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Mica trasmissione del 19 aprile

trasmissione del 19 aprile, il podcast

La trasmissione del 19 aprile in podcast

Zad: il giorno dopo il fallito dialogo con la prefettura. Il movimento, che non aveva riposto fiducia in questo incontro, sta discutendo sul cosa fare e come affrontare le forze di polizia che ancora più duramente assalteranno la zad dal 24 aprile in poi. Ne abbiamo anche parlato con Max, presente in studio. Appena tornato dalla zad, ci racconta dell’intervento militare dei gendarmi e l’impressionante livello di violenza da loro esercitato.

Qui lo scambio di battute con Camille, dalla ZAd di Notre Dame de Landes

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scarica al telefono con Camille

Ci siamo poi collegati con il Salento,  per parlare di lotta notap. I lavori si sono ampliati a varie altre località. Nel bloccare i lavori, c’è stato un primo arresto a cui il movimento ha reagito con maturità e solidarietà. Saverio, anarchico, spesso impegnato nelle lotte, anche quelle che non sempre riscontrano l’appoggio dei grandi numeri, ha ricevuto l’affetto e la vicinanza di tutti quelli che si battono contro il gasdotto. Non ci sono buoni e cattivi, ma solo persone che si battono, pur con tutte le diversità che ognuno di noi porta con sé, per una causa comune.

Abbiamo infine parlato del corteo popolare che ci sarà il 19 maggio prossimo tra Rosta e Avigliana. La bassa valle potrebbe essere presto investita da nuovi lavori propedeutici al tav e finire per essere una discarica di smarino di rocce verdi. Prevedono la creazione di una finta collina morenica per liberarsi di milioni di metri cubi di rocce potenzialmente cancerogene.

Infine abbiamo sentito Antonio, di Mondeggi – fattoria senza padroni. Ci ha descritto il corteo nazionale di genuino clandestino previsto il 28 aprile, che vede rivendicare l’accesso alla terra, l’autodeterminazione dei territori, la lotta contro la devastazione della terra e delle terre, la svendita dei beni comuni.

Qui di seguito l’audio integrale della trasmissione del 19 aprile
Un saluto a presto!

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scarica trasmissione del 19 aprile

trasmissiomne del 19 aprile

panorama della zad durante il tentativo di sgombero

radio no tav trasmissione 1 febbraio - Pioltello

1 febbraio, le novità della settimana – con registrazione audio

Adeguamento TAV della linea per Torino: soldi, trucchi e strategie dell’osservatorio. Deragliamento di Pioltello: le cause profonde dalla privatizzazione ad oggi del trasporto ferroviario. Migranti: cariche a Monginevro e aumento del controllo…

Puntata di giovedì 1 febbraio

Osservatorio e adeguamento della tratta in bassa valle

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(la registrazione audio è parziale, c’è solo la parte finale)

L’osservatorio cerca di accreditarsi non più come “gestore” della questione tunnel, ma anche della interconnessione con la tratta nazionale. Per questo cambia nome e invia una lettera alle amministrazioni dellla valle. La firma è di Foietta ma l’ordine arriva da Roma (Boschi).
In vista delle elezioni non è un caso il pullulare di iniziative propagandistiche e incontri vari. Ma l’invito di Foietta, che ci tiene a specificare che l’osservatorio “non è vincolante”, è al solito una trappola. La Conferenza dei Servizi preferisce infatti parlare con l’Osservatorio che con i singoli comuni. Osservatorio che, essendo stato fatto proprio per aggirare le volontà locali, non tiene mai conto delle opinioni contrarie. E che va avanti nonostante molti comuni non vi aprtecipino. Trucchi chiamati “partecipazione”.

L’incidente di Pioltello

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Ennesimo incidente, come al solito predetto dai lavoratori delle ferrovie. Ma la mancanza di prevenzione e di sistemi di controllo, ha radici profonde. Andiamo a cercarle leggendo il contributo di due ferrovieri, Matteo e Salvatore. Il primo è manutentore ferroviere, il secondo è stato ferroviee negli anni ’60-70. La lunga storia dell’alta velocità risale indietro di decenni, dalle battaglie dei ferrovieri e dei pendolari, da sempre in lotta contro la deviazione dei fondi ottenuti col traffico pendolare verso i treni di lusso. Una volta erano i “rapidi”. Poi gli “intercity”. Ora, il tav. Nel frattempo però il trasporto pubblico non è più un servizio, ma un’impresa a fini di lucro. Ed ecco che, per aumentare i profitti, non solo si risparmia, quindi niente sistemi di emergenza che non sono obbligatori, ma si spremono di più i lavoratori. Il sistema dell’uomo morto, per dimezzare i macchinisti alla guida, è un esempio come altri. E per rendere sicuri i treni si installano…le telecamere!

