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grani antichi

Grani antichi, agricoltura contadina o ecobusinnes

cosa significa grani antichi e quali distinzioni fare?

In occasione della festa della trebbiatura organizzata da genuino valsusino, abbiamo sentito Roberto Schellino autore fra l’altro di “mille contadini, storia corale delle campagne”. Coltivatore, studioso e conservatore di vecchie varietà locali ci dice: non basta seminare grani antichi per essere alternativi al sistema in cui viviamo. Abbiamo approfondito la questione partendo dal termine stesso “grani antichi”, un termine che non dice nulla, se non che si tratta di varietà non più annoverate tra quelle attualmente in commercio, ma poco distingue le loro caratteristiche. meglio parlare di varietà locali, selezioni non varietali, contadine, con le loro specificità agronomiche e nutrizionali. abbiamo poi accennato il problema di creare una filiera veramente esterna al mercato neoliberista e non un prodotto di alta gamma dai prezzi irraggiungibili

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altri articoli su agricoltura

Zad, Solo chi ci vive ha cura del territorio

Nella Zad di Notre Dame de landes gli occupanti (vecchi e nuovi, contadini, attivisti, sostenitori) si occupano tra l’altro di capire come vivere a lungo termine su un territorio mantenendone la ricchezza naturale, utilizzandone i terreni e i boschi perché l’impronta umana sia durevole e positiva. A riguardo, diverse sono le attività riguardo i boschi, che comprendono la formazione, comprendendone il funzionamento biologico, la rinaturalizzazione di boschi pensati per la produzione industriale di legname, la sperimentazione di tecniche e tipi di taglio che diano materiale utile (legname da costruzione per le strutture necessarie alla zad) migliorando al contempo il complesso forestale.
Da questo breve audio, una breve introduzione al lavoro portato avanti. Noi siamo la natura, viviamo all’interno di essa e tutelarla non vuol dire museificarla…

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Zad: la situazione con il nuovo governo

Abbiamo intervistato Camille, un occupante della Zad di Notre Dame des Landes. La priorità del nuovo governo Macron è far passare per decreto i comma della legge sul lavoro che non sono passati l’anno scorso grazie alle forti mobilitazioni che ci sono state in tutta Francia. Questo fa slittare la questione Zad a dopo il 1° dicembre, quando una commissione tecnica nominata dal governo dovrà dare iul proprio chiaro giudizio sulla questione aeroporto sì – aeroporto no. Cosa succederà allora? come potrebbero cambiare equilibri e alleanze?

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Avremo modo di approfondire tutto ciò sabato 1 alla festa No tav di Almese, dove saranno presenti alcuni militanti della Zone à Defendre

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Eataly: il cibo contadino come il caviale

Passata il fine settimana scorso la terza edizione di “Critical Wine/Terra e libertà” a Bussoleno, riprendiamo il discorso sul cibo contadino, sano, di prossimità, senza sfruttamento e sulla filiera corta guardando nello specchio. A dieci anni dalla sua nascita Eataly, che di queste parole si riempe la bocca e le etichette, ne rappresenta proprio l’inverso, per i meccanisimi da grande distribuzione, che contengono in sé dinamiche di sfruttamento della forza lavoro, per le sue aderenze con i grandi capitali italiani, con la politica di palazzo. Proprio grazie a questa, con la cessione a uso gratuito di ex-stabili industriali, Eataly promuove la trasformazione e la valorizzazione (cioè l’aumento dei prezzi) dei quartieri in cui si insedia, con le tonnellate di cemento che ciò giustifica, anche solo per la viabilità ausiliaria dei centri commerciali.
La riflessione parte da un interessantissimo articolo di Wolf Bukowski, pubblicato da “L’Almannacco de La Terra Trema”. Sentiremo l’autore nelle prossime puntate.

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http://vulcanostatale.it/2015/04/slow-food-coop-e-eataly-la-sinistra-di-facciata-due-chiacchiere-con-wolf-bukowski/

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