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podcast radio no tav

le notizie della settimana: podcast dell’ultima trasmissione

il podcast di giovedì 30 novembre

Questa settimana abbiamo parlato di:
arrivati a uno dei condannati i domiciliari per scontare il residuo pena del processo compressore. Diverse le novità: l’applicazione della pena è piuttosto restrittiva, soprattutto per il divieto di incontro e l’orario per la spesa molto ridotto. Inoltre si teme non verranno accettate le richieste di lavoro.

Eddi, no tav del centro sociale Askatasuna si è unita alle Ypj, unità di autodifesa delle donne, che combattono in Rojava (Kurdistan siriano). Solito articolo denigratorio sulla busiarda. A noi bastano le sue parole: “Ovunque siamo, la nostra forza sta nell’organizzare la nostra rabbia, la nostra voglia di riscatto, cambiamento e uguaglianza. Ovunque c’è violenza c’è un modo per difendersi, insieme”. Ma quale seconda vita!

Un collegamento con la compagna di Silvano, No tav che sconta 4 mesi di definitivo per essere stato trovato con un carico di maschere antigas destinate al movimento. Racconto della situazione e diverse iniziative in programma.

Chiesta la deroga per l’emissione di rumore nel cantiere di Chiomonte. Venaus scarl ha chiesto la deroga al comune, negata, rivolgendosi a quello di gravere che l’ha accettata d’accordo con Arpa. Proprio il ruolo dell’ente regionale è sotto accusa. Sopravvalutato e considerato “super partes”, è stato verificato da alcuni consiglieri comunali che
silvano i tecnici che dovevano monitorare i decibel non erano presenti negli orari e nei luoghi previsti. Quale allora l’attendibilità delle misurazioni?

in coda iniziative e appuntamenti.

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A giovedì prossimo con trasmissione, podcast e aggiornamenti sul sito
Ciao! Redazione@radionotav.info

podcast cava palli

podcast – trasmissione di giovedì 9 novembre

Due i temi principali del giorno: alcune riflessioni a margine degli incendi, e un resoconto del consiglio comunale aperto a Meana, sul ruolo della locale cava Palli nei futuri lavori per il Tav.
Incendi,inchieste e compensazioni

Per quanto riguarda gli incendi, in queste settimane post-emergenza i giornali hanno dato molto risalto alle indagini alla ricerca dei “colpevoli”. Non ultime associazioni come il wwf reclamano “pene esemplari”. Noi non crediamo che questa caccia al responsabile possa risolvere il problema. Come ha detto Luca Giunti nell’intervista che abbiamo pubblicato, il problema non è il piromane, non è solo l’accorpamento di forestale e carabinieri, né l privatizzazione del servizio di aerei canadair. Il problema è l’abbandono della montagna, la scelta politica e collettiva, a suo tempo, di scendere alle fabbriche, l’abitudine a frequentare i centri commerciali più che i sentieri. L’abbandono del territorio è un pacchetto completo, la sua salvaguardia pure, ed è un fatto che va insieme alle scelte quotidiane delle nostre vite. La salvaguardia non può essere delegata a nessun ente od agente, ma fa parte del tipo di vita umana che c’è sul e con il territorio.

Abbiamo conosciuto sulla nostra pelle come la giustizia possa essere complementare alla politica e spostare l’attenzione da un problema all’altro. Mentre si cercherà un colpevole, vero o presunto, da dare in pasto alla giustizia e ai giornali, nulla si farà, neanche a parole, per indagare ciò che rende possibile incendi di tali proporzioni.

Meana, Gravere e cava Palli: quali interessi e di chi?

A Meana c’è stata finalmente la possibilità per la popolazione di chiedere conto all’amministrazione del possibile uso di territorio comunale per il deposito di materiali della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. La minoranza ha ottenuto un consiglio comunale aperto sulla questione, molto partecipato dalla popolazione. Su ottocento abitanti,un centinaio erano quelle presenti, motivo per cui la sessione è stata spostata al centro polivalente, nonostante le forze dell’ordine suggerissero la partecipazione a una semplice delegazione. La presenza di agenti in divisa è ormai una costante in tutti i consigli comunali dell’alta valle.

In passato l’amministrazione comunale aveva deliberato contro la ricezione dello smarino. Alcuni degli attuali amministratori facevano parte della giunta: cosa è cambiato da allora?