Tutto ciò non basterebbe senza la vittoria sui lavoratori, con i sindacati confederali che hanno accettato, per esempio, la cosiddetta “Commissione di Garanzia” che impedisce gli scioperi e precetta i lavoratori con le “fasce di garanzia” anche al di fuori di situazioni di emergenza. Ed anche in occasioni di gravi eventi, come la strage di Andria dove si sono scontrati due treni pendolari su una tratta binario unico. Tratta in gestione privata, tra l’altro. Poi ancora, parliamo del sistema degli appalti, per una volta non dal punto dei vista delle imprese, ma da quello dei lavoratori. Sono questi, infatti, che pagano i profitti per due padroni e non uno solo, con l’inquadramento salariale più basso, la precarietà, i ritmi di lavoro accelerati.

I brani letti sono tratti da “Tirare il freno di emergenza” Lampi di storia sulle ferrovie in Italia. Quaderni di “fine corsa”, Agosto 2017

Monginevro, migranti e polizia

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Brevemente perchè la puntata volgeva al termine, ci siamo fatti raccontare gli ultimi fatti sul passaggio dei migranti attraverso la valle. Nei giorni scorsi pare che una linea di trasporti a Monginevro abbia negato a dei ragazzi di salire sull’autobus per Briançon, nonostante avessero il biglietto. La situazione sembra si sia aggravata con l’arrivo dei gendarmi, con qualche botta, inseguimento e cadute per cui uno dei ragazzi migranti sarebbe stato portato in Ospedale.
Inoltre anche sul lato italiano ci sono stati problemi. Senza alcuna copertura legale, pare che un autista di autolinee francesi, in servizio navetta per il tgv, abbia tentato d non far usare l’autobus ai ragazzi che cercavano di salire. L’autobus è ad uso esclusivo dei clienti TGV. Nonostante il direttore delle autolinee non volesse farli salire, alcuni solidali hanno spiegato che non solo non poteva negarsi a trasportare dei apsseggeri in base al colore della pelle, ma che è responsabilità di persone come lui che poi le persone sono costrette a passare nella neve sui passi alpini rischiando la vita.

Comunque pare che oltre ad essere aumentata la pressione della polizia francese, che pattuglia con le motoslitte, ci sia più collaborazione con quella italiana. La situazione, insomma, sembra intesirsi. Resteremo informati e cercheremo di dare più spazio nelle prossime puntate

incidente ferroviario di Andria

incidente ferroviario di Andria

podcast del 25/1

Podcast del 25/1, la trasmissione completa

Zad: vittoria amara con la minaccia di sgombero, conflitti sulla route de chicanes; Chiomonte, finanziati due appalti aggiuntivi sul tunnel geognostico “maddalena 1”; migranti: continuano i passaggi di frontiera, aggiornamento TAP e altro ancora!

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scarica la trasmissione di giovedì 25 gennaio

i contenuti che troverai nel podcast del 25/1:

Zad, dopo la vittoria sull’aeroporto la situazione nella “zona da difendere”

Festeggiato degnamente l’abbandono del progetto dopo una lotta durata 50 anni, il governo preme per una contropartita: il ripristino della “legalità”. Dove legalità sarebbe la fine della gestione delle terre fuori dalle logiche commerciali di sfruttamento. Sarebbe la fine dei progetti di reinsediamento agricolo, fine degli spazi comunitari, di accoglienza, culturali e organizzativi. Sarebbe la fine delle “zone non motorizzate” e di rinaturalizzazione. Fine della produzione agricola gratuitamente destinata a lotte, mense popolari, scioperianti. Appuntamento per dare sostegno alla Zad il 10 Febbraio.
Oltre a questo, facciamo un approfondimento sulla route de chicanes, liberata questo lunedì. La via era un simbolo della resistenza che ha impedito lo sgombero nel 2012 e il suo uso ha creato non poche divergenze nel composito movimento anti-aeroporto.
Dietro, però, troviamo i classici dilemmi: come prendere le decisioni insieme, come conciliare punti di vista diversi senza fare forzature che finiscono coll’indebolire il movimento.

