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trasmissione del 4 giugno

trasmissione del 4 giugno, il podcast

La trasmissione del 4 giugno 2018, riascoltabile e scaricabile.

Breve riassunto degli argomenti principali

– Su tutti i giornali in questi giorni, le dichiarazioni del neo ministro Toninelli  sulla possibilità di rivedere il progetto Tav Torino-Lione e quelle del presidente di Regione Piemonte Chiamparino. Abituati alle promesse dei politici, diffidenti delle sospensive prenditempo dei governi traballanti, il movimento no tav chiarisce che “non ci sono governi amici” e che siamo contro al Tav “né qui né altrove”, terzo valico compreso. Intanto sono stati assegnati gli appalti al nuovo consorzio di imprese per l’allargamento del cantiere e per il mantenimento dell’ordine al suo interno.

-Questione migranti: presentazione del campeggio transfrontaliero  passamontagna. Due parole sul cosiddetto “sistema accoglienza”, compreso quello generalmente considerato virtuoso e di cui diversi comuni valsusini sono capofila. Riflessioni sulle ombre di questo meccanismo che sotto la parola “integrazione” spesso cela il ricatto lavorativo se non proprio uno sfruttamento. Campagne in Lotta e Davide Cadeddu parleranno del sistema cas, spraar e cpr in uno dei momenti di dibattito durante il campeggio

-Festa di Radioblackout, 8-9-10 giugno. Ricordiamo che questo fine settimana ci sarà la nostra festa, che finanzia l’emissione radio per buona parte dell’anno.  Questo ci permette di rimanere senza editori e senza pubblicità! Una radio libera ha bisogno del sostegno e dell’appoggio di tutti, dando una mano (smontaggio compreso, il lunedì) o semplicemente passando alla festa per bersi una birra, mangiare qualcosa e ascoltare la musica!

@ Spazio 211, via Cigna 211 Torino.

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trasmissione del 19 maggio

trasmissione del 17 maggio, il podcast

contenuti e audio della trasmissione del 17 maggio

zad: ricomincia lo sgombero e la distruzione delle abitazioni. Al telefono con noi Camille, abitante della zona. Aggiornamento sulla situazione e un accenno alla dinamica in corso, tra attacco militare, sedicenti “tregue” e mediazioni.

Corteo no tav Rosta- Avigliana del 19 maggio: Patrizia, nostra redattirce, ha presenziato alla conferenza stampa di oggi e ne fa un resoconto, oltre a dare le indicazioni per sabato.

frontiera del Monginevro: dopo la morte di Blessing, affogata mentre scappava dal rastrellamento della polizia francese, iniziativa informativa alla dogana .

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trasmissione di giovedì 3 maggio

Trasmissione di giovedì 3 maggio, il podcast

la trasmissione di giovedì 3 maggio, ascoltabile in podcast.

In chiusura di trasmissione ci giunge la notizia che Théo, Bastien ed Eleonora saranno da stasera con l’obbligo di firma bigiornaliera e di residenza in Francia. Non esistono clandestini, solo ospiti di passaggio!

Frontiera

Abbiamo parlato della questione della frontiera. Una linea che divide persone simili per posizione sociale e magari usi e lingua locale, ed unisce sotto la bandiera ceti sociali diffla trasmissione di giovedì 3 maggioerenti che altrimenti non avrebbero a che fare tra loro . Proprio a questo serve il confine sulla cui “inviolabilità” sembrano inalberarsi tutti. Pensiamo alla vicenda dei gendarmi francesi a Bardonecchia, ma pensiamo soprattutto alla vicenda dei “tre di Briançon”. Non solo un attacco alla solidarietà umana che chi vive in montagna trova normale praticare, ma un attacco a chi ha osato mettere in luce la funzione della frontiera. La frontiera utile al sentimento d’unione nazionale, sotto al quale nascondere disuguaglianze, sia all’interno che all’esterno del territorio.