Come sappiamo tutte le cave, nocive di per sé, diventano alla fine del ciclo estrattivo delle discariche. Poi le ditte falliscono e svaniscono, il danno resta e buonanotte al secchio. Sarà la costruzione di nuove infrastrutture a offrire nuove possibilità di ricevere soldi ministeriali per rifare il giochino un po’ più in là. Tale sembra essere il destino della Palli.

Durante il consiglio comunale, messa alle strette dalle domande incalzanti di popolazione e minoranza, la Sindaca ha interrotto la seduta togliendo la luce alla sala. Rimangono sempre molte domande in sospeso, o forse tutte.

Quale è la reale necessità del recupero di cava Palli?

Perché il presidente dell’unione montana Nurisso, nonché sindaco di Gravere, parla ai giornali a nome di Mea? Meana non è invitata a partecipare alla conferenza dei servizi. É vero che Meana ha dato delega a Nurisso di parlare oppure no? E, aggiungiamo, quando Nurisso parla come sindaco e quando come presidente dell’Unione, che invece si è espressa contro la variante di progetto?

Per quanto riguarda Gravere, e Nurisso sindaco, è chiaro che la sua figura mal si sovrappone a quella di Nurisso imprenditore, presente in cantiere con una ditta che faceva rilievi con i droni all’interno del cantiere. Difficile immaginare come il Nurisso possa rappresentare gli interessi comuni dei suoi cittadini e suoi interessi privati come imprenditore. Forse un giorno ce lo spiegherà.

ascolta il podcast

 

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cava palli podcast

cava palli podcast

podcast radio #notav 5 ottobre 2017

trasmissione del 5 ottobre – riassunto e podcast

Potete riascoltare l’intera puntata con il podcast a fondo pagina. A seguire il riassunto dei contenuti della trasmissione

La variante di progetto svela poco a poco le sue conseguenze. Paradossalmente la scelta dell’alta valle come territorio più sicuro per sviluppare il progetto, porta malumori in casa di chi, fin ora, si era sentito lontano da ogni problema. E così i tempi si fanno maturi perchè il movimento si faccia sentire laddove è sempre stato meno presente

Meana, Gravere e la cava Palli

Il comune di Meana, come dicevamo settimana scorsa, si dichiara interessato a ricevere milioni di metri cubi per “tappare il buco” della cava Palli, cruccio valsusino da decadi.
Ogni cava diventa prima o poi una discarica: ne sanno qualcosa a Balangero, da sito d’estrazione dell’amianto, a discarica dello stesso.
Ma qualcuno ha il coraggio di chiamarla “rinaturalizzazione”.
A Salbertrand sono presenti, su pertinenze comunali, milioni di metri cubi di materiale contaminato, sequestrato per il fallimento delle ditte che l’hanno prodotto e lì rimasto. Telt vorrebbe su quell’area costruire l’impianto di processamento delle rocce di scavo, ma nulla dice di cosa farà del materiale lì presente. Chi se ne occuperà? Dove verrà messo?
Se facciamo due conti, tolto ciò che andrebbe a costituire il sedime del previsto eliporto, il resto coinciderebbe con le quantità dichiarate dal sindaco di Meana. E Gravere, che si è reso disponibile nonostante le osservazioni firmate dall’unione montana di cui è parte? Vorrebbe anche lui ospitare del materiale ma dove? Cava Palli è parzialmente anche sotto al comune di Gravere, ma nulla vi è di scritto al momento, e ogni ipotesi è possibile, forse l’amministrazione pensa ad altri luoghi

Oulx

Nel frattempo ad aprire le danze è il comune che, nonostante le ambiguità, negli anni si è dichiarato meno favorevole all’opera Tav. Venerdì sera un consiglio comunale aperto, l’unico finora fatto sul tema in alta valle. Si discuterà proprio delle osservazioni presentate dall’unione montana, che riguardano quindi l’intero territorio e non solo il comune di Oulx. Sono stati ufficialmente invitati anche i consulenti tecnici del movimento. Sarà occasione per il movimento di fare una capatina e ricominciare a battere la zona.

Autoformazione: varianti, variabili e costi.