Cantiere di Chiomonte: nuovi inutili appalti

Per come è fatto il sistema di appalti, bisogna pur sempre far qualcosa, un buchetto qui, una palata di terra là. L’importante è non fermare mai il flusso di denaro in entrata, essere sempre lì a chiedere un avnzamento lavori, non uscire mai dal giro degli appalti.
Ecco sono stati elargiti altre centiania di migliaia di euro per delle nicchie, da scavare, riempire, ritappare. Prendi di qui, metti di là…peccato si tratti di “rocce verdi” (non si parli di amianto, per carità. E già che ci siamo, tombiamo insieme anche un pò di materiali contaminati, a mò di smaltimento. Avanti, c’è lavoro!

Migranti: la situazione

Un aggiornamento sulle necessità (scarponi, calzettoni, berretti, guanti) di chi cerca di passare la frontiera. La neve non è più così soffice da impedire di avanzare, però le alte temperature hanno creato pericolosi lastroni di ghiaccio. Occhio!
Alcune riflessioni su possibili futuri sviluppi quando la neve non ci sarà più.

varie eventuali

abbiamo ancora parlato di Afrin e dell’attacco turco ai territori confederali delNord ella Siria, ricordato Cintu, bandito no tav di Bussoleno che ci ha lasciati, ricordato le inziative no tap che ci sarnno a Torino in questi giorni e fatto un aggiornamento.

buon ascolto con il podcast del 25/1!

Ciao e a settimana prossima
podcast

Podcast della trasmissione di giovedì 11- aggiornato

ci avete segnalato problemi nell’ascolto del podcast audio, ora dovrebbe andare. Grazie!

ecco la trasmissione intera riascoltabile in podcast

gli argomenti del giorno:
*in discussione a Meana l’utilizzo di cava Palli per contenere lo smarino del Tav. Al consiglio comunale aperto la giunta deve retrocedere ma non esclude l’uso dell’area per altre funzioni legate al Tav. L’atteggiamento della giunta e del segretario comunale.

*Chiomonte e le compensazioni: i paravalanghe in località Verger alle Ramats, la metanizzazione e altri specchietti per allodole

*Ancora Chiomonte, Imprend’oc: l’associazione di commercianti mette le mani sui vigneti della cantina Clarea, proponendosi come gestore dopo la scadenza del contratto (25 anni) che affidava i terreni ai viticoltori.

*Questione migranti e frontiere: valutazioni sul flusso di persone, soprattutto ragazzi, che cercano di passare il confine. Domenica ciaspolata da Claviere a Monginevro per visibilizzare il problema.

*Collegamento telefonico con Milano sul problema della militarizzazione della città. Sempre più i militari armati adibiti al controllo dell strade. Anche per questo è prevista sabato una manifestazione contro le divise e la loro funesta presenza per le città italiane.

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podcast 21 dicembre 2017 radio no tav

Podcast di giovedì 21 Dicembre

La trasmissione completa andata in onda questo giovedì, scaricabile e ascoltabile in podcast

Auguri a bassa velocità!

riassunto delle principali notizie:

serata a Gravere del tecnotavtour

Il sindaco partecipa al dibattito contestando le dichiarazioni dei tecnici. Molti i cittadini che sono intervenuti. Il sindaco non ha mancato di fare grande pubblicità a Telt ed ha dichiarato che in osservatorio l’idea di usare Cava Palli è stata bocciata. Peccato che non sia l’osservatorio il luogo dove prendere queste decisioni, che ricadono sull’amministrazione locale.
Sarà invece a Meana la prossima seduta municipale che dibatterà sull’uso di cava Palli. Vedremo cosa dice l’amministrazione dopo le serate organizzate e partecipate dalla popolazione, e dopo la petizione lanciata e firmata dalla cittadinanza

serata a Susa organizzata dagli imprenditori segusini

Una novantina le presenze tra cui Ferrentino, Tessari (il famoso commissario che indagò su Sole e Baleno), la cricca degli interessati ad “un arrivo più veloce dei turisti a Susa”: c’è ancora chi crede a Babbo Natale, evidentemente. Presenti anche figure legate a cave, trasporti, industrie varie, con sviolinate sulla globalizzazione che sì, crea anche povertà per qualcuno, ma tant’è.
Da notare che negli ultimi tempi iniziative di propaganda di questo tipo sono continue.

la consegna della linea storica ferroviaria a Telt

Come già successe per il Moncenisio, questo trasferimento permetterà alla società costruttrice del Tav di chiudere, quando vorrà, la vecchia linea. Come per altre tratte, per favorire l’alta velocità Telt potrà decidere di priorizzare la nuova linea, sempre che riuscirà a realizzarla. Il fatto tra l’altro non sarà di nessun vantaggio per gli stessi imprenditori d’alta valle che non dicono no alla nuova linea. Ci penseranno?