Cassazione

Abbiamo poi parlato della sentenza di Cassazione. Usciti dal cortile Torinese, la compattezza di magistratura, politica e polizia permette di intravedere con quale forza le forze dello stato possano operare all’unisono. Al palazzaccio della cassazione di Roma è stato fondamentalmente smantellato il teorema della procura torinese. Riguardo il concorso morale (se tiro una pietra non sono responsabile di quelli che lo fanno altrove e in altro momento), riguardo la costituzione delle parti civili (sindacati di polizia e ministeri), riguardo i riconoscimenti e i travisamenti. Tutto da rifare, quindi, con delle condanne da ricalcolare al ribasso.

ZAD

Un piccolo aggiornamento lo abbiamo fatto sulla zad. Al momento la polizia è impegnata a prendere conoscenza del territorio, con una presenza costante e capillare, intrusioni nei sentieri e vicino alle case. Rimandano per ora la prosecuzione degli abbattimenti che riprenderà probabilmente verso metà mese, quando scadrà la fase di valutazione delle domande individuali di regolarizzazione. La tattica dilatoria rischia comunque di creare piani differenti tra gli zadisti e comunque non garantisce nessuno sulla permanenza degli insediamenti abitativi.

Macron e la “Guerra civile europea”

Per telefono abbiamo contattato Sandro Moiso di Carmilla Online. Ci ha commentato un suo lungo scritto che inaugura la nuova rubrica “il movimento reale”. Fine del ‘900 e della politica parlamentare, e paragone tra la miseria del teatrino politico, in particolare quello italiano, e la “società senza stato” della zad, ma non solo, che Macron ha messo sotto attacco. Buona lettura su la nuova guerra civile europea

Mondeggi

Grazie alla presenza in studio di Federica, che ha partecipato questo fine settimana ai tre giorni di mobilitazione, abbiamo avuto un piccolo resoconto. Molte le realtà presenti non solo per difendere la fattoria senza padroni da un eventuale sgombero, per parlare di una serie di tematiche legate alla terra. Accesso alla terra, speculazione e distruzione del territorio. E poi rapporti di produzione: se fanno treni di lusso ad alta velocità ma chiudono le frontiere, in agricoltura vediamo chiaramente il perché. L’agricoltura convenzionale italiana è in gran ripresa: con la manodopera clandestina, obbligata a stare nel paese d’approdo ma clandestina, c’è una manovalanza davvero “competitiva” e “flessibile”.

l’audio è in parte tagliato perché di cattiva qualità

ciao!

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Trasmissione di giovedì 3 maggio, il podcast

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trasmissione del 26 aprile

trasmissione del 26 aprile, il podcast

La trasmissione del 26 aprile: podcast, sommario e riassunto:

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Frontiera:

Aggiornamento dalla frontiera: il nostro territorio è soggetto nuovamente a un flusso di persone che si spostano verso la Francia. Oggi come un tempo il passaggio viene da una parte vietato, per scopi elettoralistici e per giustificare norme punitive più stringenti. Dall’altra il flusso di persone che non hanno nulla con sé, spesso neanche i propri cari giacché la divisione delle famiglie e dei minori è una pratica costante, è utile e ricercata per avere manodopera illegale sottocosto.

Finita la stagione sciistica infine arriva l’uso della forza pubblica, così poco fotogenica finché c’erano turisti sulla neve. In questi giorni un corteo spontaneo ha forzato però la frontiere e si è diretto fino a Briançon. Oltre a sorprendere il dispositivo messo a guardia dei sacri confini ciò ha permesso il passaggio a molti ragazzi senza permesso di varcare. Interessante notare anche quanto mediatica ed effimera è stata la manovra di alcuni militanti di destra arrivati da più parti per fare propaganda “anti-immigrati”.  Messisi in un luogo a caso a farsi fotografare con reti e striscioni di dissuasione, si sono poi sciolti come neve al sole alla risposta spontanea di chi invece sul territorio ci vive. Chi doveva passare lo ha fatto e questa volta in maniera plateale.