La giornata di sabato vedrà un pomeriggio di studi promosso da Controsservatorio Valsusa al don Bunino di Bussoleno. Il pomeriggio passerà tra approfondimenti sulle varianti e sul sistema delle compensazioni. Importante continuare a conoscere le evoluzioni del sistema Tav per contrastarlo a dovere. Le barricate, vere o di carta che siano, non si improvvisano, e se l’opera dovrà per forza uscire dal catino del Clarea, di barricate ne vedremo tante. Buon lavoro a tutti…
a giovedì prossimo
redazione[at]radionotav.info

prima parte:

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seconda parte:

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podcast radio no tav

trasmissione di giovedì 28 settembre – riassunto e podcast

il podcast completo della trasmissione

La notizia del giorno riguarda Meana. Il comune ha dichiarato, alla conferenza dei servizi a Roma, l’interesse a ricevere lo smarino del tav per riempire l’ex cava Palli. Qui operava una delle ditte nata dal fallimento della Italcoge (Lazzaro), una di quelle che nel 2011 aveva posato le recinzioni del cantiere.

La cava non sarebbe sufficiente ad accogliere tutto il materiale, ma offre una sponda al progetto dopo le delibere negative dei comuni di Caprie e Torrazza.

Sempre sul fronte istituzionale, l’unione montana prende posizione sulla variante di progetto con alcune osservazioni. Se non ci si può aspettare un’opposizione vera al Tav, bisogna pur approfittare del fatto che, finalmente, anche in alta valle se ne parla.

Incontro italo-francese a Lyon

Nell’incontro hanno parlato di tanta “ciccia”; accordi economici e militari, frontiere…

Ma hanno parlato anche di Tunnel Torino-Lione: scompare l’intenzione di creare un corridoio treni nuovo tra le due città, rimane l’idea (ancora più assurda allora) di fare solo il tunnel. I giornali si sperticano nel dire che ormai la decisione francese è irrevocabilmente sancita. Ma è proprio così? Lungi dall’alimentare false speranze e piste di “governo” il politichese è un po’ più sibillino. Forse fa il loro gioco lasciare sempre qualche speranza, per tenerci buoni, o forse il governo d’oltralpe preferisce sempre lasciarsi qualche asso nella manica, un conto sempre buono da presentare come merce di scambio… vedremo… intanto potete trovare il documento originale (in francese) sui vari canali informativi no tav: sta girando.

Continuano gli imbrattamenti: bello e illegale…
podcast radio no tav : il murale no tav in via Laghi ad Avigliana

murale no tav – via Laghi ad Avigliana

Per quanto riguarda scartoffie e burocrazia varia, il murale realizzato ad Avigliana in via Laghi, pare non rispetti i “vincoli paesaggistici” del luogo. In attesa della demolizione dei vari obbrobri presenti sul territorio, vediamo cosa faranno  giunta e sovrintendenza. Multa? rimozione coatta? Condono? Staremo a vedere, intano il dipinto rimane lì.

Il fine settimana vede poi diversi appuntamenti, soprattutto a Torino, occasione del g7 del lavoro. Riflessioni e appuntamenti.

A giovedì prossimo!

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Trasmissione del 21 settembre: audio completo

Di seguito il podcast dell’ultima trasmissione

prima parte:

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seconda parte

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no tav podcast

Podcast della trasmissione di giovedì 24 agosto

registrazione della puntata odierna di radio no tav:

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riassunto degli argomenti che trovate nel podcast:
  • Barricate di carta: la minoranza dell’unione dei comuni riesce a far approvare da tutti i sindaci di valle una mozione interrogativa sul nuovo progetto Telt. Finalmente il tema Tav sbarca anche in alta valle e le amministrazioni sono costrette a darne conto alla cittadinanza. L’approvazione è d’obbligo fronte all’opinione pubblica e chissà potrà servire a contare un po’ di più nell’elemosinare qualche compensazione. Starà al movimento no tav approfittare dell’occasione per rilanciare il dibattito anche nei comuni più freddi.
  • Telt si trova a rispondere all’unione dei comuni e lo fa con una lettere di Virano. Rassicurazioni sulla salute, sull’occupazione, sul futuro dei collegamenti ferroviari internazionali, sulla viabilità autostradale e ordinaria
  • Telt convoca una gara d’appalto per la stesura di un dossier da presentare al governo francese. Sul banco la solita propaganda scientifica: previsioni di traffico, riduzione dei gas serra, costi e cronoprogramma.
  • Il governo francese fa trapelare un eventuale ripensamento della politica dei trasporti, tav in primis. In vista del prossimo incontro bilaterale,  un tema così caro al governo italiano sarà buona merce di scambio per altri interessi più sacrificabili.
  • 16 settembre, Venaus borgata 8 dicembre: il movimento organizza un “alter vertice” momento di incontro dedicato a “partecipazione e lotta, usare l’esistente, realizzare mobilità alternativa”
  • scade il termine di presentazione per le osservazioni alla variante di progetto. I tecnici sono al lavoro ma chiunque può presentare le proprie.
  • Manifestazione no tav a Chiomonte. Il 24 settembre il movimento sfilerà per le vie del paese, inaugurando un autunno nuovamente per strade e piazze. Ancora da stabilire contenuti e tono del corteo, a due passi dal cantiere che si prepara a diventare il cantiere principale dell’opera Tav in Valle.
e ancora…
  • delegazione no tav a Notre Dame de Landes: nuovamente in visita alla Zad, alcuni aggiornamenti e traiettorie di lotta per l’avvenire. Mentre il governo aspetta la fine della consultazione tecnica, gli occupanti si preparano ad estendere la lotta. stretta l’alleanza con i lavoratori edili che dovrebbero realizzare l’opera, che già si dichiarano contrari e che, nel frattempo, si sono rifiutati di intervenire a Calais. Anche gli aeroportuali si dichiarano contrari, mentre si dà forma a una rete di vettovagliamento a sostegno delle lotte contro la loi travail.
  • varie iniziative ed eventi in programma per tutto settembre, dal campeggio studentesco (5-9 settembre), ad incontri sportivi di calcio popolare (questo fine settimana a Venaus) al WallSusa
  • appuntamenti della settimana
no tav podcast radionotav