Una montagna di libri presenta tre nuove pubblicazioni presentate nelle prossime iniziative

Uno sulle lotte degli anni ’70, scritta da Manfredi, autore della canzone “ma chi ha detto che non c’è”, il secondo scritto da Philopat, sulla scena punk di Milano negli anni ’80.
Il terzo libro, a cura delle edizioni Tabor è la traduzione del libro della “storia incrociata delle lotte della zad e no tav”. Si chiama “contrade”, frutto dello sforzo congiunto di molte persone che lo hanno tradotto collettivamente

briser les frontières

Il racconto delle situazione attuale al confine di Bardonecchia. Una situazione che spinge molti ragazzi a “bucare” la frontiera di notte, sulla neve, in condizioni proibitive. I ragazzi che dalla stazione di Bardonecchia vanno a piedi fino al colle della scala per arrivare a Névache vengono presi dalla gendarmerie e portati al confine al Monginevro.Chiunque sia disposto a dare uno mano, per ospitare persone in caso d’emergenza, per raccogliere indumenti adatti al clima, per fare dei giri di perlustrazione, aiuto e soccorso, può farlo autonomamente passando dalla stazione stessa o mettendosi in contatto con la rete attraverso la pagina facebook.

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podcast radio no tav

le notizie della settimana: podcast dell’ultima trasmissione

il podcast di giovedì 30 novembre

Questa settimana abbiamo parlato di:
arrivati a uno dei condannati i domiciliari per scontare il residuo pena del processo compressore. Diverse le novità: l’applicazione della pena è piuttosto restrittiva, soprattutto per il divieto di incontro e l’orario per la spesa molto ridotto. Inoltre si teme non verranno accettate le richieste di lavoro.

Eddi, no tav del centro sociale Askatasuna si è unita alle Ypj, unità di autodifesa delle donne, che combattono in Rojava (Kurdistan siriano). Solito articolo denigratorio sulla busiarda. A noi bastano le sue parole: “Ovunque siamo, la nostra forza sta nell’organizzare la nostra rabbia, la nostra voglia di riscatto, cambiamento e uguaglianza. Ovunque c’è violenza c’è un modo per difendersi, insieme”. Ma quale seconda vita!

Un collegamento con la compagna di Silvano, No tav che sconta 4 mesi di definitivo per essere stato trovato con un carico di maschere antigas destinate al movimento. Racconto della situazione e diverse iniziative in programma.

Chiesta la deroga per l’emissione di rumore nel cantiere di Chiomonte. Venaus scarl ha chiesto la deroga al comune, negata, rivolgendosi a quello di gravere che l’ha accettata d’accordo con Arpa. Proprio il ruolo dell’ente regionale è sotto accusa. Sopravvalutato e considerato “super partes”, è stato verificato da alcuni consiglieri comunali che
silvano i tecnici che dovevano monitorare i decibel non erano presenti negli orari e nei luoghi previsti. Quale allora l’attendibilità delle misurazioni?

in coda iniziative e appuntamenti.

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A giovedì prossimo con trasmissione, podcast e aggiornamenti sul sito
Ciao! Redazione@radionotav.info

podcast cava palli

podcast – trasmissione di giovedì 9 novembre

Due i temi principali del giorno: alcune riflessioni a margine degli incendi, e un resoconto del consiglio comunale aperto a Meana, sul ruolo della locale cava Palli nei futuri lavori per il Tav.
Incendi,inchieste e compensazioni

Per quanto riguarda gli incendi, in queste settimane post-emergenza i giornali hanno dato molto risalto alle indagini alla ricerca dei “colpevoli”. Non ultime associazioni come il wwf reclamano “pene esemplari”. Noi non crediamo che questa caccia al responsabile possa risolvere il problema. Come ha detto Luca Giunti nell’intervista che abbiamo pubblicato, il problema non è il piromane, non è solo l’accorpamento di forestale e carabinieri, né l privatizzazione del servizio di aerei canadair. Il problema è l’abbandono della montagna, la scelta politica e collettiva, a suo tempo, di scendere alle fabbriche, l’abitudine a frequentare i centri commerciali più che i sentieri. L’abbandono del territorio è un pacchetto completo, la sua salvaguardia pure, ed è un fatto che va insieme alle scelte quotidiane delle nostre vite. La salvaguardia non può essere delegata a nessun ente od agente, ma fa parte del tipo di vita umana che c’è sul e con il territorio.