La risposta repressiva dello Stato francese non è mancata con tre arresti, giustificati dall’accusa da una serie di avvenimenti che riguardano tutto il territorio delle Hautes Alpes. Si evidenzia quindi il peso politico della vicenda, nei giorni dell’approvazione da parte francese di norme più stringenti sull’immigrazione. Salutiamo con piacere, invece, una fase di effervescenza della nuova “montanità”, non solo turismo e  tradizione identitaria. A questo preferiamo sicuramente solidarietà, difesa del territorio, autorganizzazione e superamento degli steccati, compresi quelli sulla linea delle acque pendenti.

Abbiamo sentito una compagna che narra le ultime vicende, l’audio è nell’ultima mezz’ora di trasmissione

Zad: aggiornamento sul campo e sulla strategia del movimento

E’ saltato per motivi tecnici, ossia cariche della gendarmerie, il collegamento telefonico.

abbiamo avuto però tempo di fare qualche domanda a microfoni spenti sulla strategia del movimento. Alcune persone si sono prestate alla presentazione di progetti individuali in prefettura. Ciò non raccoglie il punto di vista di tutti, ma l’assemblea ha scelto di diversificare le risposte all’attacco e di garantire la possibilità di aAnche le formazioni di destra che gire a più livelli, mantenendo una strategia comune. La presentazione delle domande di regolarizzazione dà un po’ di fiato ai resistenti ormai al 18° giorno di attacco da parte della gendarmerie. Inevitabilmente però questo presta il fianco alla criminalizzazione di chi è rimasto fuori norma, in un quadro di resistenza alla normalizzazione e all’assorbimento nell’economia agricola. Un momento delicato dove questa differenziazione favorisce la divisione del movimento in buoni e cattivi, anche se il movimento rifiuta questa categorizzazione.

Riusciranno gli zadisti a non farsi assorbire e normalizzare. Manterranno la loro carica sovversiva nella Francia in subbuglio per studenti, ferrovieri e lavoratori delle poste?

El Cerro Libertad

Abbiamo mandato in onda la registrazione di una intervista agli occupanti di El Cerro, fattoria (finca) occupata e sgomberata in Andalucìa, Spagna. Nel sud della penisola ci sono migliaia di ettari di terreni agricoli abbandonati, dopo l’accaparramento di proprietà da parte delle banche col favore della cosiddetta crisi economica. In una zona ad alta disoccupazione, i jornaleros, operai agricoli disoccupati, hanno  occupato fattorie e oliveti riportandoli in produzione. Il tentativo è dare soluzione alla disoccupazione ed anche allo sfruttamento agricolo, lavorativo e di genere.

I fondamenti del loro lavoro sono: porre fine all’appropriazione delle terre a fini speculativi, dare lavoro agli operai agricoli senza sfruttamento lavorativo, abbattere la discriminazione di genere tar uomini e donne, seguire principi di ageroecologia contro la desertificazione e la chimica agricola.
Sempre in tema, ricordiamo questo fine settimana il corteo nazionale di Genuino Clandestino in difesa di Mondeggi fattoria senza padroni e per l’autodeterminazione dei territori

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scarica El Cerro Libertad

Processone e altri appuntamenti

Ricordiamo che domani è prevista la decisione della Cassazione per il processone notav, quello che riguarda la resistenza alla Maddalena di Chiomonte (27 giugno – 3 luglio 2011). Per l’occasione ritrovo ai cancelli della centrale elettrica a Chiomonte.

Sempre domani sera ritrovo a Gap, di fronte alla galera locale, in solidarietà a Théo e Bastien rastrellati a Briançon dopo la marcia transfrontaliera. In chiusura, tutti gli altri appuntamenti.

ciao!

Mica trasmissione del 19 aprile

trasmissione del 19 aprile, il podcast

La trasmissione del 19 aprile in podcast

Zad: il giorno dopo il fallito dialogo con la prefettura. Il movimento, che non aveva riposto fiducia in questo incontro, sta discutendo sul cosa fare e come affrontare le forze di polizia che ancora più duramente assalteranno la zad dal 24 aprile in poi. Ne abbiamo anche parlato con Max, presente in studio. Appena tornato dalla zad, ci racconta dell’intervento militare dei gendarmi e l’impressionante livello di violenza da loro esercitato.

