squatter e ambientalisti, tutti occupanti): la zad andrebbe comunque sgomberata.

Nuove composizioni e alleanze?

Se il progetto di aeroporto verrà cancellato, presumibilmente una parte di chi si oppone all’opera sarà soddisfatto e abbandonerà il campo di lotta. Non così gli zadisti e i contadini, che potrebbero trovare nuovi alleati. Sarà infatti da vedere la redistribuzione delle terre, ora suddivise in particelle relativamente piccole tra molti agricoltori. La fine del progetto invece coinciderebbe con un accorpamento in favore delle grosse aziende, il che aprirebbe un altro capitolo di lotta sul futuro delle terre.
La decisione di costruire l’aeroporto confermerebbe invece l’opposizione, anzi vedrebbe avvicinarsi ancor più i lavoratori del vecchio aeroporto che non vogliono il trasferimento.

appelli e appuntamenti

La consegna per ora è quella di trovarsi, il giorno della decisione, sotto prefetture, comuni e altri luoghi. La rete di solidarietà, composta da comitati locali in tutta Francia, si prepara alla mobilitazione. In attesa di altre comunicazioni, resta l’appello a concentrarsi sul territorio della zad un mese dopo la decisione governativa. Ma i tempi potrebbero essere più rapidi.

In attesa di sviluppi, ascolta il contributo

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scarica a breve l’esito della mediazione

Tutti gli articoli sulla zad, aggiornamenti e approfondimenti per conoscerne l’esperienza, li trovate qui: zad

v

Solidarietà con il popolo degli ulivi

I loro volti sono quelli della verità, una verità calpestata, bruciata tra le fiamme dell’omertà, della complicità. Cittadini come tanti, madri, padri, studenti, contadini, professionisti ed anche bambini. Erano circa duecento i salentini che nel novembre del 2015 bloccarono il traffico ferroviario alla stazione di San Pietro Vernotico. Di questi, 46 sono stati identificati e denunciati dalla digos di Brindisi. L’accusa è di aver omesso di dare avviso dalle autorità competenti della manifestazione, cagionando un danno ai passeggeri e alle Ferrovie dello Stato, oltre che di interruzione di pubblico servizio.
La manifestazione in questione aveva la finalità di bloccare il Piano Silletti che prevedeva non solo l’estirpazione degli ulivi salentini perché ritenuti infetti da xylella (senza però alcun test di patogeni- cità effettuato sul batterio e soprattutto con la consapevolezza che l’estirpazione delle piante non eradica il batterio), ma anche l’irrorazione a tappeto da Leuca a Brindisi di fitofarmaci riconosciuti dannosi alla salute umana, i cui effetti sarebbero emersi soprattutto nelle generazioni future. Hanno tentato ogni via per evitare il disastro, hanno cercato di dialogare con le Istituzioni, hanno chiesto a gran voce di aprire la ricerca a 360° e di accreditare altri centri analisi ma ogni loro richiesta è rima- sta inascoltata. A dicembre la procura di Lecce bloccò quel folle piano indagando lo stesso commis- sario all’emergenza, il generale Silletti, e parte della scienza che ad oggi continua ad occuparsi del disseccamento rapido.
Questi cittadini il 6 novembre saranno processati per aver difeso la loro storia ed il loro futuro. Oggi hanno bisogno della solidarietà di tutti.
Siamo dunque al loro fianco nell’affermare l’alto valore sociale della loro azione, rivolta ad impedi- re uno scempio immensamente superiore al presunto danno arrecato dalla loro azione di protesta.

Per firmare l’appello: qui

qui trovate un approfondimento tecnico sul progetto TAP e gli interessi che vi stanno dietro
TAP

grani antichi

Grani antichi, agricoltura contadina o ecobusinnes

cosa significa grani antichi e quali distinzioni fare?

In occasione della festa della trebbiatura organizzata da genuino valsusino, abbiamo sentito Roberto Schellino autore fra l’altro di “mille contadini, storia corale delle campagne”. Coltivatore, studioso e conservatore di vecchie varietà locali ci dice: non basta seminare grani antichi per essere alternativi al sistema in cui viviamo. Abbiamo approfondito la questione partendo dal termine stesso “grani antichi”, un termine che non dice nulla, se non che si tratta di varietà non più annoverate tra quelle attualmente in commercio, ma poco distingue le loro caratteristiche. meglio parlare di varietà locali, selezioni non varietali, contadine, con le loro specificità agronomiche e nutrizionali. abbiamo poi accennato il problema di creare una filiera veramente esterna al mercato neoliberista e non un prodotto di alta gamma dai prezzi irraggiungibili

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altri articoli su agricoltura

Zad, Solo chi ci vive ha cura del territorio

Nella Zad di Notre Dame de landes gli occupanti (vecchi e nuovi, contadini, attivisti, sostenitori) si occupano tra l’altro di capire come vivere a lungo termine su un territorio mantenendone la ricchezza naturale, utilizzandone i terreni e i boschi perché l’impronta umana sia durevole e positiva. A riguardo, diverse sono le attività riguardo i boschi, che comprendono la formazione, comprendendone il funzionamento biologico, la rinaturalizzazione di boschi pensati per la produzione industriale di legname, la sperimentazione di tecniche e tipi di taglio che diano materiale utile (legname da costruzione per le strutture necessarie alla zad) migliorando al contempo il complesso forestale.
Da questo breve audio, una breve introduzione al lavoro portato avanti. Noi siamo la natura, viviamo all’interno di essa e tutelarla non vuol dire museificarla…

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Zad: la situazione con il nuovo governo

Abbiamo intervistato Camille, un occupante della Zad di Notre Dame des Landes. La priorità del nuovo governo Macron è far passare per decreto i comma della legge sul lavoro che non sono passati l’anno scorso grazie alle forti mobilitazioni che ci sono state in tutta Francia. Questo fa slittare la questione Zad a dopo il 1° dicembre, quando una commissione tecnica nominata dal governo dovrà dare iul proprio chiaro giudizio sulla questione aeroporto sì – aeroporto no. Cosa succederà allora? come potrebbero cambiare equilibri e alleanze?

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Avremo modo di approfondire tutto ciò sabato 1 alla festa No tav di Almese, dove saranno presenti alcuni militanti della Zone à Defendre

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Eataly: il cibo contadino come il caviale

Passata il fine settimana scorso la terza edizione di “Critical Wine/Terra e libertà” a Bussoleno, riprendiamo il discorso sul cibo contadino, sano, di prossimità, senza sfruttamento e sulla filiera corta guardando nello specchio. A dieci anni dalla sua nascita Eataly, che di queste parole si riempe la bocca e le etichette, ne rappresenta proprio l’inverso, per i meccanisimi da grande distribuzione, che contengono in sé dinamiche di sfruttamento della forza lavoro, per le sue aderenze con i grandi capitali italiani, con la politica di palazzo. Proprio grazie a questa, con la cessione a uso gratuito di ex-stabili industriali, Eataly promuove la trasformazione e la valorizzazione (cioè l’aumento dei prezzi) dei quartieri in cui si insedia, con le tonnellate di cemento che ciò giustifica, anche solo per la viabilità ausiliaria dei centri commerciali.
La riflessione parte da un interessantissimo articolo di Wolf Bukowski, pubblicato da “L’Almannacco de La Terra Trema”. Sentiremo l’autore nelle prossime puntate.

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http://vulcanostatale.it/2015/04/slow-food-coop-e-eataly-la-sinistra-di-facciata-due-chiacchiere-con-wolf-bukowski/

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