Abbiamo conosciuto sulla nostra pelle come la giustizia possa essere complementare alla politica e spostare l’attenzione da un problema all’altro. Mentre si cercherà un colpevole, vero o presunto, da dare in pasto alla giustizia e ai giornali, nulla si farà, neanche a parole, per indagare ciò che rende possibile incendi di tali proporzioni.

Meana, Gravere e cava Palli: quali interessi e di chi?

A Meana c’è stata finalmente la possibilità per la popolazione di chiedere conto all’amministrazione del possibile uso di territorio comunale per il deposito di materiali della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. La minoranza ha ottenuto un consiglio comunale aperto sulla questione, molto partecipato dalla popolazione. Su ottocento abitanti,un centinaio erano quelle presenti, motivo per cui la sessione è stata spostata al centro polivalente, nonostante le forze dell’ordine suggerissero la partecipazione a una semplice delegazione. La presenza di agenti in divisa è ormai una costante in tutti i consigli comunali dell’alta valle.

In passato l’amministrazione comunale aveva deliberato contro la ricezione dello smarino. Alcuni degli attuali amministratori facevano parte della giunta: cosa è cambiato da allora?

Come sappiamo tutte le cave, nocive di per sé, diventano alla fine del ciclo estrattivo delle discariche. Poi le ditte falliscono e svaniscono, il danno resta e buonanotte al secchio. Sarà la costruzione di nuove infrastrutture a offrire nuove possibilità di ricevere soldi ministeriali per rifare il giochino un po’ più in là. Tale sembra essere il destino della Palli.

Durante il consiglio comunale, messa alle strette dalle domande incalzanti di popolazione e minoranza, la Sindaca ha interrotto la seduta togliendo la luce alla sala. Rimangono sempre molte domande in sospeso, o forse tutte.

Quale è la reale necessità del recupero di cava Palli?

Perché il presidente dell’unione montana Nurisso, nonché sindaco di Gravere, parla ai giornali a nome di Mea? Meana non è invitata a partecipare alla conferenza dei servizi. É vero che Meana ha dato delega a Nurisso di parlare oppure no? E, aggiungiamo, quando Nurisso parla come sindaco e quando come presidente dell’Unione, che invece si è espressa contro la variante di progetto?

Per quanto riguarda Gravere, e Nurisso sindaco, è chiaro che la sua figura mal si sovrappone a quella di Nurisso imprenditore, presente in cantiere con una ditta che faceva rilievi con i droni all’interno del cantiere. Difficile immaginare come il Nurisso possa rappresentare gli interessi comuni dei suoi cittadini e suoi interessi privati come imprenditore. Forse un giorno ce lo spiegherà.

ascolta il podcast

 

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cava palli podcast

cava palli podcast

podcast radio #notav 5 ottobre 2017

trasmissione del 5 ottobre – riassunto e podcast

Potete riascoltare l’intera puntata con il podcast a fondo pagina. A seguire il riassunto dei contenuti della trasmissione

La variante di progetto svela poco a poco le sue conseguenze. Paradossalmente la scelta dell’alta valle come territorio più sicuro per sviluppare il progetto, porta malumori in casa di chi, fin ora, si era sentito lontano da ogni problema. E così i tempi si fanno maturi perchè il movimento si faccia sentire laddove è sempre stato meno presente

Meana, Gravere e la cava Palli

Il comune di Meana, come dicevamo settimana scorsa, si dichiara interessato a ricevere milioni di metri cubi per “tappare il buco” della cava Palli, cruccio valsusino da decadi.
Ogni cava diventa prima o poi una discarica: ne sanno qualcosa a Balangero, da sito d’estrazione dell’amianto, a discarica dello stesso.
Ma qualcuno ha il coraggio di chiamarla “rinaturalizzazione”.
A Salbertrand sono presenti, su pertinenze comunali, milioni di metri cubi di materiale contaminato, sequestrato per il fallimento delle ditte che l’hanno prodotto e lì rimasto. Telt vorrebbe su quell’area costruire l’impianto di processamento delle rocce di scavo, ma nulla dice di cosa farà del materiale lì presente. Chi se ne occuperà? Dove verrà messo?
Se facciamo due conti, tolto ciò che andrebbe a costituire il sedime del previsto eliporto, il resto coinciderebbe con le quantità dichiarate dal sindaco di Meana. E Gravere, che si è reso disponibile nonostante le osservazioni firmate dall’unione montana di cui è parte? Vorrebbe anche lui ospitare del materiale ma dove? Cava Palli è parzialmente anche sotto al comune di Gravere, ma nulla vi è di scritto al momento, e ogni ipotesi è possibile, forse l’amministrazione pensa ad altri luoghi