Qui lo scambio di battute con Camille, dalla ZAd di Notre Dame de Landes

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scarica al telefono con Camille

Ci siamo poi collegati con il Salento,  per parlare di lotta notap. I lavori si sono ampliati a varie altre località. Nel bloccare i lavori, c’è stato un primo arresto a cui il movimento ha reagito con maturità e solidarietà. Saverio, anarchico, spesso impegnato nelle lotte, anche quelle che non sempre riscontrano l’appoggio dei grandi numeri, ha ricevuto l’affetto e la vicinanza di tutti quelli che si battono contro il gasdotto. Non ci sono buoni e cattivi, ma solo persone che si battono, pur con tutte le diversità che ognuno di noi porta con sé, per una causa comune.

Abbiamo infine parlato del corteo popolare che ci sarà il 19 maggio prossimo tra Rosta e Avigliana. La bassa valle potrebbe essere presto investita da nuovi lavori propedeutici al tav e finire per essere una discarica di smarino di rocce verdi. Prevedono la creazione di una finta collina morenica per liberarsi di milioni di metri cubi di rocce potenzialmente cancerogene.

Infine abbiamo sentito Antonio, di Mondeggi – fattoria senza padroni. Ci ha descritto il corteo nazionale di genuino clandestino previsto il 28 aprile, che vede rivendicare l’accesso alla terra, l’autodeterminazione dei territori, la lotta contro la devastazione della terra e delle terre, la svendita dei beni comuni.

Qui di seguito l’audio integrale della trasmissione del 19 aprile
Un saluto a presto!

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trasmissiomne del 19 aprile

panorama della zad durante il tentativo di sgombero

radio no tav trasmissione 1 febbraio - Pioltello

1 febbraio, le novità della settimana – con registrazione audio

Adeguamento TAV della linea per Torino: soldi, trucchi e strategie dell’osservatorio. Deragliamento di Pioltello: le cause profonde dalla privatizzazione ad oggi del trasporto ferroviario. Migranti: cariche a Monginevro e aumento del controllo…

Puntata di giovedì 1 febbraio

Osservatorio e adeguamento della tratta in bassa valle

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(la registrazione audio è parziale, c’è solo la parte finale)

L’osservatorio cerca di accreditarsi non più come “gestore” della questione tunnel, ma anche della interconnessione con la tratta nazionale. Per questo cambia nome e invia una lettera alle amministrazioni dellla valle. La firma è di Foietta ma l’ordine arriva da Roma (Boschi).
In vista delle elezioni non è un caso il pullulare di iniziative propagandistiche e incontri vari. Ma l’invito di Foietta, che ci tiene a specificare che l’osservatorio “non è vincolante”, è al solito una trappola. La Conferenza dei Servizi preferisce infatti parlare con l’Osservatorio che con i singoli comuni. Osservatorio che, essendo stato fatto proprio per aggirare le volontà locali, non tiene mai conto delle opinioni contrarie. E che va avanti nonostante molti comuni non vi aprtecipino. Trucchi chiamati “partecipazione”.

L’incidente di Pioltello

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Ennesimo incidente, come al solito predetto dai lavoratori delle ferrovie. Ma la mancanza di prevenzione e di sistemi di controllo, ha radici profonde. Andiamo a cercarle leggendo il contributo di due ferrovieri, Matteo e Salvatore. Il primo è manutentore ferroviere, il secondo è stato ferroviee negli anni ’60-70. La lunga storia dell’alta velocità risale indietro di decenni, dalle battaglie dei ferrovieri e dei pendolari, da sempre in lotta contro la deviazione dei fondi ottenuti col traffico pendolare verso i treni di lusso. Una volta erano i “rapidi”. Poi gli “intercity”. Ora, il tav. Nel frattempo però il trasporto pubblico non è più un servizio, ma un’impresa a fini di lucro. Ed ecco che, per aumentare i profitti, non solo si risparmia, quindi niente sistemi di emergenza che non sono obbligatori, ma si spremono di più i lavoratori. Il sistema dell’uomo morto, per dimezzare i macchinisti alla guida, è un esempio come altri. E per rendere sicuri i treni si installano…le telecamere!