trasmissione del 10 agosto – podcast

Il podcast della settimana

qui potete ascoltare la registrazione della puntata di giovedì 10 agosto:

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no tav

no tav, trasmissione radio del 20 luglio

Radio no tav di giovedì 20 luglio

-il presidio no tav di San Giuliano “il Sole in un Baleno” è aperto tutti i sabati: sono arrivate le lettere di “cessione bonaria”, il modo in cui Telt cerca di acquisire case e terreni per la costruzione del cantiere di Susa, che comprende stazione internazionale, interconnessione ferroviaria con la linea storica e ingresso del tunnel di base

  • aggiornamento sulle varianti progettuali presentate in ministero per iniziare lo scavo del tunnel di base non da Susa ma da Chiomonte. La modifica presenta varie difficoltà operative, ma garantisce una più facile gestione dell’ordine pubblico.
  • aggiornamento sullo “sciopero” degli operai interni al cantiere. La mobilitazione sindacale ha l’aria di essere un gioco interno, perfetto per il gioco delle parti e la mediatizzazione
  • collegamento dal terzo valico, dopo le indagini che coinvolgono lo smaltimento dei rifiuti e toccano le gerarchie locali di partito
  • in vista della festa della trebbiatura ad Avigliana, approfondimento sui grani antichi, l’agricoltura contadina e le speculazioni del “bio”

musiche di Ranieri, Four tet, Scientist, Kortatu, Lou Dalfin e altri ancora

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per ascoltare tutte le puntate precedenti clicca qui

trasmissione di giovedì 13 luglio

Presentata in ministero la variante del progetto Tav Torino-Lione, ci sono 60 giorni per presentare osservazioni. Al telefono con noi Luca Giunti spiega per sommi capi il progetto che consta di migliaia di pagine ancora da scartabellare. Essenzialmente si tratta della nota richiesta di sopostare definitivamente in Clarea il cantiere di scavo del tunnel di base, con ciò che comporta anche per gli altri siti di Valle a cominciare da Chiomonte, Giaglione, Salbertrand e poi Caprie, Susa, S. Didero, Bussoleno ecc.
Intanto i sindacati degli operai del cantiere minacciano mobilitazione per la fine dei lavori attuali.
Abbiamo poi parlato di Bure approfittando della presenza in questi giorni di alcuni partecipanti all’opposizione antinucleare del luogo destinato ad accogliere sottoterra i rifiuti delle centrali francesi.
In chiusura lunga serie di appuntamenti per i giorni a venire.
A giovedì prossimo!

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registrazione del 6 luglio 2017

in trasmissione oggi parlando di:
#libertà di movimento, giornata indetta per sabato 8 per raggiungere la Clarea da Venaus
#Savio: licenziamenti e delocalizzazioni. L’onda lunga della globalizzazione di cui le infrasatrutture sono l’ossatura
#recuperando el paraiso, documentario che sarà proiettato venerdì 9 a Venaus sulla lotta della comunità autonoma e autodifesa di Ostula, Messico
#No tap: ultimi espianti di olivi, la “fase 0” è terminata, ora il cantiere può essere allestito. Diretta da Lecce, racconto della notte di resistenza e alcune note sulla maturazione del movimento.

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