Oulx

Nel frattempo ad aprire le danze è il comune che, nonostante le ambiguità, negli anni si è dichiarato meno favorevole all’opera Tav. Venerdì sera un consiglio comunale aperto, l’unico finora fatto sul tema in alta valle. Si discuterà proprio delle osservazioni presentate dall’unione montana, che riguardano quindi l’intero territorio e non solo il comune di Oulx. Sono stati ufficialmente invitati anche i consulenti tecnici del movimento. Sarà occasione per il movimento di fare una capatina e ricominciare a battere la zona.

Autoformazione: varianti, variabili e costi.

La giornata di sabato vedrà un pomeriggio di studi promosso da Controsservatorio Valsusa al don Bunino di Bussoleno. Il pomeriggio passerà tra approfondimenti sulle varianti e sul sistema delle compensazioni. Importante continuare a conoscere le evoluzioni del sistema Tav per contrastarlo a dovere. Le barricate, vere o di carta che siano, non si improvvisano, e se l’opera dovrà per forza uscire dal catino del Clarea, di barricate ne vedremo tante. Buon lavoro a tutti…
a giovedì prossimo
redazione[at]radionotav.info

prima parte:

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seconda parte:

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podcast radio no tav

trasmissione di giovedì 28 settembre – riassunto e podcast

il podcast completo della trasmissione

La notizia del giorno riguarda Meana. Il comune ha dichiarato, alla conferenza dei servizi a Roma, l’interesse a ricevere lo smarino del tav per riempire l’ex cava Palli. Qui operava una delle ditte nata dal fallimento della Italcoge (Lazzaro), una di quelle che nel 2011 aveva posato le recinzioni del cantiere.

La cava non sarebbe sufficiente ad accogliere tutto il materiale, ma offre una sponda al progetto dopo le delibere negative dei comuni di Caprie e Torrazza.

Sempre sul fronte istituzionale, l’unione montana prende posizione sulla variante di progetto con alcune osservazioni. Se non ci si può aspettare un’opposizione vera al Tav, bisogna pur approfittare del fatto che, finalmente, anche in alta valle se ne parla.

Incontro italo-francese a Lyon

Nell’incontro hanno parlato di tanta “ciccia”; accordi economici e militari, frontiere…

Ma hanno parlato anche di Tunnel Torino-Lione: scompare l’intenzione di creare un corridoio treni nuovo tra le due città, rimane l’idea (ancora più assurda allora) di fare solo il tunnel. I giornali si sperticano nel dire che ormai la decisione francese è irrevocabilmente sancita. Ma è proprio così? Lungi dall’alimentare false speranze e piste di “governo” il politichese è un po’ più sibillino. Forse fa il loro gioco lasciare sempre qualche speranza, per tenerci buoni, o forse il governo d’oltralpe preferisce sempre lasciarsi qualche asso nella manica, un conto sempre buono da presentare come merce di scambio… vedremo… intanto potete trovare il documento originale (in francese) sui vari canali informativi no tav: sta girando.

Continuano gli imbrattamenti: bello e illegale…
podcast radio no tav : il murale no tav in via Laghi ad Avigliana

murale no tav – via Laghi ad Avigliana

Per quanto riguarda scartoffie e burocrazia varia, il murale realizzato ad Avigliana in via Laghi, pare non rispetti i “vincoli paesaggistici” del luogo. In attesa della demolizione dei vari obbrobri presenti sul territorio, vediamo cosa faranno  giunta e sovrintendenza. Multa? rimozione coatta? Condono? Staremo a vedere, intano il dipinto rimane lì.

Il fine settimana vede poi diversi appuntamenti, soprattutto a Torino, occasione del g7 del lavoro. Riflessioni e appuntamenti.

A giovedì prossimo!

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Trasmissione del 21 settembre: audio completo

Di seguito il podcast dell’ultima trasmissione

prima parte:

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seconda parte

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