Tutto ciò non basterebbe senza la vittoria sui lavoratori, con i sindacati confederali che hanno accettato, per esempio, la cosiddetta “Commissione di Garanzia” che impedisce gli scioperi e precetta i lavoratori con le “fasce di garanzia” anche al di fuori di situazioni di emergenza. Ed anche in occasioni di gravi eventi, come la strage di Andria dove si sono scontrati due treni pendolari su una tratta binario unico. Tratta in gestione privata, tra l’altro. Poi ancora, parliamo del sistema degli appalti, per una volta non dal punto dei vista delle imprese, ma da quello dei lavoratori. Sono questi, infatti, che pagano i profitti per due padroni e non uno solo, con l’inquadramento salariale più basso, la precarietà, i ritmi di lavoro accelerati.

I brani letti sono tratti da “Tirare il freno di emergenza” Lampi di storia sulle ferrovie in Italia. Quaderni di “fine corsa”, Agosto 2017

Monginevro, migranti e polizia

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Brevemente perchè la puntata volgeva al termine, ci siamo fatti raccontare gli ultimi fatti sul passaggio dei migranti attraverso la valle. Nei giorni scorsi pare che una linea di trasporti a Monginevro abbia negato a dei ragazzi di salire sull’autobus per Briançon, nonostante avessero il biglietto. La situazione sembra si sia aggravata con l’arrivo dei gendarmi, con qualche botta, inseguimento e cadute per cui uno dei ragazzi migranti sarebbe stato portato in Ospedale.
Inoltre anche sul lato italiano ci sono stati problemi. Senza alcuna copertura legale, pare che un autista di autolinee francesi, in servizio navetta per il tgv, abbia tentato d non far usare l’autobus ai ragazzi che cercavano di salire. L’autobus è ad uso esclusivo dei clienti TGV. Nonostante il direttore delle autolinee non volesse farli salire, alcuni solidali hanno spiegato che non solo non poteva negarsi a trasportare dei apsseggeri in base al colore della pelle, ma che è responsabilità di persone come lui che poi le persone sono costrette a passare nella neve sui passi alpini rischiando la vita.

Comunque pare che oltre ad essere aumentata la pressione della polizia francese, che pattuglia con le motoslitte, ci sia più collaborazione con quella italiana. La situazione, insomma, sembra intesirsi. Resteremo informati e cercheremo di dare più spazio nelle prossime puntate

incidente ferroviario di Andria

incidente ferroviario di Andria

podcast del 25/1

Podcast del 25/1, la trasmissione completa

Zad: vittoria amara con la minaccia di sgombero, conflitti sulla route de chicanes; Chiomonte, finanziati due appalti aggiuntivi sul tunnel geognostico “maddalena 1”; migranti: continuano i passaggi di frontiera, aggiornamento TAP e altro ancora!

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scarica la trasmissione di giovedì 25 gennaio

i contenuti che troverai nel podcast del 25/1:

Zad, dopo la vittoria sull’aeroporto la situazione nella “zona da difendere”

Festeggiato degnamente l’abbandono del progetto dopo una lotta durata 50 anni, il governo preme per una contropartita: il ripristino della “legalità”. Dove legalità sarebbe la fine della gestione delle terre fuori dalle logiche commerciali di sfruttamento. Sarebbe la fine dei progetti di reinsediamento agricolo, fine degli spazi comunitari, di accoglienza, culturali e organizzativi. Sarebbe la fine delle “zone non motorizzate” e di rinaturalizzazione. Fine della produzione agricola gratuitamente destinata a lotte, mense popolari, scioperianti. Appuntamento per dare sostegno alla Zad il 10 Febbraio.
Oltre a questo, facciamo un approfondimento sulla route de chicanes, liberata questo lunedì. La via era un simbolo della resistenza che ha impedito lo sgombero nel 2012 e il suo uso ha creato non poche divergenze nel composito movimento anti-aeroporto.
Dietro, però, troviamo i classici dilemmi: come prendere le decisioni insieme, come conciliare punti di vista diversi senza fare forzature che finiscono coll’indebolire il movimento.

Cantiere di Chiomonte: nuovi inutili appalti

Per come è fatto il sistema di appalti, bisogna pur sempre far qualcosa, un buchetto qui, una palata di terra là. L’importante è non fermare mai il flusso di denaro in entrata, essere sempre lì a chiedere un avnzamento lavori, non uscire mai dal giro degli appalti.
Ecco sono stati elargiti altre centiania di migliaia di euro per delle nicchie, da scavare, riempire, ritappare. Prendi di qui, metti di là…peccato si tratti di “rocce verdi” (non si parli di amianto, per carità. E già che ci siamo, tombiamo insieme anche un pò di materiali contaminati, a mò di smaltimento. Avanti, c’è lavoro!

Migranti: la situazione

Un aggiornamento sulle necessità (scarponi, calzettoni, berretti, guanti) di chi cerca di passare la frontiera. La neve non è più così soffice da impedire di avanzare, però le alte temperature hanno creato pericolosi lastroni di ghiaccio. Occhio!
Alcune riflessioni su possibili futuri sviluppi quando la neve non ci sarà più.

varie eventuali

abbiamo ancora parlato di Afrin e dell’attacco turco ai territori confederali delNord ella Siria, ricordato Cintu, bandito no tav di Bussoleno che ci ha lasciati, ricordato le inziative no tap che ci sarnno a Torino in questi giorni e fatto un aggiornamento.

buon ascolto con il podcast del 25/1!

Ciao e a settimana prossima
podcast

Podcast della trasmissione di giovedì 11- aggiornato

ci avete segnalato problemi nell’ascolto del podcast audio, ora dovrebbe andare. Grazie!

ecco la trasmissione intera riascoltabile in podcast

gli argomenti del giorno:
*in discussione a Meana l’utilizzo di cava Palli per contenere lo smarino del Tav. Al consiglio comunale aperto la giunta deve retrocedere ma non esclude l’uso dell’area per altre funzioni legate al Tav. L’atteggiamento della giunta e del segretario comunale.

*Chiomonte e le compensazioni: i paravalanghe in località Verger alle Ramats, la metanizzazione e altri specchietti per allodole

*Ancora Chiomonte, Imprend’oc: l’associazione di commercianti mette le mani sui vigneti della cantina Clarea, proponendosi come gestore dopo la scadenza del contratto (25 anni) che affidava i terreni ai viticoltori.

*Questione migranti e frontiere: valutazioni sul flusso di persone, soprattutto ragazzi, che cercano di passare il confine. Domenica ciaspolata da Claviere a Monginevro per visibilizzare il problema.

*Collegamento telefonico con Milano sul problema della militarizzazione della città. Sempre più i militari armati adibiti al controllo dell strade. Anche per questo è prevista sabato una manifestazione contro le divise e la loro funesta presenza per le città italiane.

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podcast 21 dicembre 2017 radio no tav

Podcast di giovedì 21 Dicembre

La trasmissione completa andata in onda questo giovedì, scaricabile e ascoltabile in podcast

Auguri a bassa velocità!

riassunto delle principali notizie:

serata a Gravere del tecnotavtour

Il sindaco partecipa al dibattito contestando le dichiarazioni dei tecnici. Molti i cittadini che sono intervenuti. Il sindaco non ha mancato di fare grande pubblicità a Telt ed ha dichiarato che in osservatorio l’idea di usare Cava Palli è stata bocciata. Peccato che non sia l’osservatorio il luogo dove prendere queste decisioni, che ricadono sull’amministrazione locale.
Sarà invece a Meana la prossima seduta municipale che dibatterà sull’uso di cava Palli. Vedremo cosa dice l’amministrazione dopo le serate organizzate e partecipate dalla popolazione, e dopo la petizione lanciata e firmata dalla cittadinanza

serata a Susa organizzata dagli imprenditori segusini

Una novantina le presenze tra cui Ferrentino, Tessari (il famoso commissario che indagò su Sole e Baleno), la cricca degli interessati ad “un arrivo più veloce dei turisti a Susa”: c’è ancora chi crede a Babbo Natale, evidentemente. Presenti anche figure legate a cave, trasporti, industrie varie, con sviolinate sulla globalizzazione che sì, crea anche povertà per qualcuno, ma tant’è.
Da notare che negli ultimi tempi iniziative di propaganda di questo tipo sono continue.

la consegna della linea storica ferroviaria a Telt

Come già successe per il Moncenisio, questo trasferimento permetterà alla società costruttrice del Tav di chiudere, quando vorrà, la vecchia linea. Come per altre tratte, per favorire l’alta velocità Telt potrà decidere di priorizzare la nuova linea, sempre che riuscirà a realizzarla. Il fatto tra l’altro non sarà di nessun vantaggio per gli stessi imprenditori d’alta valle che non dicono no alla nuova linea. Ci penseranno?

Una montagna di libri presenta tre nuove pubblicazioni presentate nelle prossime iniziative

Uno sulle lotte degli anni ’70, scritta da Manfredi, autore della canzone “ma chi ha detto che non c’è”, il secondo scritto da Philopat, sulla scena punk di Milano negli anni ’80.
Il terzo libro, a cura delle edizioni Tabor è la traduzione del libro della “storia incrociata delle lotte della zad e no tav”. Si chiama “contrade”, frutto dello sforzo congiunto di molte persone che lo hanno tradotto collettivamente

briser les frontières

Il racconto delle situazione attuale al confine di Bardonecchia. Una situazione che spinge molti ragazzi a “bucare” la frontiera di notte, sulla neve, in condizioni proibitive. I ragazzi che dalla stazione di Bardonecchia vanno a piedi fino al colle della scala per arrivare a Névache vengono presi dalla gendarmerie e portati al confine al Monginevro.Chiunque sia disposto a dare uno mano, per ospitare persone in caso d’emergenza, per raccogliere indumenti adatti al clima, per fare dei giri di perlustrazione, aiuto e soccorso, può farlo autonomamente passando dalla stazione stessa o mettendosi in contatto con la rete attraverso la pagina facebook.

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scarica prima parte

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podcast radio no tav

le notizie della settimana: podcast dell’ultima trasmissione

il podcast di giovedì 30 novembre

Questa settimana abbiamo parlato di:
arrivati a uno dei condannati i domiciliari per scontare il residuo pena del processo compressore. Diverse le novità: l’applicazione della pena è piuttosto restrittiva, soprattutto per il divieto di incontro e l’orario per la spesa molto ridotto. Inoltre si teme non verranno accettate le richieste di lavoro.

Eddi, no tav del centro sociale Askatasuna si è unita alle Ypj, unità di autodifesa delle donne, che combattono in Rojava (Kurdistan siriano). Solito articolo denigratorio sulla busiarda. A noi bastano le sue parole: “Ovunque siamo, la nostra forza sta nell’organizzare la nostra rabbia, la nostra voglia di riscatto, cambiamento e uguaglianza. Ovunque c’è violenza c’è un modo per difendersi, insieme”. Ma quale seconda vita!

Un collegamento con la compagna di Silvano, No tav che sconta 4 mesi di definitivo per essere stato trovato con un carico di maschere antigas destinate al movimento. Racconto della situazione e diverse iniziative in programma.

Chiesta la deroga per l’emissione di rumore nel cantiere di Chiomonte. Venaus scarl ha chiesto la deroga al comune, negata, rivolgendosi a quello di gravere che l’ha accettata d’accordo con Arpa. Proprio il ruolo dell’ente regionale è sotto accusa. Sopravvalutato e considerato “super partes”, è stato verificato da alcuni consiglieri comunali che
silvano i tecnici che dovevano monitorare i decibel non erano presenti negli orari e nei luoghi previsti. Quale allora l’attendibilità delle misurazioni?

in coda iniziative e appuntamenti.

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A giovedì prossimo con trasmissione, podcast e aggiornamenti sul sito
Ciao! Redazione@radionotav.info